#OperationWarSunset: un video per una campagna contro la guerra e la repressione dei curdi

di Martina Fang Lu La chiamano “Operation Peace Spring”. Sorgente di pace. Noi rispondiamo con la “Operation War Sunset”. Affinché la guerra nel Nord della Siria possa finire. Affinché questa terra, come da molti viene chiamata, il Rojava, che significa “tramonto”, possa essere il tramontare della guerra. Le persone iniziano a morire e le loro […]

Meglio la muffa dell’amianto: una campagna permanente per “bonificare i capannoni molesti”

di Vito Totire

Quando nel paesaggio si vede un capannone con cemento-amianto, la visione disturba sia dal punto di vista estetico-paesaggistico sia per per le preoccupazioni di tipo ambientale e sanitario che l’immagine evoca. Se siamo ottimisti pensiamo che quanto prima quell’immobile sarà bonificato. Ma ripassare, dopo diversi anni, e vedere in località Muffa di Crespellano la situazione immodificata, anzi inevitabilmente peggiorata, sorprende.

Non conosciamo l’origine del toponimo: la muffa è un problema però l’amianto è peggio. Tanto più che sia il Comune di Crespellano che quello di Monteveglio avevano dato segnali di attenzione sul tema dell’amianto disseminato nel territorio: forse le iniziative, con la fusione in un unico Comune, non hanno avuto continuità?

Sta di fatto che all’altezza del numero 290 della strada provinciale che attraversa la località Muffa (sulla destra per chi transita verso Bazzano) non si può non notare una struttura edilizia, certamente dismessa, adibita tanti anni fa a pollaio o ricovero di animali, con presenza di fibrocemento in avanzato stato di degrado e vetustà. Se il sito è già censito potremmo avere quantomeno conferma della presenza di amianto che “a occhio nudo” parrebbe ovvia e sapere se crisotilo o anfibolo.
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Def 2017: molta retorica, poche certezze

di Sbilanciamoci.info

Pasticciato, vago e incoerente: questo in sintesi il giudizio di Sbilanciamoci! sul Def 2017 che ha partecipato alle audizioni aperte martedì 18 aprile in Senato sul Documento di Economia e Finanza 2017. “Ottimismo infondato sull’andamento della situazione economica del nostro paese, assenza di una politica economica capace di rilanciare crescita e occupazione, incertezze sulla copertura della spesa, mancanza di dettagli sull’ennesima fase di spending review annunciata dal Governo, introduzione parzialissima, inadeguata e strumentale del Bes nel Def 2017, continuità sostanziale dell’approccio di bilancio fondato sulle politiche di austerità e sul pareggio e le risorse che dovrebbero reintegrare i fondi sociali tagliati dopo l’accordo Stato regioni non ci sono”.

Questi i principali passaggi dell’intervento della portavoce della campagna che ha ricordato il lungo impegno di Sbilanciamoci! nell’elaborazione di indicatori di qualità dello sviluppo alternativi al Pil e ha espresso sconcerto per le modalità con le quali il Bes è stato introdotto in via sperimentale nel Def 2017: 4 indicatori su 130, simulazioni discutibili che secondo il Governo attesterebbero una diminuzione della diseguaglianza.

Il governo dedica un intero paragrafo all’Europa dichiarando di impegnarsi per una riforma delle politiche e delle istituzioni europee ma tace sul fiscal compact, si sofferma solo sulle migrazioni rivendicando l’approccio sicuritario che attraversa i due decreti su immigrazione e sicurezza recentemente convertiti in legge e firma una dichiarazione come quella del 25 marzo che affida il futuro dell’Europa alle armi.
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Appello per il sostegno alla campagna referendaria: trasmetti la Costituzione nata dalla Resistenza ai tuoi figli

Referendum - Comitato per il no
Referendum – Comitato per il no

del Comitato per il NO nel referendum sulle modifiche della Costituzione

La sproporzione delle forze in campo è evidente. Da un lato abbiamo il Governo che ha reclutato i migliori  professionisti internazionali della persuasione,  ha dalla propria parte una larga parte della carta stampata ed attua una pervasiva  informazione sulle reti televisive pubbliche. Fondi illimitati, mezzi illimitati, ed una pervicace decisione di imporre al Paese le nuove regole che ha fatto approvare dal parlamento.

Dall’altra parte c’è un gruppo di volontari. Molta forza ideale, un impegno fisico quotidiano che sta diventando difficile da sostenere, perché tutti hanno una vita, lavoro, famiglie. Tuttavia i volontari stanno affluendo sempre più numerosi. Ogni giorno nascono mediamente due comitati locali, il numero supera ormai i 400.

È un fenomeno di partecipazione straordinario, che testimonia quanto ancora ci sia di sano nel nostro Paese. Tuttavia, come detto, la lotta è ìmpari. Non abbiamo soldi per stampare i materiali, per affittare gli spazi; se vogliamo organizzare un concerto non abbiamo soldi per montare un palco, vorremmo organizzare concerti, manifestazioni, convegni. Se i nostri avversari suonano il loro piffero alla Rai, noi dobbiamo almeno suonare le campane nelle piazze.

Dunque, a fianco della folta brigata di volontari che si stanno battendo per la Democrazia futura, ci rivolgiamo ad un gruppo di donatori a cui chiediamo un sacrificio straordinario. Sono 139, come gli articoli della Costituzione che dobbiamo salvare, idealmente uno per ogni articolo della Costituzione originaria, a cui chiediamo di donare, ciascuno, 1.000 euro a testa per sostenere il nostro impegno per il No nel referendum costituzionale. E’ una somma molto elevata, è chiaro.
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Arci: raccolta fondi per i centri di solidarietà sociale in Grecia

Campagna per i centri di solidarietà sociale in Grecia
Campagna per i centri di solidarietà sociale in Grecia
di Arci Bologna

In questi giorni è stata scritta una pagina buia della storia del nostro continente. Non riguarda solo la Grecia, riguarda tutti e tutte. L’Europa che vogliamo non umilia i popoli, non affama le persone, non mette le banche prima della dignità, non sostituisce la forza del potere alla democrazia. Non vogliamo morire di austerità. Chiediamo a tutti e tutte un gesto concreto. Con generosità e convinzione, come gesto politico di resistenza alla guerra contro i diritti e la democrazia che è in atto in Europa.

Sosteniamo con una donazione i centri di solidarietà sociale in Grecia. Sono più di quattrocento, sono tutti gestiti da volontari e dagli stessi utenti. Sono ambulatori e farmacie sociali, mense e ristoranti sociali, botteghe alimentari a costo zero, doposcuola, scuole di musica e di informatica, corsi di lingua, centri di assistenza legale, filiere di distribuzione alimentare senza intermediari, spazi di economia sociale, strutture di sostegno per chi ha perso la casa, è senza lavoro o è sommerso dai debiti. Sostengono greci, immigrati, richiedenti asilo.

Affrontano da anni collettivamente le conseguenze disastrose dell’austerità. Le persone si aiutano a sopravvivere e a difendere la dignità umana. Dalla solidarietà fanno rinascere la speranza. Trasformano la frustrazione in partecipazione e autogestione, generano mobilitazione e resistenza popolare.
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