Murale Di Vittorio: tra gli studenti del liceo artistico di Cerignola per discuterne

di Michele Fumagallo

Forse è utile, prima di ascoltare la voce di studenti e insegnanti del Liceo Artistico di Cerignola, una breve ricapitolazione per questo ultimo scritto sulla questione Murale Di Vittorio. Dunque la storia negli ultimi anni è più o meno questa. C’è la scoperta di un grande Murale – distrutto e fatto a pezzi in anni lontani – in un locale del Comune. C’è una campagna stampa nazionale (di un solo giornale, purtroppo) per sensibilizzare sul fatto. C’è la sostanziale insensibilità politica del Comune (centro destra) e della Regione (centro sinistra vendoliano).

Quest’ultima, dopo varie sollecitazioni, corre ai ripari con una leggina ipocrita e fuorviante che non ha nulla da spartire con l’arte e il suo recupero (infatti, non c’è ancora traccia dei fondi stanziati in quella legge). Taccio della miseria della politica nazionale notoriamente lontana dall’investimento massiccio che l’arte e il suo recupero richiederebbe in Italia. Ancora: c’è un grande sindacato italiano (Cgil), che ha nel protagonista delle storie del dipinto il suo fondatore e che non solo non interviene in passato quando il murale viene smantellato ma, dopo aver assicurato oggi, attraverso la sua segretaria, un generico interessamento, ovviamente non ne fa nulla.
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Ettore De Conciliis

Ettore De Conciliis, l’artista che lavorò al murale Di Vittorio

di Michele Fumagallo

La terza e ultima intervista sulla questione murale Di Vittorio è con l’artista Ettore De Conciliis che ebbe un ruolo forte nella costruzione dell’opera, insieme a Rocco Falciano e altri. Ettore De Conciliis ha iniziato a lavorare nell’ambito dell’arte fin da giovanissimo. Diede vita, insieme a Rocco Falciano, al Centro di Arte Pubblica Popolare di Fiano Romano. Sempre nell’ambito del muralismo, la prima opera che ebbe un effetto dirompente in Italia e all’estero è il “Murale della pace” nella chiesa di san Francesco ad Avellino. Poi seguita da altri murali in altre città e da interventi di land art tra cui il “Memoriale di Portella della Ginestra” in Sicilia e il “Parco della Pace” a Roma. La strada artistica di De Conciliis si è evoluta negli anni in altre direzioni con attenzione a tematiche più intime e naturalistiche.

Come iniziò la tua storia di pittore “muralista”?

“L’inizio fu il murale della Pace nella chiesa di San Francesco in Avellino. Una mia opera giovanile che compie oggi 50 anni. Volevo rispondere con la pittura ai temi della società di allora che venivano interpretati dal pontificato di Papa Giovanni, cioè dal Concilio Vaticano Secondo e dall’enciclica ‘Pacem in Terris'”.

Quale fu la genesi del Murale Di Vittorio a Cerignola e come andò lì la sua installazione?
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Natalia Gurgone

Natalia Gurgone: la restauratrice e studiosa del murale Di Vittorio

di Michele Fumagallo

Il secondo incontro con gli esperti legati alla questione murale Di Vittorio, è quello con Natalia Gurgone, restauratrice di opere d’arte formata presso l’Istituto Superiore per la conservazione e il Restauro di Roma. Dal 2005 lavora come libera professionista, specializzata nel restauro dell’arte contemporanea. Collabora con Musei e istituzioni nell’ambito della conservazione e della ricerca. Sul Murale Di Vittorio ha compiuto indagini e studi che sono confluiti in pubblicazioni.

Puoi dirmi come ti sei imbattuta nel murale Di Vittorio?

“Sono venuta a conoscenza del murale Di Vittorio nel 2004 durante la preparazione della mia tesi presso l’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro di Roma, incentrata sul muralismo contemporaneo in Italia. E’ stato durante quel periodo che ho studiato le opere realizzate dal Centro di Arte Pubblica e Popolare. Durante l’intervista con gli artisti Ettore De Conciliis e Rocco Falciano fui informata da loro che il Murale dedicato a Di Vittorio era stato smantellato e in parte distrutto (forse ne era rimasto qualche frammento nei depositi del Comune) per i lavori di ristrutturazione della Piazza della Repubblica. Solo qualche anno dopo, mentre scrivevo un articolo di approfondimento sulle tecniche esecutive dei murali realizzati dal Centro, sono entrata in contatto con la Casa Di Vittorio e con Giovanni Rinaldi. Ho saputo che effettivamente dei frammenti dell’opera esistevano ancora e con entusiasmo sono scesa a Cerignola per studiarli e vederli dal vivo”.

Che effetto hanno avuto nella realtà locale i tuoi studi sul muralismo di quegli anni, e nello specifico quello su Di Vittorio a Cerignola?

“Non credo che i miei studi così tecnici e specifici abbiano avuto grandi effetti. Semmai, nella realtà locale, l’effetto maggiore lo ha sempre avuto Giuseppe Di Vittorio. Mi riferisco soprattutto alla popolazione che ha partecipato attivamente, attraverso varie manifestazioni, alla richiesta di recupero dell’opera a lui dedicata”.
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Giovanni Rinaldi

Giovanni Rinaldi, il ricercatore che “scoprì” i resti del murale Di Vittorio

di Michele Fumagallo

Cominciamo la seconda parte della ricognizione sulla questione del murale Di Vittorio a Cerignola. Tre brevi interviste, per questo sito, ad altrettanti protagonisti che hanno incrociato il problema negli ultimi anni ci serviranno forse a inquadrare meglio il tutto. Incominciamo con Gianni Rinaldi, grafico, ricercatore e storico italiano. Ha al suo attivo ricerche importanti. Dopo quelle sul teatro e sui simboli politici e religiosi al Sud, ha messo mano a una vasta ricognizione sui braccianti del Tavoliere pugliese (il suo territorio, dove vive), poi pubblicate nel volume, scritto insieme a Paola Sobrero, “La memoria che resta”.

Quindi è venuta la ricerca “I treni della felicità” sui figli dei braccianti – imprigionati durante la repressione del dopoguerra – che vennero ospitati al Centro e Nord Italia (molti in Emilia Romagna). Infine ha curato la pubblicazione di “A Sud. Il racconto del lungo silenzio”, la riscoperta di un vecchio spettacolo ormai dimenticato con le canzoni di Matteo Salvatore e la voce di Riccardo Cucciolla. Ha al suo attivo anche mostre fotografiche, compartecipazione a spettacoli tratti da sue opere, laboratori nelle scuole.

Dunque, come è iniziata questa storia, quando hai scoperto i resti del Murale Di Vittorio?

“Nell’ambito del Progetto Casa Di Vittorio, che dirigevo, ritrovai nel 2008 parte dei pannelli, che si ritenevano dispersi, sparsi in più depositi del Comune. Furono provvisoriamente unificati in un deposito, con l’idea di verificarne la consistenza (l’opera era molto degradata e frantumata in decine di frammenti grandi e piccoli). Il Progetto Casa Di Vittorio, con la caduta dell’amministrazione comunale di sinistra, si arenò e nel 2009 un gruppo di giovani cerignolani appassionati di arte formarono il gruppo facebook in cui si proponeva l’idea del recupero e restauro dell’opera”.
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Ancora sul murale Di Vittorio: un’assemblea che smosse le acque

di Michele Fumagallo

Proseguiamo il nostro viaggio di documentazione sul destino del murale Di Vittorio a Cerignola. Metto qui sotto un pezzo uscito su “Il Manifesto” del 2 febbraio 2012. Documenta la lotta che cominciò a svilupparsi grazie al lavoro di alcuni (ricercatore, restauratrice, artista) in compagnia di giovani del posto, di un Circolo del Manifesto di una provincia confinante (Avellino) e della Cgil irpina e foggiana. Una lotta che fu alla base dell’impegno (tardivo e ambiguo, come abbiamo visto nel pezzo pubblicato su Imec) della Regione Puglia.

Recuperare il grande dipinto al dirigente della Cgil, riparlare di lavoro e di arte. Una battaglia condivisa, da “Il Manifesto” del 2 febbraio 2012

Metti alcuni articoli del nostro giornale (con una coda di dibattito sull’argomento con la segretaria della Cgil Susanna Camusso) a sostegno di una battaglia per il recupero a Cerignola di un Murale di 150 metri quadri che descriveva la storia di Giuseppe Di Vittorio e della condizione del Mezzogiorno; aggiungi la sensibilità di due organizzazioni come il «Circolo del Manifesto» di Avellino e il sito facebook pugliese «Salviamo il Murale Di Vittorio» che hanno organizzato (con la partecipazione delle due Cgil di Avellino e Cerignola) sabato 21 gennaio scorso nella città pugliese una giornata di incontro sull’argomento; mescola il tutto con la partecipazione all’iniziativa del ricercatore del mondo del lavoro del Tavoliere Giovanni Rinaldi – che da anni si batte per il recupero della memoria di Di Vittorio – , dell’artista che guidò il gruppo di pittori che diede vita al Murale (Ettore De Conciliis), della restauratrice Natalia Gurgone che ha studiato a fondo il problema del recupero del manufatto, del regista Giuseppe Valentino autore del più interessante documentario («Noi bruciamo gli elefanti») sulla realtà di Cerignola, e avrai una bella miscela.
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Affaire “Murale Di Vittorio”: lettera aperta (con risposta) a Susanna Camusso

Giuseppe Di Vittorio, particolare
Giuseppe Di Vittorio, particolare

di Michele Fumagallo

Metto qui sotto un breve carteggio intervenuto tra me e Susanna Camusso su “Il Manifesto” a distanza di pochi giorni, tra il 28 ottobre e l’11 novembre del 2011. Dopo alcuni articoli di denuncia per la situazione assurda dei resti del “Murale Di Vittorio” che avevo scritto per il giornale nei mesi precedenti, la situazione era sempre più kafkiana. Si muoveva ben poco e allora pensai di investire un’organizzazione importante della società civile come il sindacato nazionale e, nella fattispecie, la Cgil che porta il nome di Giuseppe Di Vittorio scritto nel suo dna. Con questa documentazione continuiamo il tragitto sull’affaire “Murale Di Vittorio” a Cerignola.

Cara Camusso, ricordi il murale per Di Vittorio?, da “Il Manifesto” del 28 ottobre 2011, lettera aperta a Susanna Camusso

Gentile Susanna Camusso, segretaria generale della Cgil, le scrivo di una cosa che dovrebbe starle a cuore, perché riguarda non solo la storia del nostro paese e della nostra democrazia, ma anche quella dell’organizzazione che lei presiede. Mi sono occupato, in svariati articoli, di un problema apparentemente piccolo, in realtà di straordinario impatto metaforico.
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