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Bologna: sport al Porto Saragozza – Seconda parte

di Silvia R. Lolli

L’incontro sullo sport al Porto Saragozza ci è apparso, e forse ancora più di altri, l’ennesimo momento in cui l’amministrazione chiede un consenso su ciò che si è già deciso. Si costruisce così oggi il patto di collaborazione con i cittadini: è solo un consenso su ciò che si propone, cioè che ha già avuto altri tavoli di decisione. Al cittadino viene chiesto qualcosa di residuale e viene qui informato; si potrebbero chiamare incontri di “informazione consensuale” e non di partecipazione.

Sulla questione Stadio Comunale, centrale per il quartiere Porto, l’assessore ha spiegato che non è stato ancora presentato il progetto finale, quello per la sostenibilità economica; il Bologna FC ha presentato soltanto, in Sovraintendenza, il progetto architettonico e ne ha avuto l’approvazione; ha poi ricordato che con il Governo si stanno approfondendo gli aspetti sulla nuova legge sugli stadi, che prevede cambiamenti nelle procedure urbanistiche e tecnico amministrative; inoltre:

“L’ipotesi dell’Antistadio non dovrebbe essere portata avanti… può darsi che ci chieda (il Bologna) di fare l’ampliamento dei parcheggi e l’uso di altri spazi per il pre-partita… ad oggi la pista di atletica non dovrebbe subire cambiamenti… Il piano urbanistico è il nostro faro e non cambieremo con le proposte che ci vengono fatte”.

Bologna: sport al Porto Saragozza – Prima parte

di Silvia R. Lolli

Mercoledì 8 novembre si è svolto l’ultimo incontro di quartiere su Bologna città dello sport alla presenza dell’assessore Lepore, del presidente del quartiere Porto Saragozza Cipriani e del consulente di Nomisma Dondi. Ci saremmo aspettati una presenza maggiore di cittadini, ma forse a questo punto dell’anno l’interesse è andato scemando.

Il Porto Saragozza è un quartiere, soprattutto il Saragozza, storicamente più deficitario di impianti sportivi pubblici se togliamo i grandi impianti come Stadio, Antistadio e Palasport. Oggi la situazione è forse un po’ cambiata con la presenza di un Cierrebi che è privato, ma sul quale il Comune ad agosto ha ipotizzato uno scambio con la nuova proprietà.

L’assessore Lepore ha tenuto a precisare nell’introduzione che le nuove società di gestione del centro, cioè quelle che più usano l’impianto, sono state scelte dal nuovo proprietario. Non capiamo come si possa considerare già proprietario a tutti gli effetti chi aveva all’epoca soltanto un compromesso per l’acquisto. Ipotizziamo comunque che la ricerca dei gestori sia avvenuta con l’interessamento del Comune, anche perché dai giornali abbiamo capito si trattasse di uno scambio di aree vicine: palazzetto Cierrebi con area del Corticelli, quella più vicina a Via Marzabotto, ora adibita a parcheggio.

Bologna, lettera aperta al sindaco Virginio Merola: prima educare, poi punire

di Claudio Corticelli, ambientalista

Le recenti contravvenzioni ai ciclisti mi hanno sorpreso, in un primo tempo condivise, poi le ho considerate inadeguate, cosi le scrivo un po’. Sono pedone, ciclista elettrico, passeggero-bus, trenista, automobilista, quindi mi muovo per la città, la provincia e la regione, conoscendo e applico le regole della buona mobilità e vedo in generale comportamenti corretti ma anche molto scorretti da parte di tutte le categorie, generi. Età.

Sindaco, le sanzioni non andrebbero rivolte solo ai ciclisti, anche se una parte di essi compiono parecchie infrazioni: passano con il rosso, vanno sotto i portici, in contromano, di notte senza luci e catarifrangenti, ecc. ma le infrazioni, sono di TUTTI gli utenti della strada, ma mi chiedo, le domando, perché solo ai ciclisti? Perché i ciclisti possono fare ciò che vogliono non avendo la targa? Perché lei non vuole tanta libertà di circolazione per la città? Perché a lei sono antipatici solo i ciclisti? Perché loro non utilizzano appieno le ciclabili che ha fatto costruire?

So già che Lei risponderà che sono perché un po’ sciocchi, sarà vero, eppure se leggiamo i dati sugli incidenti nella Città Metropolitana, sulle strade e sui marciapiedi, migliaia di incidenti in questi ultimi 10 anni, con migliaia di feriti e centinaia di morti, di auto-camion-furgoni contro bici, bici contro pedoni, di bus contro pedoni, bici, moto. Una bolgia.

Bologna, ParteciPrati: 100 cittadini cercansi per progettare insieme un grande parco

di Rigenerazione No Speculazione

I Prati di Caprara a Bologna sono un’area verde di 45 ettari nel cuore della città, che costeggia un tratto della via Emilia Ponente, su cui si affaccia l’Ospedale Maggiore. Luogo di importanza storica per la città di Bologna, a seguito della dismissione delle aree militari si è progressivamente trasformata in un vasto bosco urbano, con occupazioni abusive che sono conseguenza del suo stato di abbandono.

I Prati di Caprara sono stati spesso annunciati e promessi, da diversi sindaci come il parco più grande di Bologna, “più grande dei Giardini Margherita”. Ma gli attuali piani urbanistici prevedono solo una misera porzione di questa vasta area dedicata a parco, contro 181.110 mq di superficie edificabile: si parla di quasi 2.000 alloggi tra Prati e Ravone, attività commerciali e un plesso scolastico.

Nel 2017 i Prati di Caprara, soprattutto Ovest ma probabilmente anche Est (l’attuale bosco) sono diventati aree di possibile compensazione nel progetto di ristrutturazione dello stadio comunale Dall’Ara. Ai Prati Ovest è stata prospettato l’insediamento di un outlet della moda. Il grande parco resta un sogno che non sembra destinato a realizzarsi.

Bologna: Antonio Gramsci, un murale per “agitarsi”

di Alessandro Canella

Antonio Gramsci sulla facciata delle Aldini Valeriani Sirani, a Bologna. All’interno del progetto “Agitatevi”, la Fondazione Gramsci Emilia Romagna, in collaborazione con Cheap, ha promosso la realizzazione di un’opera di street art che ritrae il celebre intellettuale antifascista. Sabato l’inaugurazione.

Bologna non è Orgosolo, la celebre cittadina sarda tappezzata di murales, ma le opere di street art che ritraggono personalità antifasciste sotto le Due Torri si stanno moltiplicando. Dall’opera che ritrae, in chiave contemporanea, il volto di Irma “Mimma” Bandiera sulla facciata delle scuole elementari Bombicci di via Turati ad un tributo analogo tra le mura dell’ex-caserma Masini, fino ad agosto scorso sede di Làbas, fino al ritratto di Lino “William” Michelini sul Centro Civico di Corticella.

In queste ore, però, la galleria di opere murarie verrà integrata con un altro celebre volto dell’antifascismo, Antonio Gramsci, di cui in questo 2017 ricorre l’80° anniversario della morte. L’intervento di street art, a firma di Chekos e al centro del progetto “Agitatevi” della Fondazione Gramsci Emilia-Romagna in collaborazione con Cheap, ha trovato la sua location ideale nella facciata di via di Corticella dello storico Istituto tecnico bolognese Aldini Valeriani Sirani.

Malalbergo (Bologna): due giunte a settimana, per la Corte dei Conti non sono contestabili

di Massimo Corsini

Tutto è bene ciò che finisce bene. Alla fine la Corte dei Conti, come hanno riportato le cronache di questi ultumi giorni, ha assolto con formula piena l’ex sindaco di Malalbergo Massimiliano Vogli, anche se, a dire il vero, dopo due anni, un po’ di pena è come se l’avesse scontata lo stesso. La sentenza che libera l’ex sindaco da un’onta immeritata (Vogli è stato eletto con l’80 per cento dei voti ed è stato un sindaco piuttosto amato a Malalbergo) ridimensiona decisamente l’atto d’accusa della procura a poco più che un pettegolezzo.

Facciamo un passo indietro. Cosa era successo? In seguito ad un esposto di Raffaele Finelli, al tempo stesso predecessore ed aspirante mancato successore di Vogli, la procura aveva citato in giudizio quest’ultimo per un danno erariale causato da un indebito uso di permessi retribuiti, nella fattispecie veniva contestato l’eccesso della convocazione di due giunte settimanali anziché una.

Il concetto fondamentale evidenziato dalla Corte dei Conti in risposta alla procura, è il fatto che le due giunte comunali convocate a settimana anziché una, sono un atto politico non contestabile che rientra a pieno titolo nei poteri del primo cittadino. La sentenza riporta infatti: “Non è sindacabile in sede giurisdizionale l’atto politico del numero di convocazioni del numero di giunte comunali”.

Intanto su Bologna: il governo dei comitati d’affari

Bologna

di Silvia R. Lolli

Chi vorrà credere ancora che abbiamo un’amministrazione Politica a Bologna, città o città metropolitana o regione è indifferente il livello? Non ci siamo sbagliate, la “P” la intendiamo maiuscola. Quella attuale appare soltanto un comitato d’affari. Visto come si fa imprenditoria in Italia, speriamo anche di non avere brutte sorprese nei bilanci pubblici.

Ci potremmo poi chiedere a chi si rivolgono gli affari, molto poco ai cittadini. L’amministrazione attuale ha l’obiettivo di confondere chi ancora segue la politica (cioè va a votare e cerca di continuare ad interessarsi della cosa pubblica) con i proclami: attraverso i mass media continuiamo a conoscere, soprattutto a posteriori, gli incontri con ministri ed imprenditori; c’è una spasmodica ricerca di un business privato, sotto mentite spoglie del bene comune, perché della comunità si perdono tutti i riferimenti; si è alla ricerca continua di soldi. Per chi poi?

Non ci vengano a dire che è per continuare a sviluppare Bologna e la Regione, perché si mantengano a livelli mondiali, per dare lavoro o altre amenità del genere. Piuttosto ci sentiamo in un clima di Bologna “da bere” di milanese memoria, ma tra un po’ anche noi potremo parlare a pieno titolo di Bologna “da mangiare”.

Parliamo degli impianti sportivi a Bologna (seconda parte)

di Silvia R. Lolli

Esaminiamo quello che ancora sui documenti comunali viene definita “Associazione dilettantistica Nettuno Tennis Club” (ultimo in ordine di tempo PG 26954/17 N. odg 86/17, atto del Consiglio Servizi per l’Edilizia). Se guardiamo il sito dell’Osservatorio Regionale, il centro, che come vedremo si è espanso molto nel corso degli anni, è menzionato tra gli spazi adibiti al tennis con due campi di tennis ed anche con spazi per il calcio: sono censiti qui due campi di calcio, di cui uno dovrebbe essere adibito a calcetto.

Se guardiamo però la relazione dell’ingegnere, che accompagna la richiesta per l’ultimo ampliamento, ci sembrano indicati più campi di tennis e meno di calcio; non sappiamo se questa mappa proviene da google, oppure dai dati di catasto indicati nel documento. Cambiamenti comunque si notano: i campi di tennis ci sembrano almeno 4, vengono anche richiamati nella relazione quando si prospetta l’uso dei palloni pressostatici, relazione che all’inizio richiama appunto il catasto di Bologna.

Dai rilevamenti fotografici, presi dal parco Nicholas Green – orti di Villa Contri, si possono osservare vari edifici, uno dei quali in costruzione proprio in questi mesi, ed uno spazio/parete per il tennis che supponiamo già in essere e costruito con precedenti manutenzioni del centro. Ricordiamo per esempio che è da almeno vent’anni che questa associazione dilettantistica fa richieste di ampliamento e vengono tutte puntualmente soddisfatte. Forse solo quella di incorporare uno spazio di parco per costruire un campo di beach volley pensiamo sia stata bocciata dal quartiere all’inizio del 2000.

Parliamo degli impianti sportivi a Bologna (prima parte)

di Silvia R. Lolli

Continuiamo l’approfondimento sullo sport da queste pagine cercando di dare, non solo agli addetti ai lavori, qualche informazione sullo stato di alcuni impianti sportivi di proprietà comunale, cioè pubblica, al fine di conoscere meglio la situazione complessiva, cercando di fornire ipotesi per una diversa politica. Partiamo dal riconoscere che negli ultimi trent’anni si è creata una situazione nuova, per noi paradossale, in nome dell’impossibilità del Comune di gestire direttamente il patrimonio pubblico.

Con l’attuale amministrazione emerge un’ulteriore lettura del sistema sportivo: la suddivisione dell’impiantistica fra impianti di terra e di acqua come se la politica dovesse avere sguardi diversi rispetto al proprio patrimonio nello stesso settore. Già lo sport è un fenomeno complesso e la divisione della sua gestione non può che rendere tutto più difficile, confuso ed opaco.

Non vorremmo essere solo contro qualsiasi decisione presa dal Comune di Bologna o dalla nostra città metropolitana, ma vogliamo rendere più trasparente, cioè conosciuto da tutta la cittadinanza, ciò che succede in campo sportivo, al di là dei resoconti giornalistici, spesso chiacchiere da bar e magari dare suggerimenti per un nuovo corso politico. Solo a volte troviamo informazioni un po’ interessanti sul sistema sportivo come per esempio martedì 12 settembre.

Tra il dire e il fare dei ministri

di Silvia R. Lolli

All’Opificio Golinelli, a Bologna, sabato 16 settembre, si è tenuta la conferenza “Intraprendenza ed emozioni. Idee per l’insegnamento”. Dopo la lezione magistrale sul ruolo delle emozioni nell’apprendimento, tenuta dal Prof. Maurizio Fabbri e dell’intervento sull’educazione all’imprenditorialità nel contesto della didattica per competenze della ricercatrice di European Schoolnet Anusca Ferrari, l’incontro è terminato con l’inaugurazione del Laboratorio Territoriale per l’Occupabilità della Città Metropolitana di Bologna alla presenza delle autorità cittadine e della Ministra Fedeli, nonché dei dirigenti Scolastici che hanno contribuito a creare questo polo formativo.

Abbiamo conosciuto così questa nuova sperimentazione, possibile grazie al bando finanziato dai fondi del MIUR previsti dalla L. 107/15. “Opus Facere – fare per capire” è un progetto educativo innovativo creato per mettere le scuole in rete e metterle: “in stretto rapporto con la nuova filiera per la formazione composta da istituzioni locali pubbliche e private, università, centri di ricerca e imprese, puntando sulle vocazioni produttive più all’avanguardia e trainanti per il futuro del territorio”.

Il virgolettato l’abbiamo copiato dal volantino che presenta il progetto e che è il biglietto da visita e ha costituito il leit motiv di tutta la seconda parte della mattinata, cioè gli interventi dei dirigenti scolastici promotori dell’iniziativa e le autorità presenti; in ordine di intervento: Stefano Versari Dirigente Ufficio Scolastico Regionale E-R, Francesco Ubertini, Rettore dell’Università di Bologna, Isabella Conti sindaca di S. Lazzaro di Savena, Virginio Merola sindaco di Bologna nonché qui in veste di Presidente Città Metropolitana, Patrizio Bianchi, assessore a coordinamento delle politiche europee allo sviluppo, scuola, formazione professionale, università, ricerca e lavoro ed infine la ministra Miur Valeria Fedeli.