Colombia, le Farc e l'accordo respinto

Colombia dopo il Nobel: l’accordo rigettato e la pace che si allontana

Il Nobel per la pace 2016 è andato al presidente colombiano Juan Manuel Santos che ha guidato il Paese verso il processo di pace con i guerriglieri Farc. Nei giorni scorsi sono state tante le considerazioni in proposito. Per avere un’idea di quello che è accaduto e delle ragioni del riconoscimento di Oslo, riproponiamo questa rifessione.

di Maurizio Matteuzzi

Sono molte le ragioni che, a posteriori, possono spiegare il fulmine a ciel sereno caduto il 2 ottobre scorso sulla Colombia. Il clamoroso, e inquietante, rigetto del referendum sull’accordo di pace, negoziato per 4 lunghi anni nel silenzio discreto dell’Avana fra il governo – anzi lo Stato – colombiano e le Farc, Forze Armate Rivoluzionarie Colombiane, il più antico e radicato gruppo guerrigliero dell’America latina e probabilmente del mondo, ha colto tutti di sorpresa. Non solo le società di sondaggi che davano il sì al 60-70% e il no al 30-40%. Invece il no ha vinto, sia pure per un pugno di voti e con meno di un punto percentuale – grosso modo 60 mila voti sui quasi 13 milioni totali, 50.2% contro 49.8% – e soprattutto in presenza di un livello di astensione incredibile (se non fossimo in Colombia, il paese dei paradossi) pensando alla posta in palio, il 63%.

La pace sembrava a un passo dopo 52 anni di guerra civile strisciante – le Farc nacquero nel ’64 come guerriglia campesina contro l’arroganza violenta del duopolio oligarchico liberali-conservatori -, anzi dopo quasi 70 anni – se la si fa partire dall’assassinio del leader liberale Jorge Eliécer Gaitán, nel 1948, che nella capitale scatenò la rivolta nota come “el Bogotazo” e nel paese il feroce decennio chiamato “la Violencia”.

Il 29 agosto dall’Avana era stato proclamato un “cessate il fuoco bilaterale e definitivo”, il 26 settembre da Cartagena il presidente Juan Manuel Santos e il leader delle Farc Rodrigo Londoño Echeverri, “Timochenko”, vestiti di bianco, avevano firmato l’accordo e celebrato la pace in pompa magna e davanti a una bella fetta di mondo. Il referendum del 2 ottobre doveva essere e non sembrava altro che una formalità. Invece è stata la Brexit della Colombia. Uno tsunami.
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