Grillo e lo spauracchio dell’immigrato-untore

di Alessandro Lanni

Il pendolo di Beppe Grillo stavolta punta deciso a destra come spesso gli accade quando parla di immigrazione. Da un paio di giorni il blog del leader del M5S ospita un breve post sotto il titolo almeno a prima vista criptico “Il ritorno delle malattie infettive #tbcnograzie”. In poche righe viene riassunta la posizione espressa dal segretario di uno dei sindacati di polizia, il Consap: gli agenti che per primi incontrano le migliaia di persone che arrivano via mare sui barconi attraversando il Mediterraneo sono sprovvisti di sufficienti misure di sicurezza che li preservino dal contrarre malattie di cui gli immigrati sarebbero veicolo. Quaranta – secondo Igor Gelarda – gli agenti che fino ad oggi avrebbero contratto il virus della tubercolosi venendo a contatto con gli immigrati. Da qui Grillo ne trae una morale politica, per altro non nuova per chi frequenta il blog grillino.

Ora, molti autorevoli scienziati contraddicono l’ipotesi che le malattie si trasmettano per colpa degli immigrati in arrivo nel nostro paese. In questa videointervista, per esempio, l’opinione dell’epidemiologo prof. Giuseppe Ippolito direttore scientifico dell’ospedale Spallanzani di Roma aiuta a togliere di mezzo alcuni luoghi comuni sull’immigrato-untore.
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