Bruno Papignani: una vita per Fiom, l’ultimo discorso dedicato al sindacato

Per ricordare Bruno Papignani, scomparso lo scorso 11 luglio, Inchiesta Online ha ripubblicato il suo discorso pronunciato prima delle dimissioni da segretario regionale FIOM dell’Emilia Romagna il 9 maggio per motivi di salute, discorso in cui racconta in sintesi la sua vita da sindacalista di Bruno Papignani Oggi, lunedì di Pasquetta, è un giorno spensierato […]

Fiom: non possiamo più aspettare

Per la Fiom “non possiamo più aspettare”. Papignani su sinistra e crisi: “Welfare distrutto e situazione preoccupante”

di Sergio Caserta

Le proposte della Fiom su reddito, salario e orario sono al centro di una giornata di riflessioni in programma per martedì prossimo, 30 aprile, a Bologna. È stata organizzata perché “non possiamo più aspettare” e a parlarne sono tanti i relatori invitati, tra i quali Maurizio Landini, Stefano Rodotà, Marco Revelli e Sergio Cofferati, solo per citarne alcuni. In vista di questo appuntamento Bruno Papignani, segretario della Fiom-Cgil dell’Emilia-Romagna, pone alcune considerazioni preliminari per comprenderne premesse e finalità.

Quello del 30 aprile è un convegno o comincia già l’opposizione al governo “delle larghe intese” o “del presidente”?

Il convegno era previsto già prima che succedesse quello a cui tutti abbiamo assistito, era una iniziativa tesa a proporre a un eventuale governo di cambiamento temi importanti come il reddito di cittadinanza e la riduzione dell’orario di lavoro anche in forme di solidarietà per salvaguardare l’occupazione. Chiaramente la prospettiva che abbiamo di fronte della grande coalizione ci propone uno scenario di continuità col Governo Monti, quindi anche il nostro convegno assume un significato diverso. Ricordo che questa iniziativa vuole contribuire a riempire di contenuti la manifestazione nazionale che la Fiom ha indetto per sabato 18 maggio a Roma, con una parola d’ordine eloquente: NON POSSIAMO PIÙ ASPETTARE.
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Bologna, Bonfiglioli: la Fiom, “Sì a cassa integrazione straordinaria, ma con garanzie”

Foto Fiomdi Alice Fachini

L’azienda Bonfiglioli sente la crisi, e il calo di fatturato come al solito colpisce anche i lavoratori. Qualche giorno fa, la società ha minacciato 230 esuberi. La Fiom non ci sta, e chiede la cassa integrazione, anche straordinaria. Ieri, martedì 15 gennaio, si è svolto l’incontro tra il sindacato e l’azienda. Spiega Bruno Papignani, segretario regionale della Fiom:

“Questi esuberi sono stati causati da ragioni di crisi di settore e di crisi del prodotto, e quindi anche di calo di fatturato. Avendo finito la cassa integrazione ordinaria, soprattutto a Bologna, si poneva il problema di come affrontare questi esuberi. Accetteremo di fare un anno di cassa integrazione straordinaria, purché ci siano garanzie: l’accordo dovrà prevedere una rotazione, per evitare l’individuazione dei cosiddetti “indesiderati”, e l’azienda dovrà assicurare un contributo al lavoratore, che integri con un’entrata in euro i soldi della cassa integrazione, e che gli permetta di far fronte ai bisogni minimi. Chi vorrà, poi, potrà utilizzare lo strumento della mobilità volontaria, purché essa sia veramente volontaria: non ci dovranno essere pressioni da parte dell’azienda”.

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