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Bologna, un venerdì sulla mobilità: gattopardi, sicari e cani da guardia

di Piero Cavalcoli [*]

Venerdì 8 febbraio è stata una straordinaria giornata dedicata allo spinoso tema della mobilità metropolitana bolognese, un tema che non è mai riuscito a trovar pace, negli ultimi trent’anni. Nonostante una lunga continuità politica, con l’unica interruzione del mandato di Guazzaloca.

La mattina era dedicata alla presentazione del PUMS, il Piano Urbano di Mobilità Sostenibile. Una forte presenza nella sala dei Filippini, qualificata ed attenta. Uno sforzo, finalmente organico e radicale, per definire il quadro delle reti, dei mezzi di trasporto, degli obiettivi di abbattimento delle polveri e delle emissioni. Prospettive credibili di trasferimento di chilometri e passeggeri dalla gomma al ferro, dai mezzi privati a quelli pubblici. Prospettive per l’aumento degli spostamenti “dolci”, piste ciclabili e car sharing. Visione integrata tra spostamenti, reti e trama degli insediamenti.

Il pomeriggio era invece dedicato alla Commissione Mobilità del Comune, richiesto da Coalizione Civica, a seguito delle dimissioni presentate dall’Amministratore Unico di SRM, Società Reti e Mobilità, l’Agenzia di “regolazione e controllo” sulla corretta applicazione dei contratti di gestione del trasporto pubblico, Helmut Moroder. Si voleva sapere cosa fosse successo, in assenza di dichiarazioni dell’Amministrazione.

Artedonna: forme di democrazia culturale

di Silvia Napoli

Bisognerebbe veramente entrare dentro un sistema di relazioni molto complesso, che investe vari e numerosi ambiti, per poter parlare con serenità e cognizione di causa di una delle poche kermesse fieristiche veramente glam rimaste in dote alla città di Bologna. Una tre giorni ufficialmente, questa tanto sofisticata e popolare Artefiera, almeno rispetto al discorso mercantile e invece come panoramica a 360 gradi, piacevolmente invasiva di spazi pubblici, privati, istituzionali e alternativi evento che si allunga per almeno una decina di giorni come festival e che lascia in eredità alla cittadinanza per qualche tempo, esposizioni importanti, corpose e destinate a far discutere.

Quest’anno è nuova, la direzione organizzativa di Artefiera e più bolognese come appartenenza. Sostanzialmente, però, il thinktank della situazione festival è in mano in primis alla Presidenza e Direzione dell’istituzione Musei e ai dipartimenti universitari deputati al settore artistico. Naturalmente poi vengono coinvolte moltissime altre situazioni che fanno capo all’Assessorato alla Cultura, in modo che contenuti e tendenze nuove, nuovissime o già storicizzate, non solo nei manuali di settore, ma rappresentative della storia cittadina di comunità, trovino sedi appropriate di discussione e sedi viceversa talvolta spiazzanti di incontro-confronto.

Bologna: 17.727 cuori battono per il bosco urbano dei Prati di Caprara

di Rigenerazione No Speculazione

Sono stati pubblicati i risultati ufficiali della campagna 2018 dei luoghi del cuore del Fondo Ambiente Italiano, il bosco urbano dei Prati di Caprara ha ottenuto nel complesso 17.727 voti, conquistando la 19esima posizione nella classifica nazionale. Nel complesso sono stati espressi più di 2 milioni di voti – un traguardo mai raggiunto negli oltre 15 anni di storia del censimento – e quasi 18 mila sono i nostri.

Non abbiamo vinto il premio previsto per le prime tre postazizoni, ci congratuliamo con i luoghi che sono riusciti a farcela, ma consideriamo una vittoria non scontata l’aver toccato i cuori di quasi 18 mila persone con un bosco che pochi mesi fa era ancora poco conosciuto, e che oggi sarà più facile proteggere e valorizzare, grazie ai quei 18 mila cuori. Abbiamo lottato per ottenere visibilità e riconoscimento, e l’abbiamo avuto, lo abbiamo capito durante l’istruttoria pubblica in Consiglio comunale e in tante altre occasioni.

Amianto: il Sin Org Bologna per la bonifica, conquistato da Afeva Er, Cgil e Rsu Ogr

di Andrea Caselli, presidente Afeva Er

Nei giorni scorsi, è stato ripreso sul sito dell’Associazione il manifesto in rete un articolo scritto da Vito Totire che si occupa principalmente delle Officine Grandi Riparazioni di Bologna. Naturalmente ringraziamo Vito Totire per essersi associato ai lutti vissuti dai lavoratori Ogr e naturalmente condividiamo alcuni passi delle sue considerazioni relative ai diritti delle vittime e degli ex-esposti amianto e della necessità di un loro riconoscimento.

Vorremmo altresì chiarire alcuni quesiti ed alcune inesattezze riportate nella parte che riguarda la vicenda del Sin Ogr Bologna. Scrive Vito Totire:

Il sito Ogr è stato incluso tra i SIN – siti di interesse nazionale – nel dicembre 2017; non siamo affatto contrari ma vi sono alcune questioni: a) come mai non è stata convocata una conferenza dei servizi per discuterne b) come mai vengono destinate risorse pubbliche per caratterizzare un sito che è stato inquinato da un’azienda che deve invece risponderne economicamente in proprio secondo il principio “chi inquina paga”? Non che siamo sorpresi da questa ennesima grave amnesia…) come mai si scopre solo adesso che il sito va inserito nei SIN se le Ferrovie hanno sempre dichiarato che l’amianto era sparito da decenni?

La richiesta di inserire l’Ogr Bo fra i Siti di Interesse Nazionale, in considerazione delle previsioni di delocalizzazione delle attività produttive, parte a metà del 2017 per una richiesta in tal senso al Presidente della giunta regionale Emilia Romagna Stefano Bonaccini, da parte della Rsu Ogr congiuntamente alla Cgil Er, alla Cdlm-Cgil Bo, ad Afeva Er.

Ogr di Bologna: ennesimo operaio morto per amianto

di Vito Totire

Muore d’amianto anche Giovanni Malagoli, a pochi giorni da Mario Giovanni Perin. Le istituzioni non devono ricordarsi dell’amianto solo nei giorni dei funerali. L’unico modo per elaborare veramente questi lutti senza fine è riflettere sul passato ma contemporaneamente agire nel presente. Invece: i dati 2018 sull’amianto nell’acqua “potabile” parlano di 13 campioni positivi su 47 nella città di Bologna: il 27.6%.

Mentre si allunga la strage Ogr a Bologna si temporeggia colpevolmente sulla bonifica delle reti acquedottistiche. Alla faccia della prevenzione. Ci associamo al cordoglio espresso dal sindacato e dai compagni di lavoro di Giovanni Malagoli. In questa città in cui pare che qualcuno sia riuscito a lucrare anche sui morti e sui funerali, dobbiamo guardare in faccia il problema dell’amianto non solo per il passato ma anche rispetto al futuro:

Bologna, 25 gennaio 2019: cronaca dallo stadio

di Silvia R. Lolli

Attendere se alla presentazione del progetto sullo stadio comunale una comune cittadina di Bologna potesse entrare, è stata un’esperienza alquanto deprimente. In una mezz’ora di attesa, oltre ad osservare ciò che è oggi la realtà dello storico stadio Comunale di Bologna, abbiamo osservato la tipologia di persone invitate alla Terrazza Bernardini per il “vernissage” promesso da ben tre anni.

Era infatti aprile/maggio 2016 quando in piena campagna elettorale si informarono i tifosi e poi alcune società sportive del programma per la rigenerazione dello stadio Dall’Ara che sarebbe avvenuto da parte del Bologna FC. Allora non furono chiuse le porte né dello spazio universitario (dove avvenne il primo incontro), né delle palestre dello stadio (secondo incontro). Si era in campagna elettorale e si dovevano fare proclami e trovare elettori e lo sport è un grosso bacino di voti da tempo; oggi si mantengono le promesse, nonostante soluzioni diverse prospettate (vedi la proposta dell’urbanista Rocchi) per non barattare un bene pubblico storico a fronte di una rigenerazione solo commerciale.

Oggi 25 gennaio 2019 dopo un’ampia pubblicità sui giornali si è presentato il progetto definitivo (crediamo pronto già da anni); unici invitati i giornalisti ed una ristretta cerchia di altre, selezionate, persone; forse c’erano anche gruppi di tifosi, ma certamente non troppi, perché alcuni aspettavano fuori.

Bologna, i Prati di Caprara parlano inglese: l’articolo per la Rete Europea di Ecologia Politica

di Andrea Zinzani ed Enrico Curzi

È uscito sul blog della Rete Europea di Ecologia Politica un nostro articolo in inglese. Il contributo si intitola Urban forests, regeneration and conflicts: the case of Prati di Caprara in Bologna (Italy).

L’articolo parte da una riflessione sul Forum di Mantova a proposito di boschi urbani e propone l’approccio dell’ecologia politica urbana, oltre al concetto di conflitto socio-ambientale. Si aggiunge l’analisi critica della rigenerazione dei Prati di Caprara. Abbiamo scritto questo contributo con l’intento di sensibilizzare la comunità internazionale dell’ecologia politica e non, sul tema dei boschi urbani e nello specifico sui Prati di Caprara.

Ecco l’incipit:

At the end of November the first World Forum on Urban Forests, promoted by the Food and Agriculture Organization (FAO) and organized by local institutions and academic organisations, was held in the italian town of Mantova. The event included three days of conferences, debates and meetings to discuss the strategic role of forests, woods and green areas in urban spaces worldwide. Moreover, the relevance of these entities with regard to climate change mitigation, biophysical, ecologic and health benefits was highlighted together with an emphasis on sustainable development and green growth.

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Dopo Assisi e Cagliari, anche Bologna dice no alla guerra

di Dora Palumbo, presidente del gruppo consiliare misto Nessuno Resti Indietro

Si spera che tanti altri comuni accolgano l’invito del “Comitato Riconversione RWM per la pace ed il lavoro sostenibile” presente il primo gennaio a Bologna alla Marcia della pace. Una sua rappresentante ha raccontato della guerra “invisibile” in atto in Yemen dal 2015 per la quale quotidianamente continuano a morire, nell’indifferenza generale, centinaia di migliaia di bambini e civili, per fame, sete e bombardamenti.

Nell’agosto 2018, una relazione dell’Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani ha concluso che «vi sono ragionevoli motivi per ritenere che tutte le parti implicate nel conflitto nello Yemen abbiano commesso crimini di guerra» e che «le forze di entrambe le parti del conflitto sono state accusate di aver utilizzato armi pesanti in zone edificate e densamente abitate, attaccando anche ospedali e altre strutture non militari»;

Il conflitto in Yemen vede l’impiego anche di bombe fabbricate dalla RWM Italia S.p.A., una società del gruppo tedesco Rheinmetall Defence, che ha sede a Domusnovas (Sardegna sud-occidentale). In questa terra, come avviene in molti altri posti, i lavoratori si trovano di fronte a veri e propri ricatti, costretti a lavorare in industrie che hanno conseguenze negative sulla vita di altre persone o sull’ambiente, altrimenti si trovano disoccupati.

Bologna: a proposito di Società Reti e Mobilità e di trasporto pubblico

di Pietro Maria Alemagna, Lorenzo Alberghini, Matteo Badiali, Gabriele Bollini, Paola Calzolari, Sergio Caserta, Piero Cavalcoli, Andrea De Pasquale, Rudi Fallaci, Paolo Galletti, Fioretta Gualdi, Piergiorgio Rocchi, Carlo Santacroce, Paolo Serra, Maria Rosa Vittadini, Silvia Zamboni e Gian Paolo Zannoli

Abbiamo appreso dalla stampa la notizia delle dimissioni dell’ingegner Helmuth Moroder da amministratore unico della Srm, Società Reti e Mobilità srl, cioè l’Agenzia che presiede alla mobilità e ha funzioni di “regolazione e controllo” sulla corretta applicazione dei contratti di gestione del Trasporto pubblico a Bologna e nella Città Metropolitana e quindi sulle attività di T-Per e delle altre imprese private che gestiscono il servizio di bus.

Persona adatta a un incarico così delicato, oltre che utile per la qualità del servizio che richiede competenze specifiche e una costante attenzione culturale; conoscenze tanto più necessarie a fronte degli interessi economici e finanziari in campo e della richiesta di qualità del servizio da parte dei cittadini.

E’ quindi con sconcerto che abbiamo letto delle sue dimissioni per “mancanza di fiducia del sindaco”. Conoscendo la competenza culturale e professionale di Moroder, oltre alla sua storia amministrativa, siamo ancora più colpiti che dalla stampa non risulti un tentativo del Sindaco di fare rientrare tali dimissioni, affrontando chiarimenti utili ad evitarle e ancora più necessari se fossero veri i ventilati contrasti tra Srm e le società di gestione del Tpl a Bologna.

Bologna, Prati di Caprara? Non solo

di Silvia R. Lolli

Sembra che ci sia un nuovo sport a Bologna: cambiare continuamente ipotesi di programma o per meglio dire, far intendere di cambiare programma soprattutto per dimostrare che si ascoltano i cittadini. Cambio di casacca, anche se i colori rimangono sempre quelli. Almeno la lettura dei giornali ci fa dire ciò.

Da quando si è tenuta l’istruttoria pubblica, voluta da più di 2.500 cittadini e in attesa delle conclusioni del consiglio comunale del 10 dicembre, continuano ad apparire articoli per l’uso dei Prati di Caprara; viene data voce all’associazione dei costruttori, all’università, alla Fondazione Golinelli, oltre che alla società del Bologna FC; quest’ultima però sembra che debba ancora ufficializzare un progetto reale. L’unica operazione coadiuvata dal Comune di Bologna è stata la compravendita del Cierrebi che comporterà la possibilità di costruire l’ennesimo supermercato al posto di impianti sportivi e in vicinanza al complesso monumentale della Certosa.

Sullo sfondo appare un problema anche per i privati: avere soldi da investire in tutto ciò. l’Università non ne ha, la Fondazione Golinelli parla di ricerca di investimenti per le strutture per la cultura e la scienza, i costruttori sono abituati a spendere sul venduto, poi se l’azienda di costruzione fallisce, sarà un problema anche per chi sta comprando casa, a meno che non sia un investitore con molta liquidità. Comunque la maggior parte dell’informazione cittadina ci fa vedere che questo è un bel territorio da sacrificare per esigenze abitative e costruttive.