Clima e giustizia sociale, contro la furia delle destre

di Mario Agostinelli Non deve stupirci se, a quattro anni dalla sua pubblicazione (18 Giugno 2015), la “Laudato Sì” di Francesco non ha ancora ripiegato le ali che l’avevano sollevata su un panorama politico, oltre che religioso, inchiodato sul presente. Riletta e rivisitata oggi, di fronte alla brusca accelerazione del cambiamento climatico, ad un insopprimibile […]

Sea Watch, migranti, cambiamenti climatici: uno scontro di civiltà

di Guido Viale Carola Rackete è una donna coraggiosa e solidale che sfida l’arresto per restituire la vita ai naufraghi che è andata a salvare. Matteo Salvini è un uomo vigliacco e cinico, che si è sottratto al processo che lo vedeva imputato, per continuare a destinare a morte e tortura i profughi sulla cui […]

Clima: la vera sfida non è quella sul deficit

di Lorenzo Marsili Mai abbiamo raggiunto un livello di sviluppo paragonabile a quello attuale. Mai siamo stati in grado di produrre così tanta ricchezza. Mai abbiamo avuto condizioni migliori per garantire a ogni persona il diritto alla felicità. Eppure povertà, precarietà e solitudine accompagnano la vita di sempre più persone, mentre l’emergenza climatica trasforma i […]

Dopo lo sciopero globale per il clima del 24 maggio

di Guido Viale La seconda giornata mondiale di sciopero per il clima si è conclusa positivamente. In Italia, e in particolare a Milano, ha registrato una partecipazione più ridotta, ma sicuramente più consapevole e convinta, di quella del 15 marzo, come è nella natura di un movimento che sta crescendo. Era prevedibile: non c’era più […]

Arrivano i ribelli per il clima: cos’è Extinction Rebellion e perché ne sentiremo parlare

di Emanuele Tanzilli Fondato in Inghilterra da una costola di Rising Up!, movimento sociale di contrasto alle disuguaglianze civili, politiche ed economiche, Extinction Rebellion può considerarsi l’opera di due scienziati, Roger Hallam e Gail Bradbrook. Nel curriculum del primo un dottorato di ricerca al King’s College di Londra, vent’anni da agricoltore biologico e, soprattutto, un […]

Terra e futuro, solo una rivoluzione ci salverà

di Guido Viale Nella ricorrenza «giornata della Terra» è un passo avanti che il movimento Friday for future abbia posto all’ordine del giorno il tema dei cambiamenti climatici prossimi a una deriva irreversibile e catastrofica. Il movimento, cresciuto intorno alle comparse mediatiche di Greta Thunberg, insieme al più recente Extinction Rebellion, hanno posto all’ordine del […]

Un’onda d’urto che vuole cambiare le radici del sistema

di Guido Viale

L’onda d’urto degli studenti in marcia contro l’irresponsabilità delle classi dirigenti di tutto il mondo venerdì 15 marzo ha dato la prima prova della sua forza, ma è solo al suo inizio. Per capire gli sconvolgimenti che è destinata a provocare nell’establishment basta forse il quotidiano Repubblica; fino a tre giorni fa riempiva le prime pagine con titoli di scatola e foto smisurate a sostegno del TAV Torino-Lione, come se da esso dipendessero le sorti, se non del pianeta, certamente del paese; da tre giorni fa altrettanto con la marcia per il clima Friday for Future e il suo simbolo, Greta Thunberg.

Forse conta di assorbirne lo spirito di rivolta con qualche pacca simbolica sulle spalle di “tanti bravi giovani”, per riprendere, passata la tempesta, l’amata battaglia pro Grandi opere. Così la pensa sicuramente il neosegretario del PD Zingaretti, che ha dedicato la sua vittoria a Greta e poi è andato a complimentarsi con quelli del cantiere del Tav; prova, per lo meno, di dissociazione mentale. D’altronde la schiera dei camaleonti che faranno finta di salire sul carro di Greta sarà un vero esercito. Ma non riusciranno a prendere in giro questi ragazzi come hanno fatto per anni con i loro genitori. “Forse non ci hanno capiti”.
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Due appuntamenti per il clima: la riscossa internazionale dei giovanissimi

di Sergio Sinigaglia

Venerdì prossimo, 15 marzo, decine di città europee e non solo, vedranno scendere in piazza migliaia di giovani in occasione dello sciopero internazionale per il clima. Una settimana dopo, sabato 23, a Roma si terrà una grande manifestazione nazionale sugli stessi contenuti e contro le grandi opere. Due appuntamenti rilevanti che rilanciano alla grande il movimento socioecoambientalista.

In particolare la giornata del 15 assume una importanza notevole. L’aspetto sicuramente centrale, come hanno evidenziato molti commenti, è certamente il protagonismo di una nuova generazione, i cosiddetti “millennials” che finalmente sembrano aver rotto gli indugi e intendono prendere nelle proprie mani il loro destino. Dopo il movimento altermondialista, quello di “occupy” e degli indignados, una nuova leva, fatta di giovanissimi, assume rilievo internazionale.

Soprattutto stravolge una visione del tempo ormai da anni appiattita su un infinito presente, con l’annullamento della memoria del passato e ancora di più di qualunque progettualità futura. E infatti proprio sul futuro del nostro pianeta è impostata l’analisi e l’attenzione del nuovo movimento. In completa sintonia con il “principio responsabilità” di Hans Jonas, questi giovanissimi mettono al centro del loro agire politico la denuncia del vicolo cieco in cui il Sistema sta conducendo la nostra e le altre specie viventi.
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Vince Trump: un G20 da dimenticare

di Alfredo Somoza

Si è chiuso a Buenos Aires il tredicesimo vertice del G20 senza concludere, come previsto, praticamente nulla. Un successo quindi per Donald Trump, che riesce a evitare condanne per i dazi che sta introducendo dall’inizio dell’anno per colpire i concorrenti dell’industria statunitense. Anche sul cambio climatico Trump fa inserire una specifica sul fatto che gli USA confermano l’uscita dall’Accordo per il clima, pur impegnandosi a fare bene da soli (!).

Su migranti e profughi aria fritta. Anche la Cina canta, più modestamente vittoria, per avere strappato a Trump 3 mesi di moratoria per l’avvio dei dazi che dovrebbero colpire il loro export negli USA in attesa “di svolgere negoziati”. Negoziato, quella parola che irrita tanto l’inquilino della Casa Bianca, come si evince dal suo volto (rispetto a quello di Xi Jinping) nella cena che hanno condiviso a Buenos Aires

A Buenos Aires si sono anche misurate le distanze e le vicinanze tra i capi di Stato. Trump che ha evitato di incrociare Putin, ma ha sorriso apertamente al principe saudita Bin Salman. La signora May che per la prima volta dopo la guerra delle Falklands ha incontrato un presidente argentino. Emanuel Macron che per un disguido del protocollo viene ricevuto all’aeroporto soltanto da un impiegato aeroportuale che indossa un gillet giallo.
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La cultura del clima

di Bruno Giorgini

Al di là del circolo polare artico per oltre dieci giorni si sono misurate temperature tra i 30 (trenta) e 34 (trentaquattro) gradi, talché chi era andato colà in vacanza per esperimentare i ghiacci eterni munito di robuste giacche a vento, scarponi, berretti di lana e guanti, ha dovuto comperare magliette, scarpe da tennis, cappellini contro il sole.

Ovvero i ghiacci non sono più eterni, e sempre meno lo saranno. Si chiama riscaldamento globale, secondo l’espressione coniata da Wallace Smith Broecker, oceanografo di chiara fama. perché non ci siano dubbi, più a sud Atene e l’Attica bruciano, venti caldi, temperature altissime e il fuoco che basta respirare perché s’appicchi, e infatti! Con l’azione dei criminali che moltiplicano gli effetti.

Ma torniamo al Nord, nei dintorni del Polo. Immediatamente a molti viene in mente lo scioglimento dei ghiacci e l’innalzamento delle acque, le città costiere allagate, le colonne di profughi che si spostano, migrano, verso i luoghi alti, per sfuggire ai conflitti e alle acque, a tutt’oggi più di 65 milioni di persone. È questa l’immagine catastrofica che più si ritrova in articoli, romanzi, film, sostenuta anche fortemente dall’alluvione di New Orleans, che tutti abbiamo visto sugli schermi del mondo, e per esempio il fotografo sudafricano Gideon Mendel ha costruito una mostra Submerged portraits ritraendo persone allagate, dal Regno Unito al Brasile, dal Pakistan alla Thailandia, Nigeria, eccetera.
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