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Cultura italiana: lo spartiacque del gioco, tra educazione e business

di Silvia R. Lolli

Qualche giorno fa le cronache cittadine del Corriere della Sera ci informavano che una dirigente scolastica di una scuola primaria di Bologna ha impedito di giocare a calcio ai bambini della scuola. Ovviamente sul giornale che ha riportato la notizia non solo il commento del giornalista, ma anche l’intervento dell’esperto di turno, un ex giocatore del Bologna, diventato business man di corsi di formazione di calcio per bambini.

Da una scelta dovuta, viste le norme italiane sulla sicurezza a scuola, della dirigente si è dovuto ancora una volta magnificare le qualità del calcio, non tanto dello sport o di un’attività fisica meno pericolosa da giocare in spazi istituzionali poco agibili. Un conto è parlare di gioco libero, quello che cioè una volta si faceva nei cortili ed anche nelle strade ed ancora si fa in pochi luoghi bolognesi, abitati soprattutto da bambini extra comunitari, un conto è parlare di gioco del calcio nel cortile di una scuola che evidentemente non dà margini di sicurezza alla dirigente.

Non vogliamo neppure sapere se l’intervento si è svolto in una scuola primaria o in una scuola media di primo grado (l’istituto comprensivo racchiude questi ordini di scuola); cioè non vogliamo sapere se questa attività si faceva con le maestre nel tempo libero e non nelle ore di lezione, oppure se era presente un insegnante di educazione fisica, fino ad oggi in ruolo solo nella media di primo e secondo grado in Italia. Tra l’altro rispetto a ciò qualche giorno fa al festival dello sport di Trento il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti ha spiegato che si stanno studiando le procedure per aver nella scuola primaria l’insegnate di educazione fisica. Auspichiamo che finalmente non rimanga solo un’idea.

Tornano le riviste? “Figure”: immagini e retoriche dell’età precaria

di Luca Mozzachiodi

La rivista sarà presentata a Bologna alle 19 di domani, martedì 23 ottobre, presso la libreria Modoinfoshop.

Per molto tempo si è pensato che la rivoluzione digitale avesse trascinato con sé, tra i resti del secolo scorso, anche le riviste, specie quelle che si era soliti definire, con una definizione di comodo spesso, militanti. Quello che restava di questa forma e di questa pratica intellettuale erano o riviste accademiche e di società di studi (foraggiate dal sistema accademico, sostenute da particolari enti, messe a bilancio d parte di fondazioni), o fogli più o meno letterari dove troppo spesso il dilettantismo veniva e viene esibito come spontaneità, virtù e conquista democratica. Le esperienze positive di resistenza e innovazione, merita per onestà di essere citata Gli asini, faticavano a svolgere il loro lavoro con rinnovata efficacia in queste condizioni di impoverimento

L’immediatezza, e non uso a caso questa parola, che sembra aver investito e trasformato nel suo segno tutti gli scambi anche culturali, intellettuali e politici, ci ha lasciato in eredità una miriade di blog e siti, di giornali e di appendici in volume a sporadica uscita che contornano la produzione immessa direttamente nel web; tutte queste esperienze dimostrano di avere il più delle volte caratteristiche comuni.

Non hanno una vera e propria redazione o la hanno solo per quanto strettamente concerne la legge sulla registrazione e la catena di produzione; la redazione (se c’è) non si incontra per discutere, per elaborare un discorso comune e una linea, spesso i redattori non si conoscono, il che in poche parole significa che questi spazi sono generalisti, non hanno una definita riconoscibilità culturale e, anche quando parlano di politica dal lunedì alla domenica, non sono politici.

Beni comuni: idee a partire da sanità, Bologna e Prati di Caprara

Prati di Caprara - Foto di Simona Hassan

di Silvia Lolli

Di beni comuni si parla spesso. Ma volendo passare a un piano concreto in attesa di un’istruttoria, ecco alcune ipotesi.

Sanità

Minori costi in sanità, perché sia a livello diagnostico sia a livello sanitario generale, le malattie possono diminuire, e si può dire senza studi epistemologici specifici perché evidenze scientifiche sull’incidenza che l’inquinamento ha su tutto ciò vengono segnalate da anni a livello internazionale.

Riguardano tanti settori sanitari e le malattie tumorali sono solo uno dei tanti problemi della salute. Si possono elencare: malattie cardio-vascolari, alla pelle, all’apparato respiratorio e da qui si può passare al notevole aumento delle malattie dovute ad allergie; poi non si possono dimenticare le malattie neurologiche, soprattutto di tipo psico-sociale che l’assenza del contatto con un ambiente naturale, in cui il verde è predominante, comporta. Tutto ciò può essere definito benessere.

Quanto possiamo quantificare in cifre di bilancio sanitari l’attenzione alla prevenzione della salute che un ambiente sano ci dà? Potrebbe non solo dare minori costi in termini di basse quote di malattia, ma anche di minori costi nell’utilizzo degli esami diagnostici continui per fare fronte all’ambiente malsano. Perché non si studia ed approfondisce?

Bologna: il Pd perde anche nelle fusioni di Comuni e la legge Delrio è una delle cause

di Sergio Caserta

I progetti di fusione dei Comuni in Emilia Romagna sono stati bocciati in larga parte da elettrici ed elettori. È uno smacco clamoroso per l’orgoglio amministrativo del Partito democratico, ma la sconfitta, o meglio smentita, è solo l’ultima in ordine di tempo negli appuntamenti elettorali e referendari dell’ultimo triennio. Le fusioni riguardavano i Comuni di Castenaso con Granarolo e di Malalbergo con Baricella, in provincia di Bologna. Alla base di questi risultati, ci sono ragioni sia di merito che più generalmente politiche.

Nell’ambito del sistema istituzionale attuale tutte le recenti proposte di riforma sono state o del tutto inconcludenti o peggiorative della situazione precedente. A cominciare dall’introduzione della città metropolitana di Bologna che è stata partorita nell’ambito della legge di superamento delle Provincie, cosiddetta legge Delrio numero 56/2014 che prevede “Disposizioni sulle provincie, sulle città metropolitane, sulle unioni e fusioni tra Comuni”.

Il principio cardine su cui si basa questa riforma è l’elezione indiretta degli organi delle città metropolitane e delle cosiddette “aree vaste”, che avrebbero dovuto sostituire le Province se il referendum confermativo della riforma costituzionale, voluta da Renzi, fosse passato. Cosa che come sappiamo, fortunatamente, non è avvenuta.

Meglio la muffa dell’amianto: una campagna permanente per “bonificare i capannoni molesti”

di Vito Totire

Quando nel paesaggio si vede un capannone con cemento-amianto, la visione disturba sia dal punto di vista estetico-paesaggistico sia per per le preoccupazioni di tipo ambientale e sanitario che l’immagine evoca. Se siamo ottimisti pensiamo che quanto prima quell’immobile sarà bonificato. Ma ripassare, dopo diversi anni, e vedere in località Muffa di Crespellano la situazione immodificata, anzi inevitabilmente peggiorata, sorprende.

Non conosciamo l’origine del toponimo: la muffa è un problema però l’amianto è peggio. Tanto più che sia il Comune di Crespellano che quello di Monteveglio avevano dato segnali di attenzione sul tema dell’amianto disseminato nel territorio: forse le iniziative, con la fusione in un unico Comune, non hanno avuto continuità?

Sta di fatto che all’altezza del numero 290 della strada provinciale che attraversa la località Muffa (sulla destra per chi transita verso Bazzano) non si può non notare una struttura edilizia, certamente dismessa, adibita tanti anni fa a pollaio o ricovero di animali, con presenza di fibrocemento in avanzato stato di degrado e vetustà. Se il sito è già censito potremmo avere quantomeno conferma della presenza di amianto che “a occhio nudo” parrebbe ovvia e sapere se crisotilo o anfibolo.

Bologna: ancora un morto fra i lavoratori Ogr

di Vito Totire, medico del lavoro e presidente nazionale Aea, l’Associazione esposti amianto

Lutto per la morte di Paolo Pio Tomasini. Apriamo una vertenza nazionale per la verità e la giustizia sui “fatti dell’Ogr e della Casaralta di Bologna”. Esprimiamo anzitutto il nostro sentimento di lutto e le nostre condoglianze a familiari, compagni di lavoro e amici di Pio.

Dobbiamo dare una risposta a questa sequenza angosciante di morti e di snervanti attese sia di ulteriori cattive notizie sia per quel che riguarda i percorsi risarcitori. L’ azienda che deve pagare questi risarcimenti (se così vogliamo chiamarli, visto che in verità nulla può risarcire la violenta riduzione della speranza di vita e di salute) non si è dimostrata all’altezza della situazione.

Occorre che il governo emani una linea-guida per la gestione dei postumi mortiferi dell’amianto. Questa linea guida deve prevedere:

  • Aggiornamento dei riscontri epidemiologici e presa in carico anche del tema della patologie da amianto extrapolmonari; abbiamo detto più volte che erano emersi (poi “dispersi”) clusters di “eccessi” di LNH e di tumore del rene – cfr ricerca dell’epidemiologo Enzo Merler – ma sono rimasti disconosciuti persino sul piano assicurativo (Inail) casi di tumori gastrointestinali. Tutti i casi disconosciuti devono essere ripresi dagli archivi e riaperti; compresi ovviamente i cosiddetti “paralavorativi” cioè a danno di familiari. LO STESSO DEVE ESSERE FATTO PER LA COORTE DEI LAVORATORI DELLA CASARALTA FRA I QUALI L’ENORME ECCESSO DI TUMORI DELLA VESCICA E’ RIMASTO QUASI TOTALMENTE DISCONOSCIUTO (SUL PIANO PENALE, CIVILE E ASSICURATIVO, NON SUL PIANO EPIDEMIOLOGICO);

Angelo Vassallo unisce Bologna e il Cilento

di Sergio Caserta

Dal 4 all’8 settembre a Pollica nel Cilento salernitano, si sono tenute numerose manifestazioni per ricordare il sindaco Angelo Vassallo, nell’ottavo anniversario del suo omicidio, avvenuto il 5 agosto del 2010, con nove colpi di pistola, esplosi da qualcuno che non è stato ancora scoperto. Il sindaco pescatore, questo già in vita il suo secondo nome, era un personaggio di straordinarie qualità come ormai tanti sanno, simbolo di buona politica, essendo stato capace di trasformare il suo piccolo ma importante comune in un esempio di sviluppo economico all’insegna della difesa dell’ambiente, del turismo sostenibile, di florida agricoltura ed enogastronomia mediterranea, senza distruggere il territorio, il mare innanzitutto, anzi facendone risorsa essenziale. A seguito del suo omicidio si sono attivate numerose iniziative in Italia ed in Emilia Romagna.

A Bologna fin dal 2012 si è realizzato un vero e proprio gemellaggio istituzionale tra i due comuni, sottoscritto a Pollica dal sindaco Merola e dall’attuale sindaco Stefano Pisani, già vicesindaco di Vassallo. Questo legame ha dato luogo alla costituzione dell’associazione “sulle orme di Angelo Vassallo partecipata da cittadini cilentani e bolognesi” che ha promosso numerose iniziative a Bologna ed in Cilento, in particolare ogni anno alla ricorrenza della morte di Vassallo, delegazioni di giovani e cittadini di Bologna e della regione hanno partecipato e contribuito a organizzare manifestazioni, incontri ed eventi culturali.

Bologna, Prati di Caprara: cambiare (idea) è possibile

di Emily Clancy, consigliera comunale di Coalizione Civica

Leggendo le notizie dell’ultima settimana, in particolare degli ultimi giorni, devo dire che mi sono sentita da una parte sollevata, dall’altra un po’ presa in giro. ollevata perché finalmente pare chiusa una partita dall’esito non scontato: per la ristrutturazione dello Stadio Dall’Ara sembra definitivamente abbandonata l’idea di sacrificare, sull’altare della compensazione delle spese per l’operazione, l’area dei Prati di Caprara Ovest, area posta in un quadrante della città caratterizzato da viabilità già fortemente congestionata e da alto inquinamento dove un grande outlet della moda avrebbe avuto un impatto devastante.

Presa in giro invece, in primo luogo, per la rapidità con la quale, tutto d’un tratto, quasi ogni amministratore di questa città – di maggioranza e di opposizione, del centro o delle periferie – si sia affrettato a dichiarare di averla sempre pensata così… In secondo luogo per la fatica, palese, di questa amministrazione a pronunciare poche chiare parole: “ci avete fatto cambiare idea”. E voglio essere chiara: con questo ‘ci’ non intendo solo Coalizione Civica Bologna.

Certo, voglio sperare che 10 domande question time, 4 ordini del giorno e 6 interventi di inizio seduta, oltre a un evento pubblico di pulizia del bosco e uno di dibattito su progettualità e urbanistica, abbiano avuto un loro peso. Ma con quel plurale intendo riferirmi ai 10 mila bolognesi che hanno sottoscritto le petizioni e gli appelli del Comitato Rigenerazione NO Speculazione, a tutte le persone che hanno partecipato alle decine di eventi sul tema della programmazione urbanistica in quel pezzo di città, alle centinaia di persone che hanno monitorato la qualità dell’aria dal basso, denunciando ciò che già sapevamo: ovvero che si tratta di una delle aree più inquinate della città.

Bologna, Cervellati boccia il sindaco: “I 30 milioni per lo stadio sono un’autentica follia”

di Rosato Paolo

«Una follia. Mi rifiuto di pagare lo stadio. Anzi, da oggi mi dichiaro evasore». Non usa mezzi termini e lancia una provocazione l’architetto Pier Luigi Cervellati, per 15 anni tra gli anni ’60 e ’80 assessore al Traffico e all’Urbanistica a Palazzo D’Accursio. L’analisi dell’urbanista però sfreccia su un doppio binario: per lui, da una parte c’è un trionfo, dall’altra un autogol. Architetto, cosa ne pensa dell’operazione del Comune? Il sindaco Virginio Merola ha annunciato che Palazzo D’Accursio metterà 30 milioni per il restyling dell’impianto.

Contemporaneamente è naufragato l’outlet ai Prati di Caprara.

«Quest’ultima è una vittoria, mi sembra che il Comune abbia trovato un poco di salvezza, ha dato ascolto alle voci contrarie. «Sono invece contento dello stop all’outlet ai Prati di Caprara» do i Prati e un polmone verde fondamentale della città. Una decisione tardiva che però evita un suicidio, una cementificazione senza senso in un periodo storico in cui urbanisticamente si va in altre direzioni. Ho partecipato alle assemblee pubbliche, sono contento».

Però in parallelo c’è l’impegno sullo stadio. Lei è sempre stato critico sul restyling.

«Assolutamente contano, un intervento inutile. Perché dobbiamo rifarlo? Fu ammodernato nemmeno 30 anni fa. E poi è un esempio di pre-razionalismo, un’opera architettonica importante, perché metterci mano? Piuttosto, con tutti questi soldi visto che si parla di 70 milioni di euro complessivi, si vada a intervenire con uno stadio nuovo, fuori. Parliamo tanto di città metropolitana… e invece insistiamo a murare il nostro centro, rendendo la vita impossibile ai residenti».

Bologna e beni comuni: qualche calcolo potrebbe essere utile – Seconda parte

Stadio Dall'Ara

di Silvia R. Lolli

Sappiamo che l’Ue contabilizza in termini economici la presenza di Co2 (anidride carbonica) in atmosfera. Per la salute pubblica si dovrebbero contabilizzare anche i costi sanitari per la presenza di polveri sottili, ma ancora il potere è in mano ai produttori di polveri sottili e la pigrizia dei cittadini che usano l’auto, anche quando non servirebbe, non aiuta certo a portarci verso livelli di benessere complessivo migliori. Inoltre non ci risulta che la nostra Ausl stia facendo studi epidemiologici sull’incidenza delle polveri sottili o della Co2, neppure a fisiopatologia respiratoria presso Università e S. Orsola.

Dal documento Ue del 7/11/17 Com (2017) 646 final – Relazione della commissione al parlamento europeo e al consiglio – Due anni dopo Parigi – Progressi realizzati per conseguire gli impegni dell’Ue in materia di clima (prevista dall’articolo 21 del regolamento (Ue) n. 525/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 maggio 2013, relativo a un meccanismo di monitoraggio e comunicazione delle emissioni di gas a effetto serra e di comunicazione di altre informazioni in materia di cambiamenti climatici a livello nazionale e dell’Unione europea e che abroga la decisione n. 280/2004/CE):

“Si stima che la quota di emissioni mondiali di gas a effetto serra imputabile all’Ue sia diminuita dal 17,3% nel 1990 al 9,9% nel 2012. La sua quota di emissioni di sola Co2 è scesa dal 19,7% nel 1990 al 9,6% nel 2015. Un confronto delle emissioni pro capite dei tre principali gas a effetto serra (Co2, CH4 e N2O) per le tre maggiori economie mostra che l’Ue e la Cina avevano emissioni pro capite nettamente inferiori rispetto agli Stati Uniti…
Nel 2015, il settore Lulucf nell’Ue ha fornito un bacino di assorbimento del carbonio pari a un valore dichiarato di 305 Mt Co2 eq (inclusi terre coltivate e pascoli). Il credito registrato, che rappresenta la differenza tra il valore dichiarato e una base di riferimento, è salito da 115 a 122 Mt Co2 eq tra il 2013 e il 2015. La gestione delle foreste rappresenta gran parte di tale credito…. L’Ue rimane quindi sulla buona strada per non avere debiti dal settore Lulucf ed è molto probabile che rispetterà il proprio impegno assunto nell’ambito del protocollo di Kyoto”.