Gli Ogm nel piatto, siamo quello che mangiamo: i video del dibattito

Gli Ogm nel piatto: siamo quello che mangiamo è un tema importante che abbiamo affrontato in un dibattito organizzato dall’Associazione il manifesto in rete e da GasBo. Ecco perché, sotto, riproponiamo i video della serata a cui ha partecipato la biologa esperta di ingegneria genetica Daniela Conti.


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Manifesta 2015: il cibo, modelli di sviluppo e il capitalismo predatore, estratti di un confronto

Durante la Manifesta 2015, nella giornata dell’11 luglio scorso, uno dei dibattito in programma riguardava EXPO – EATALY – FICO: modelli di sviluppo o l’altra faccia del capitalismo predatore? Hanno partecipato Pier Paolo Lanzarini (Associazione CampiAperti), Peppino Cilento (Cooperativa Olearia Nuovo Cilento), Adriano Turrini (presidente Coop Adriatica) e Guido Viale (ambientalista), moderati dal giornalista Loris […]

Angelo Vassallo

Expo e dieta mediterranea: si pensa davvero alla salute dei cittadini?

di Dario Vassallo, presidente della Fondazione Angelo Vassallo Sindaco Pescatore

“Un sindaco non deve soltanto pensare allo sviluppo di un territorio, dare dei buoni depuratori, dare una buona assistenza scolastica, deve anche pensare alla salute dei cittadini. Da qui, la nostra missione. Noi siamo come missionari, lo facciamo con amore perché ci crediamo”. Parlava così Angelo Vassallo nel 2010 a proposito della dieta mediterranea, quell’insieme di pratiche, conoscenze, saperi e spazi culturali che le popolazioni del Mediterraneo hanno creato e tramandato nel corso dei secoli come una perfetta sintesi tra ambiente, cultura, organizzazione sociale, storia, tradizione e cibo.

Un progetto ambizioso quello di Angelo Vassallo, innovatore e anticipatore dei tempi, che ha riconosciuto nella cultura del territorio una ricchezza per chi sul territorio vive. Una visione che mette l’uomo al centro dell’attività produttiva e che mira a creare ricchezza per tutti e non per pochi, fondandosi sui valori della legalità e con una particolare attenzione all’ambiente e alla sostenibilità. “Stiamo raccogliendo ora – spiegherà Angelo Vassallo in un’intervista del 9 luglio 2010 – i frutti di un lavoro cominciato nel 1994. Chi scommetteva sull’ambiente quindici anni fa non veniva considerato normale”.

Eletto sindaco nel 1994, Angelo Vassallo conobbe Ancel Keys, che a Pollica ha vissuto per trent’anni. “Quando nel 1997 Keys andò via – racconterà spesso Angelo Vassallo – mi disse ‘divulgate la dieta mediterranea’. Nei convegni che abbiamo tenuto in quel periodo emersero due cose: le proprietà importanti dell’olio d’oliva, lui diceva sempre ‘dopo il latte materno, l’alimento principale è l’olio di oliva’, e la necessità di mettere al bando le merendine e le bevande dolcificate per i bambini. Lui era quasi scandalizzato da queste cose! Noi, in questi anni, abbiamo lavorato tanto, pur non avendo grosse competenze specifiche”.
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Cibo, diritti negati ed energia: l’Expo che ci riguarda

Expo a Milano
Expo a Milano
di Guglielmo Ragozzino

L’Expo di Milano incombe ed è utile dare conto di quanto sta succedendo. Dalla grande stampa emerge un problema: il dissenso dell’orchestra della Scala a suonare il primo maggio, giorno dell’Expo ma anche dei lavoratori, manda a gambe all’aria la Turandot dell’Inaugurazione. Matteo Renzi vuole riconquistare il palco per essere lui a cantare “Stasera vincerò”. Tutto questo rischia di fare del famoso Teatro l’unico punto di resistenza contro l’Expo dei ricchi.

Milano è una città ben strana. Lo era già ai miei tempi, e si è mantenuta così ancora oggi in pieno XXI secolo. Proprio di fronte al Teatro della Scala c’è ancora – in effetti c’era da prima, dal sedicesimo secolo – Palazzo Marino, la casa dei cittadini. Qui nelle stesse ore dei discorsi ufficiali si è svolta un’altra riunione Expo: “Nutrire il pianeta o nutrire le multinazionali?” Era l’occasione per leggere, insieme, la lettera inviata, da un piccolo gruppo di persone, a Renzi e agli altri potenti per ricordare loro l’impegno “nutrire il pianeta”, di ridare “energia per la vita”, un impegno disatteso dal Protocollo mondiale per il cibo, affidato alla Fondazione Barilla. Erano presenti a Palazzo Marino molte centinaia di persone; moltissime ragazze dai 18 agli 80 anni, tutte sicure che, tutto considerato, dovunque nel mondo sono le donne a coltivare e a mettere in tavola. (nell’altro campo, tra i renziani dell’Hangar, se ne è ricordata Marta Dassù). L’impegno di tutte e di tutti era quello di ottenere, anche attraverso l’Expo, molto criticata, ma anche l’unica Expo che abbiamo a disposizione, che il cibo fosse considerato come un diritto universale e non una merce.

Le relazioni sono state di Piero Basso dell’Associazione Costituzione Beni Comuni che ha tracciato l’accorata storia dell’Expo 2015, tra costruttori, cooperative, giochi d’acqua, fiumi artificiali, sprechi, affari loschi. Un decennio di storia milanese e lombarda che abbiamo l’obbligo di non dimenticare. L’altra introduzione è stata di Curzio Maltese, parlamentare europeo eletto con la lista Tsipras che si è ripromesso di orientare in modo fattivo le future iniziative del Gue (Gruppo della sinistra europea).
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