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Bologna: tra privatizzazioni, Tper e il marketing

di Silvia R. Lolli

Certamente si può essere molto felici quando arriva una pubblicità di Tper indirizzata “ai genitori di Silvia Lolli”. Peccato che non sia più studente da troppi anni e che i miei genitori siano morti da più di 15 anni. Tra l’altro nello stesso indirizzo è riportato un numero chiaramente sbagliato: 159/76, invece di 159/6.

Una lettera per la campagna abbonamenti 2017/18 con l’informazione delle convenzioni che Tper ha stipulato, per i possessori di abbonamento annuale personale, con associazioni, istituzioni e aziende di Bologna e Ferrara. Può far piacere sentirsi ringiovaniti di quasi cinquant’anni. Ci chiediamo però quale tipo di indirizzario usi Tper, settore marketing, e se in questa azienda, sulla via della definitiva privatizzazione, i vari settori operino collaborando fra loro, oppure siano scollegati e senza apporti tecnologici per costruire un data base senza errori.

Da quest’anno non siamo solo in possesso di abbonamento annuale personale, ma abbiamo e già da parecchi anni un contratto di car sharing. L’abbiamo rinnovato anche quest’anno e, avendo l’abbonamento annuale, ci è sembrato opportuno recarci direttamente agli uffici di car sharing, oggi non più nella stessa sede dell’ex Atc. La sua nuova localizzazione è poco distante da Via Saliceto, ma ci è sembrato un corpo annesso all’azienda e non più direttamente dipendente da essa. Non abbiamo ancora capito se anche questo servizio sia stato esternalizzato, ma abbiamo notato la difficoltà degli uffici a ricevere il pubblico e a dare risposte immediate.

Bologna: sport e strutture sportive, creiamo qualcosa di nuovo?

di Silvia R. Lolli

Vorremmo o dovremmo cominciare ad osservare e cambiare di conseguenza tutti i nostri vecchi modi di vivere la politica, per avviare il futuro, soprattutto nella sinistra. Questo pensiero ci perseguita da tempo e non si estende solo alla visione più generale, ma anche ad una più specifica e territoriale, della comunità in cui viviamo.

Si dovrebbero rivedere, alla luce dell’attualità, cioè dei bisogni di questa nostra povera Terra, le idee fondamentali sviluppatesi soprattutto con la rivoluzione francese, libertà uguaglianza e fraternità. Dovremmo continuare il percorso rivoluzionario, se si vuole passando anche da Marx, ma rivedendo alcune affermazioni, soprattutto aggiungendo a tutto ciò la parola sostenibilità. Dovremmo cioè non considerare solo l’uomo e la sua comunità o società di riferimento, che tra l’altro non è più solo di tipo industriale, per riprendere un percorso più sinergico con la Terra. Tra un po’ non ci sarà neppure più il tempo di filosofeggiare su tutto ciò; c’è un’evoluzione naturale in atto e comporterà la nostra scomparsa?

Da ormai tanti anni si sta cercando una nuova via, finora con pochi risultati positivi. Facendo un salto siderale rispetto a questi “grandi sistemi”, guardiamo alla politica di casa nostra e continuiamo ad occuparci o meglio a preoccuparci della vicenda Stadio Comunale e dintorni. Potremmo partire anche da qui per cominciare a mettere in atto la nuova politica?

Sgomberi e cariche a Làbas e a Crash: restituire a Bologna preziosi laboratori partecipativi

di Piergiovanni Alleva

A proposito delle cariche a Làbas e sgombero in corso anche a Crash, ho presentato l’interrogazione a risposta scritta alla giunta dell’Emilia Romagna. Occorre chiarire cosa è accaduto e, altrettanto, darsi da fare per restituire alla città di Bologna preziosi laboratori autogestiti di partecipazione e sperimentazione sociale.

2 agosto 1980, Alleva: “L’Emilia Romagna istituisca una commissione d’inchiesta regionale”

di Francesca Mezzadri

Istituire una commissione d’inchiesta regionale sui fatti della strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980: lo chiede Piergiovanni Alleva (Altra ER) per l’attentato che causò la morte di 85 persone e oltre 200 feriti e il cui 37° anniversario ricorre domani. “La vicenda giudiziaria ha registrato negli anni molte difficoltà fra depistaggi, false dichiarazioni, omissioni, reticenze e ingerenze di istituzioni deviate”, rileva Alleva, “nel 1995 si è avuta la sentenza definitiva da parte della Corte Suprema di Cassazione con la condanna di esponenti dei NAR (Nuclei Armati Rivoluzionari) e di personaggi della massoneria”.

A settembre 2017 è però stata fissata l’udienza per la valutazione di archiviazione chiesta dalla Procura di Bologna che “non ravviserebbe in città ed in regione la presenza di organizzazioni dell’eversione stragista e di logge massoniche di stampo piduista”.

Si oppone l’Associazione dei familiari delle vittime della strage, secondo la quale “rimangono da ascoltare le rilevanti testimonianze dirette di persone informate sui fatti ed analizzare molti documenti processuali”. L’associazione, come fa notare Alleva, in tutti questi anni ha tenuto alta l’attenzione su tutte le stragi, si è impegnata sulla proposta di legge per l’abolizione del segreto di Stato nei delitti di terrorismo e ha anche aperto il Centro di documentazione storico politica sullo stragismo.

Bologna, Prati di Caprara: un terzo paesaggio?

di Silvia R. Lolli

Siamo lontani da Bologna, ma con le tecnologie possiamo rimanere informati sulle vicende di casa nostra. Stavamo preparando una riflessione sull’annosa questione Prati di Caprara, oggi dobbiamo inserire l’informazione che ci rimbalza dalle pagine dei giornali locali del17 luglio. Alla partenza per le ferie la situazione era in sospeso sia per l’acquisto del Cierrebi da parte di Maccaferri, sia per il progetto sullo stadio di Saputo.

Speravamo che, come sempre, alla fine di luglio ed in agosto la politica si fermasse. Invece i nostri amministratori continuano a “lavorare” perché viaggi all’estero ne fanno continuamente durante l’anno. Per esempio viaggi in Canada con visita a Saputo abbiamo appreso che il sindaco ne ha fatti e la stessa decisione di che cosa fare a Bologna è certamente maturata extra territorialmente, alla faccia della partecipazione tanto sbandierata nei mesi scorsi.

Così apprendiamo dal resto del Carlino che le bocce non si fermeranno sotto il solleone e l’afa bolognese. Certamente se si ha paura che i cittadini possano contare è meglio accelerare i tempi e rendere vani la raccolta di firme e il reale percorso partecipato che sarà organizzato da loro. Così apprendiamo che il sindaco ed il vicesindaco il 26 luglio dovrebbero incontrare Saputo e Maccaferri per verificare, alla luce della nuova legge sugli stadi della quale abbiamo già esposto le principali novità, le possibilità del progetto stadio.

Decontaminare i territori dai traffici di veleni e dall’illegalità

di Legambiente Bologna Libera e Comitato Io Lotto

A Bologna uesta sera, venerdì 14 luglio alle 21, nell’ambito di Etica (Festival della Responsabilità Civile) presso il circolo La Fattoria, via Pirandello 6 incontrano Enrico Fontana, direttore di Nuova Ecologia e della Segreteria nazionale di Legambiente Don Praticiello, una delle voci più autorevoli del popolo inquinato della Terra dei Fuochi per affrontare temi sempre purtroppo attuali, come quelli dei traffici di rifiuti, degli incendi dolosi e di altre illegalità ambientali che minacciano lo sviluppo, la salute e la vita delle popolazioni di vaste zone del nostro Paese.

Centinaia di migliaia di ettari di bosco bruciano in queste settimane per mano di ritorsioni e mire criminali delle mafie che attanagliano le nostre regioni: il risultato è drammatico per i beni comuni ambientali, per l’economia dei territori e per l’incolumità delle popolazioni. La legge sugli ecoreati inizia a dare i primi frutti con un miglioramento della forbice tra reati individuati e reati puniti mentre si registra una leggera diminuzione degli illeciti.

Ma il cammino per l’affermazione della legalità è ancora lungo e la risposta dello Stato e delle amministrazioni locali risulta gravemente inadeguata. I roghi di queste settimane, letteralmente infuocate, ci dimostrano infatti che la guardia è ancora troppo bassa su questo terreno anche perché molti piani regionali di prevenzione degli incendi sono non ancora approvati o non operativi, mentre all’accorpamento del Corpo Forestale dello Stato nell’Arma dei carabinieri non sono seguiti i provvedimenti applicativi necessari per un riassetto dell’apparato in grado di raccogliere questa sempre più micidiale sfida della criminalità.

Bologna: i colpi di sole dell’assessore

di Coalizione Civica

Ha cominciato definendo i Prati di Caprara che vedete nella foto sopra (di Piergiorgio Rocchi) come verde ‘percepito’, non reale. È stato attaccato da cittadini inferociti sia al quartiere Porto-Saragozza sia a Borgo-Reno, alla partenza di un fantomatico percorso partecipato. Si è affrettato ad offrire a compensazione dell’investimento sullo stadio aree che a norma di legge (attualmente) non potrebbero rientrare in questo piano, nonostante il nostro governo si stia affrettando a rassicurare (e rientrare in partita).

Ha appoggiato la chiusura di un centro sportivo per farne un Despar, in mezzo a una decina di altri centri commerciali, e ora non sa neanche bene come procedere. Eppure continua a sostenere la bontà dell’operazione finale: replicare un outlet della moda di lusso (The Mall), capace di movimentare milioni di macchine l’anno, in pieno centro abitato di Bologna.

Caro sindaco, a Bologna non mescoliamo la musica con l’alcol

di Alice Facchini

Caro sindaco, chissà dove passava le serate lei quando aveva 27 anni, l’età che ho io oggi. Nel 1982, quando lei aveva 27 anni, nei cinema veniva trasmesso Blade Runner e veniva coniata per la prima volta la moneta da 500 lire. Il Bologna era retrocesso in serie B e alla trattoria Vito Guccini si trovava a bere un bicchiere di vino con Lucio Dalla, incontrando musicisti emergenti della scena bolognese.

Chissà lei dove si incontrava con i suoi amici, chissà se preferiva stare in centro o girare in macchina sui colli, chissà se faceva parte di qualche gruppo politico o associazione. Oggi, nel 2017, sono io ad avere 27 anni, e la sera mi piace godermi la mia meravigliosa città nelle poche ore che mi permettono di fare una passeggiata senza morire di caldo. Mi piace guardare le torri da sotto, dal punto in cui sembra che mi cadano addosso, mi piace infilarmi nei vicoletti del Ghetto ebraico e poi mi piace sedermi in una piazza con i miei amici a chiacchierare e a cantare.

Giovedì scorso è entrata in vigore una nuova ordinanza che coinvolge l’area di piazza San Francesco e che vieta di consumare bevande alcoliche o bevande in lattine o vetro dalle ore 17 alle 6 del giorno dopo. In più, è vietato suonare qualsiasi strumento musicale. Quella piazza è un luogo speciale di Bologna, un cuore pulsante, lì c’è un potenziale creativo forte che non va limitato.

Bologna: stadio, antistadio e urbanistica, allarghiamo un po’ lo sguardo

Stadio Dall'Ara

di Silvia R. Lolli

La legge 147/13 è stata modificata a maggio del 2017 e sta facendo fare una riflessione a Saputo proprietario del Bologna e probabilmente anche a Maccaferri, immobiliarista e interessato all’affaire bolognese, Stadio-Cierrebi-Prati di Caprara, come ci ricorda Emilio Marrese su bologna.repubblica.it del 7 luglio.

L’articolo è esplicito, alla faccia delle dichiarazioni sul progetto non ancora presentato che ci venivano raccontate il 5 luglio durante il secondo incontro al quartiere Borgo Panigale-Reno; Marrese: “l’obiettivo è quello di creare un polo della moda ai Prati di Caprara…” e “…aree compensative dove realizzare business che consentano a Joey Saputo di sostenere la spesa della ristrutturazione dello stadio (circa 70-80 mln totale)”.

Cosa dice la nuova legge che rende tutto più complesso, ma ancora possibile, così è almeno la visione di Claudio Fenucci, ad del Bologna FC? Semplicemente una cosa banale: che occorre destinare ad usi commerciali aree contigue, cioè vicine allo Stadio. L’Antistadio quindi sarà cancellato certamente; non dovremo attendere i famosi progetti esecutivi come ci viene detto in ogni riunione.

Bologna, la linea è questa: dividi et impera (o aedifica)

di Silvia R. Lolli

Apprendiamo da un volantino sulla bacheca informativa del quartiere di Via della Barca che questa sera, mercoledì 6 luglio, alle ore 20,30 al centro civico Falcone e Borsellino in Via Battindarno 123 si terrà il secondo incontro con gli assessori Orioli e Lepore sul tema Stadio comunale, Cierrebi, Prati di Caprara. Nel frattempo abbiamo appreso che il rogito per la compravendita del Cierrebi non è ancora avvenuto.

Cosa ci aspettiamo dall’incontro al quartiere Borgo Panigale-Reno? La ripetizione delle informazioni ricevute qualche tempo fa al quartiere Porto, e una precisazione sulla situazione del Cierrebi, soprattutto riguardo alla destinazione d’uso di tutto l’impianto. Dall’articolo del Il Resto del Carlino di sabato 1 luglio a firma di Federico Del Prete sembra che l’acquisto di Maccaferri sia sospeso proprio a causa di una verifica tecnica più precisa in merito alla possibilità di cambiare la destinazione edilizia dell’area.

Poi ci chiediamo se i tempi dovranno tener conto anche dei tempi dell’indagine che dovrebbe esserci in seguito all’esposto di un gruppo di soci e azionisti. Stiamo verificando che il lancio dell’operazione che avrebbe dovuto trovare tutti d’accordo sta avendo qualche contrattempo. Quindi il secondo incontro al quartiere Borgo Panigale-Reno, per la verità molto poco pubblicizzato se al 3 luglio poche persone ci risultano informate dell’incontro, probabilmente potrebbe non avere troppe novità.