Di Maio: San Gennaro, liberaci dai tuoi parassiti e dai professionisti dell’ampolla

di Camillo Langone

San Gennaro, la liquefazione del tuo sangue è misteriosa come la votazione delle primarie grilline: a che ora di quale giorno e con quale modalità? Il cardinale Sepe quando ha estratto l’ampolla dalla cassaforte l’ha trovato già sciolto, dunque il prodigio potrebbe essere accaduto in qualsiasi giorno successivo alla liquefazione di maggio.

Allo stesso inverificabile modo, un qualsiasi giorno venturo Luigi Di Maio verrà nominato, con uno di quegli abracadabra elettronici che sono un mistero della pentastellata fede, candidato alla presidenza del consiglio. San Gennaro, evoco Di Maio perché Di Maio l’altro giorno era in prima fila per il famoso miracolo. “È la prima volta che vengo in Duomo”. Ma come, dice di essere cattolico e non era mai stato nella cattedrale del suo capoluogo? C’è qualcosa che non torna: Napoli e Pomigliano d’Arco, sua residenza, distano solo sedici chilometri… Mi è venuto in mente l’ex compagno di partito Federico Pizzarotti che in chiesa a Parma non l’avevo mai visto, in anni e anni di messe, ma pochi giorni prima delle ultime elezioni apparve sorridente al primo banco del santuario della Steccata. Ne rimasi costernato.

In Duomo a Napoli c’erano pure De Luca e De Magistris e chissà quanti altri professionisti dell’ampolla (parafrasando Sandor Marai che definì “professionisti dell’attesa” i napoletani capaci di attendere ore la liquefazione del tuo sangue e anni un qualsivoglia altro miracolo risolutivo delle proprie vite).
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Diritti acquisiti: l’importanza di continuare a porsi interrogativi

Lo Stato siamo noi
Lo Stato siamo noi
di Silvia R. Lolli

A pagina 70 del libro “Lo Stato siamo noi”, ripubblicazione recente di discorsi e scritti di Piero Calamandrei leggiamo: Il governo dei fantasmi: “La Repubblica italiana, uscita dalla Liberazione, è stata governata in questo decennio, e lo è tuttora in gran parte, anche per procura, da vecchi uomini politici che per età e per formazione mentale appartengono al tempo anteriore al fascismo. Nonostante che il fascismo sia stato travolto dalla Resistenza, il potere non è passato agli uomini usciti dalla resistenza”.

La lungimiranza dei costituenti è nota, ma constatare che fin dai primi anni della neo Repubblica si sia riprodotta la solita politica, si siano ripresentate le stesse classi dirigenti precedenti, ci fa certamente capire che oggi siamo ancora, nonostante false convinzioni, in questa situazione.

Osserviamo la cronaca di questi giorni di agosto, neppure alcune informazioni giornalistiche aiutano la politica al potere a cambiare: “Ecco la top ten delle pensioni d’oro…” di M. lo Conte da Il Sole 24 ore del 7 agosto. Rimaniamo, anzi i nostri rappresentanti in Parlamento rimangono impantanati nelle solite querelles e discorsi da fantasmi e i giornalisti sono i ghostes di contorno dei vecchi palazzi, che perdono anche i loro tratti artistici e più estetici. Oltre al nulla di fatto sulla legge più importante, cioè prioritaria per la nostra democrazia, la legge elettorale, si continua a verificare l’incapacità della politica di fare cose importanti per i cittadini. Solo populismo, demagogie, da parte di chi siede là, le facce nuove rispecchiano sempre le vecchie consuetudini.
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