Piazza Grande: Gianni Mura, Wu Ming 3, Morozzi e gli ultras rossoblu

Piazza Grande, febbraio 2014
Piazza Grande, febbraio 2014
di Leonardo Tancredi

Piazza Grande esce a febbraio con un numero speciale di otto pagine interamente dedicate allo stadio, la curva e al tema del razzismo nel calcio. Il giornale verrà distribuito dai diffusori senza dimora sabato 1 febbraio ai cancelli del Dall’Ara prima della partita Bologna-Udinese. L’idea nasce dopo i fischi della curva a Caruso, la canzone di Lucio Dalla che avrebbe dovuto creare un clima amichevole allo stadio all’arrivo dei tifosi napoletani in occasione di Bologna-Napoli del 19 gennaio.

La città, e non solo, ha parlato di affronto a Dalla, di una curva razzista e del generale abbrutimento di Bologna. Tutte questioni sulle quali Piazza Grande si è sentita chiamata in causa, da qui la decisione di raccogliere punti di vista per capire da dove nascono quei fischi e provare a creare un’occasione di dialogo. Il numero è realizzato in collaborazione con W il Calcio, progetto promosso dalla cooperativa sociale Accaparlante e dall’associazione Bandiera Gialla.
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Nuovo centro sportivo del Bologna FC: Legambiente deposita un esposto in procura

Granarolo e il Bologna Calcio
Granarolo e il Bologna Calcio
di Legambiente Emilia Romagna

Legambiente ha depositato nei giorni scorsi un esposto alla procura della Repubblica di Bologna, in merito al progetto di nuovo centro sportivo del Bologna FC. Un intervento da 22 ettari in piena campagna di Granarolo, che prevede il cambio di destinazione d’uso dell’area (oggi agricola), variando gli strumenti urbanistici del Comune grazie ad un accordo fortemente voluto dalla giunta Draghetti.

Come già segnalato fin dall’estate scorsa, per Legambiente si tratta dell’ennesima forzatura delle regole urbanistiche che questa Regione si è data, oltre che un ennesimo danno al territorio. Sono numerosi i tecnici e gli stessi addetti ai lavori che in questi mesi hanno segnalato disagio e sdegno riguardo le modalità e i contenuti dell’operazione.

Un intervento di modifica dei PSC che viene giustificato formalmente dalla presenza di “rilevante interesse pubblico”, secondo l’articolo 40 della legge regionale 20/2000. Un interesse pubblico poco evidente per Legambiente, secondo cui i dati certi della vicenda sono una perdita di suolo agricolo in piena campagna, operazioni immobiliari e cambi di destinazione di terreni appartenenti a privati.
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Granarolo: nuovo centro sportivo del Bologna, ma c’è chi non è d’accordo

di Sandro Nanetti

Granarolo, tra via Prati e la San Donato, è il luogo in cui sorgerà il nuovo centro sportivo del Bologna calcio. E per capire lo stato dell’arte informando i cittadini, nei giorni scorsi l’amministrazione comunicale ha convocato un’assemblea. Ad affiancare il sindaco Loretta Lambertini ci sono il vice presidente della Provincia Giacomo Venturi, il responsabile dei servizi tecnici del Comune e perfino due funzionari della ditta che impianterà i campi in erba sintetica. Il pubblico, dal canto suo, è equamente diviso tra favorevoli e contrari alla nuova realizzazione.

Loretta Lambertini apre con una puntigliosa descrizione dei passaggi che hanno portato a quest’ultima fase: pubblicazione degli atti definitivi e sessanta giorni di tempo per valutare obiezioni, suggerimenti, diversi pareri. Poi, il 4 febbraio 2013, il decreto della Provincia che segnerà un’altra importante tappa del percorso per la realizzazione dell’opera.

L’amministrazione comunale non ha dubbi sul fatto che per Granarolo si tratti di un’opportunità irripetibile: il Bologna Calcio per cinquant’anni si assumerà impegni di manutenzione del parco pubblico che sarà realizzato al posto dell’attuale area sportiva comunale di via Roma. Agli sportivi giovani e meno giovani del paese sarà destinata una porzione (circa 5 ettari) dei ventitré ettari occupati dal nuovo centro del Bologna Calcio. Anche le infrastrutture viarie saranno realizzate dalla società bolognese che, a tutela del comune, dovrà fornire garanzie fideiussorie per il 110 percento degli oneri previsti.
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Passante nord: la proposta dei comitati

Granarolo: la provincia bolognese tra passante nord e “cantera” rossoblù

di Sandro Nanetti

Il ministro dell’Ambiente, Mario Catania, ha puntato il dito sull’appena autorizzato progetto di nuovo centro sportivo del Bologna e sul passante autostradale che, nonostante un primo parere contrario dell’Unione Europea, gli enti territoriali stanno surrettiziamente cercando di rimettere in pista. “Noi tutti, in Emilia e fuori dall’Emilia, dovremmo pensarci dieci volte prima di autorizzare ulteriore consumo di terreno agricolo in un Paese che ha già bruciato cinque milioni di ettari negli ultimi 40 anni” sono le sue parole.

Sui quotidiani si può leggere che il vicepresidente della Provincia, Giacomo Venturi, “abbozza” e conferma che saranno evitati futuri ulteriori consumi: i piani di ulteriore espansione edilizia incontrollata, infatti, ci sono ma la crisi economica li ha arrestati. Per l’intanto il progetto della nuova casa rossoblù va bene così e al Passantino (non lo dice) ma, sotto sotto, stanno lavorando. Il sindaco di Granarolo, Loretta Lambertini, non condivide le parole del Ministro e difende il nuovo Centro Sportivo che dovrà portare lustro (e non solo) al suo comune.

Per capire che aria tira a Granarolo dell’Emilia abbiamo partecipato all’assemblea indetta dal Comitato per l’alternativa al passante nord. L’amministrazione comunale, a differenza di quel che è successo nelle assemblee che si sono svolte in altri comuni, non è rappresentata dal sindaco né da qualche assessore. L’unica presenza “politica” e quella del capogruppo della locale lista civica di opposizione.
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Granarolo e il Bologna Calcio

Il consumo del territorio in Emilia Romagna: il caso Granarolo e Bologna Calcio

di Legambiente Emilia-Romagna

Sulla necessità di un freno al consumo di suolo negli ultimi anni sono state spese molte parole dalla giunta regionale, a partire dal Piano Territoriale Regionale, passando per i programmi elettorali. Purtroppo a oggi su questo versante gli unici rallentamenti sono stati messi in atto dalla crisi dell’invenduto, mentre dalla Regione non un atto politico riconoscibile è venuto in questa direzione, a riprova di una chiara mancanza di volontà politica.

Ultima conferma di questi silenzi, è il caso paradigmatico della variante al Psc di Granarolo, nel bolognese, per la realizzazione del polo sportivo e polifunzionale del Bologna calcio. Un progetto che coinvolgerà 22 ettari in piena campagna, con una scelta opposta ad ogni sensata strategia urbanistica, che oggi dovrebbe puntare a contenere la dispersione abitativa, ridurre il consumo di suolo e creare nuovi poli attrattivi solo lungo le principali assi di mobilità pubblica di massa. E come spesso accade un progetto attuato in deroga agli strumenti urbanistici, con l’opinabile argomento della “pubblica utilità”.

Invano Legambiente, Italia Nostra ed esponenti della minoranza in consiglio regionale hanno chiesto all’Assessore Peri e agli uffici regionali di esprimere un parere sulla procedura, giudicata non corretta. Un parere che non è mai arrivato, a testimonianza di una impermeabilità ormai consolidata. Ed intanto mercoledì si è chiusa la conferenza degli enti che ha espresso parere favorevole sull’intervento.
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