Economia circolare: riciclo e inceneritori, dove finisce la carta

di Stefano Feltri Facile essere d’accordo con Greta Thunberg, la 16enne svedese che ogni venerdì protesta per un mondo migliore. Ma quando si tratta di tradurre in scelte concrete quei nobili obiettivi, le cose si complicano: parti dalla raccolta della carta e arrivi al dibattito sulla necessità di costruire nuovi inceneritori. Marzo è il mese […]

L’esercizio del risentimento contro chi sostiene la Costituzione

di Nadia Urbinati

Sul Corriere della Sera del 2 novembre scorso, Angelo Panebianco ha lanciato un j’accuse contro i “puristi” della Costituzione che nel 2016 si opposero alla riforma costituzionale Renzi-Boschi perché segno di una “svolta autoritaria”. Scrive l’articolista del Corriere: “Sembra proprio che alla maggioranza di questi paladini della Costituzione nata dalla Resistenza importi ben poco sia della Costituzione che della Resistenza: la difesa della Costituzione contro le ‘involuzioni autoritarie’ è più che altro un’arma politica di comodo da utilizzare contro il nemico di turno, si chiami Bettino Craxi, Silvio Berlusconi o Matteo Renzi”.

A ruota, sul sito del Pd, Democratica, è uscito poco fa un commento elogiativo dell’articolo di Panebianco a firma di Vittorio Ferla, il quale si scaglia contro “i puristi” (lunga la lista delle loro professioni) che avrebbero non solo portato l’Italia nelle braccia dei “minacciosi totalitari”, quelli di Cinquestelle, ma ora “tacciono” di fronte alle parole di Grillo sulla “rottamazione del Parlamento” e “l’aggressione al Capo dello Stato”. Per Ferla i puristi avevano un piano: far fuori Renzi, perché Renzi sarebbe il nemico, non il M5S.

La campagna contro chi si oppose a quel referendum-plebiscito è oggi un penoso esercizio di risentimento, dei renziani e di chi pensava a Renzi come al mezzo per attuare un progetto che attendeva sottotraccia da qualche decennio. Panebianco, da coerente conservatore, è risentito che il gollismo non abbia avuto corso in Italia – e che chi ci ha provato (Craxi, Berlusconi, Renzi) abbia pietosamente fallito. Ed è importante che sia Panebianco a mettere in fila i dioscuri del cesarismo gollista. Noi abbiamo chiamato quel progetto – il gollismo appunto – un progetto autoritario. Panebianco lo conferma. In Francia, il gollismo è stato atterrato nel 1969 proprio come progetto autoritario. Ma, si sa, il 1969 era l’anno della ubriacatura del radicalismo politico!
Leggi di più a proposito di L’esercizio del risentimento contro chi sostiene la Costituzione

Il futuro del Manifesto: un settimanale per il 2013

Il futuro del manifesto
Il futuro del manifesto
di Daniele Barbieri

Ogni tanto sogno. Oppure entro – versione fantascientifica – in qualche universo parallelo dove la storia si è biforcata e ci sono piccole differenze: a esempio Pio Laghi si pente pubblicamente prima di morire oppure io salvo uno dei Giovanardi dall’annegamento e lui diventa anti-proibizionista. Ne ho narrato qui in blog sotto il titolo «Il cuscino della notte».

Mi è ricapitato di nuovo. Oggi nella posta ho trovato un messaggio dal futuro cioè datato martedì 19 marzo 2013. Mi arriva dalla redazione de «il manifesto (settimanale)» e ha tutta l’aria di essere l’editoriale: molto concreto perché, immagino io, una più complessa analisi – la «dichiarazione di intenti» – sta all’interno.

Forse voi preferite pensare che ‘sta roba l’abbia scritto io (in trance?) o che si tratti di uno scherzo. Io altro non so dirvi ma tutto è possibile: vedremo, in fondo il 19 marzo è vicino. Ecco il testo ricevuto.
Leggi di più a proposito di Il futuro del Manifesto: un settimanale per il 2013

Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi