Biogas: la sospensione di Bondeno (Ferrara) e le sue contraddizioni

Impianto a biogas di Bondeno
Impianto a biogas di Bondeno
di Massimo Corsini

Teoricamente l’impianto a biogas di Bondeno, nel ferrarese, sarebbe stato bloccato fino alla fine di aprile. L’Unione dei Comitati unitamente a quello di Bondeno, ritiene, infatti, che si tratti di una sospensione puramente simbolica: è stato bloccato solamente uno dei quattro impianti da un megawatt ciascuno, ma “l’impianto in questione deve comunque continuare a mantenere attivi gli impianti in comune con le altre tre centrali” ragion per cui l’intero sistema continua a funzionare ugualmente.

Che senso ha allora la sospensione della Provincia di Ferrara? C’è chi crede a ragion veduta che si tratti una mossa cautelativa, tanto per stare dalla parte dei bottoni. Poiché l’Unione dei Comitati ha presentato una diffida molto articolata che evidenzia le irregolarità dell’impianto rispetto alla normativa comunitaria, la Provincia di Ferrara probabilmente ha pensato fosse bene tutelarsi accontentando un po’ entrambi: comitati e gestori della struttura.
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Civicamente Samoggia: le due centrali a biomasse, presenze “di comodo” per gli amministratori

Civicamente Samoggia
Civicamente Samoggia
di Roberto Labanti

Facciamo un po’ di cronistoria. Lunedì 15 settembre 2014 si è tenuta a Crespellano una conferenza dei servizi convocata per esaminare le due istanze presentate per la realizzazione di due impianti di generazione elettrica alimentati da biomasse nel Comune di Valsamoggia, località Crespellano. La localizzazione prevista è prossima al centro abitato, a poche centinaia di metri dalle scuole e dal centro del paese. Dato il tipo di procedura attivata, Procedura abilitativa semplificata (PAS), qualora la conferenza esprimesse parere positivo, i lavori per la centrale, anzi per le due centrali, potrebbero iniziare il giorno dopo.

Per questo motivo i consiglieri di Civicamente Samoggia hanno chiesto la convocazione del consiglio di Municipio, che si è tenuto ieri, venerdì 12 dicembre, e la presenza del sindaco per illustrare il progetto. Per lo stesso motivo tutte le forze politiche di opposizione, Civicamente Samoggia, il Movimento Cinque Stelle e Forza Italia hanno convocato un presidio di protesta che avrà luogo domani, domenica 14 dicembre, dalle 11 nel parcheggio antistante l’area dove dovrebbero sorgere le centrali (cioè dietro l’America Graffiti).

Gli antefatti. Il 20 novembre, grazie alla curiosità di un cittadino, si è appreso, dall’albo pretorio, che era stata convocata la conferenza dei servizi. L’oggetto della conferenza, ancora visualizzabile se si consulta l’Albo Pretorio su sito del Comune di Valsamoggia, è il seguente: “Convocazione conferenza di servizi lunedì 15/12/2014 ore 9,30 presso SUAP Valsamoggia – loc. Crespellano”. Come mai gli oggetti degli altri atti sono “parlanti” e in questo non si fa nessun riferimento alle centrali? Un caso?
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Galliera, bassa bolognese: Sel e quel nodo della difesa dell’ambiente

Inizio lavori per le biomasse a Galliera
Inizio lavori per le biomasse a Galliera
di Massimo Corsini

Che fine hanno fatto le lotte e le polemiche fino a poco fa ancora vive intorno ai problemi ambientali della bassa, primo fra tutti quello delle biomasse? Molti dei fuochi accesi sono stati ormai addomesticati: le amministrazioni non hanno fatto nulla, nonostante le proteste dei cittadini, per impedire che fossero costruiti gli impianti e molti comitati si sono arresi. Così non si parla più di Budrio o di San Pietro in Casale ad esempio (che con Medicina detiene il primato di centrali a biogas), l’unico fronte ancora aperto, forse, è Galliera.

SEL ha candidato Maurizio Lodi alle prossime elezioni regionali del 23 novembre, alle quali fra l’altro si sta facendo una magra pubblicità, proprio in nome della difesa dell’ambiente. Maurizio Lodi ha fatto parte, sin dalla prima ora, del comitato contro la centrale all’interno del PD. “Ma come?” Si chiederanno molti degli avversari di Lodi (l’amministrazione comunale probabilmente in prima fila). Effettivamente quest’ultimo ha storicamente fatto parte del PD fintanto che dalle sue parti non hanno cercato di costruire la famosa centrale.

Poi, come chiunque provi la minaccia del danno sulla propria pelle, ha fatto opposizione al tentativo, mai realmente osteggiato da parte dell’amministrazione comunale di Galliera, di costruire l’impianto a biogas fino a dimettersi dal circolo del PD di Galliera. Tuttavia ha prima tentato di cambiare l’orientamento dell’amministrazione partecipando alle primarie del suo partito, come renziano, per l’elezione a sindaco del suo paese: come è noto l’esito è stato negativo.
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Biogas a Galliera (Bologna): quel confine sottile tra chi autorizza e chi è autorizzato

Inizio lavori per le biomasse a Galliera
Inizio lavori per le biomasse a Galliera
di Massimo Corsini

Cambiare tutto per non cambiare niente. Questa potrebbe essere la sintesi dell’infinita serie di novità che riguardano la vicenda della centrale a biomassa di Galliera: quella che devono costruire da ormai tre anni ( la costruzione è stata rinviata grazie alle lotte dei cittadini) e quella che prima era della BG Galliera, nella cui società comparivano alcuni attori che hanno recitato la loro parte anche nell’enorme impianto di Budrio costruito a ridosso dell’Oasi faunistica di Mezzolara, ma che adesso ha cambiato a quanto pare compagine societaria.

I paralleli con Budrio potrebbero essere semplicemente casuali. Potrebbero, ma non lo sono. Guarda a caso le novità sulla centrale di Galliera hanno a che fare proprio con Budrio. Cambiare tutto per non cambiare niente. A quanto pare, nella nuova società che gestisce adesso l’impianto, c’è anche il comune dell’ocarina, che partecipa all’impresa attraverso la società Service Cento, detenuta al 100% dalla Fondazione Benni di proprietà a sua volta è del Comune.

A essere più precisi la nuova società, sempre e ancora nominata BG Galliera, che detiene ad ora l’impianto è formata da altre due società: l’Athesia, proprietaria all’ottanta per cento, che fa capo a Michael Ebner, discusso ex europarlamentare altoatesino sostenuto dall’Ulivo e facente parte dell’allora commissione per l’agricoltura; mentre il restante 20% è in mano alla Holding 288 di cui circa il 50% è di proprietà della società Service Cento appunto.
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Inizio lavori per le biomasse a Galliera

Galliera: riconferma del sindaco e al via nel bolognese i lavori per la centrale a biomasse

di Massimo Corsini

Sarà soltanto una coincidenza. Bisogna però raccontarlo a tutti quelli che hanno creduto che il sindaco di Galliera, Teresa Vergnana, avesse veramente intenzione di dire di no alla costruzione della centrale a biogas. Tuttavia, non appena viene riconfermato l’attuale sindaco a queste ultime elezioni, partono i lavori di costruzione dell’impianto. La storia della centrale a biomasse di Galliera è ormai considerata a pieno titolo un esempio del vecchio modo di fare politica, evidente soprattutto a livello locale, che non vuole morire.

Già la settimana scorsa si sono viste le prime ruspe che lavoravano e sono state recintate le aree di confine. Ancora si parla di questa benedetta centrale dopo anni in cui i comitati hanno provato a far valere le loro ragioni di un fermo “no” alla centrale, i costruttori e gli investitori a premere per il loro business, e l’amministrazione, in troppi dicono, a far finta di essere contro la centrale e dalla parte dei cittadini. Fatto sta che il sindaco Vergnana aveva affermato sui più importanti quotidiani locali che tra i principali punti del suo programma, e ovviamente, aggiungiamo noi, tra le maggiori leve per intercettare il voto dei cittadini.

C’era proprio il suo “no” alla centrale. A questo punto i casi sono due: o a Galliera l’amministrazione conta troppo poco (è arcinoto che altrove i comuni hanno fatto scelte diverse impedendo la costruzione di impianti), oppure quello che è stato detto in campagna elettorale non era vero e non lo è mai stato. D’altra parte che il PD da queste parti lavorasse su due binari s’era già visto un po’ di tempo fa, due o tre anni fa per l’esattezza, quando la protesta contro la centrale era piuttosto viva e sembrava che l’amministrazione perdesse consensi. Addirittura Raffaele Donini indisse allora una conferenza stampa per proclamare la contrarietà del PD alla centrale.
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Amministrative a Galliera (Bologna): M5S contro Pd, una campagna giocata sull’affare biogas

Biomasse - Foto di Simone Fratini
Biomasse - Foto di Simone Fratini
di Massimo Corsini

Adesso anche Galliera ha il proprio candidato 5 Stelle. La decisione è stata presa la settimana scorsa quando l’avvocato Anna Maria Calzoni, presidente del comitato Territorio e Vita, ha deciso di dare ufficialmente battaglia per le amministrative di maggio all’attuale sindaco Teresa Vergnana, che potremmo definire il nemico di tutta la scorsa legislatura.

Un nemico tale soprattutto in virtù della condotta dell’amministrazione in merito all’affare biogas, gestito a Galliera in modo “ambiguo”, come ebbe a definirlo lo sfortunato sfidante alle primarie Maurizio Lodi, che con l’avvocato Calzoni ha condiviso praticamente tutte le battaglie sulla costruzione della centrale. Come si legge nel comunicato di presentazione alla propria candidatura, è “da sempre impegnata nella difesa del territorio e nella lotta contro la realizzazione delle centrali per la produzione di energia rinnovabile in violazione delle norme comunitarie e nazionali, dell’ambiente, della salute, del paesaggio, del patrimonio storico e artistico”.
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Biomasse - Foto di Simone Fratini

Biomasse nel bolognese: l’Europa non ha dubbi, i residui sono rifiuti e non concime

di Massimo Corsini

Dall’Europa alla Provincia. Con la maiuscola, perché è qUella di Bologna. La risposta dello scorso dicembre del commissario europeo all’Ambiente Janez Potočnik a un’interrogazione relativa allo Spandimento dei digestati prodotti dalle centrali a biomassa da parte dell’europarlamentare Pd Andrea Zanoni, è arrivato fino a Palazzo Malvezzi.

Il famoso “digestato”, il residuo del processo di fermentazione anaerobica che avviene all’interno dei digestori degli impianti a biogas, non sarebbe un fertilizzante bensì un rifiuto, e come tale dovrebbe essere trattato. Tuttavia, al momento viene riversato da molte aziende agricole come un concime sui campi senza sapere realmente quale effetto possa avere sui prodotti della terra, le sUe consegUenze sull’uomo e gli animali (nel caso dei mangimi).

La qUestione, dopo la “sentenza” europea, è immediatamente diventata oggetto di un’ulteriore interrogazione in Provincia da parte del consigliere di FI Giovanni Leporati che, rivolgendosi all’assessore all’ambiente, EmanUele Burgin, ha chiesto: considerato il recente accordo delle regioni Emilia Romagna, Veneto e Lombardia per conferire il mais contaminato da aflatossine, in seguito alla siccità della scorsa estate, negli impianti, quali controlli ha messo in atto la Provincia di Bologna? Sono state fornite comunicazioni adeguate ai comuni della provincia? Quali sono i comuni in cui si sparge il digestato e le aziende che lo fanno? quali misure sono state messe in atto per evitare che il residuo venga sparso?
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Biomasse - Foto di Simone Fratini

Biogas a Galliera: Comune da sempre d’accordo e intanto arriva l’interrogazione parlamentare M5S

di Massimo Corsini

Mentre il caso della centrale a biogas di Galliera sta per approdare in parlamento per un’interrogazione parlamentare proposta dai due deputati del Movimento 5 Stelle, Paolo Bernini e Vittorio Ferraresi, con il consiglio comunale della settimana scorsa si è avuta finalmente la prova del nove che l’amministrazione comunale non è mai stata contro la centrale come ha sempre voluto far credere d’essere. È stato un bluff, e per giunta mal riuscito. Diverse sono le prove che mettono a nudo il vero intento della condotta del primo cittadino Teresa Vergnana.

Siamo giunti alla scadenza dei termini per poter fare ricorso al Tar, ricorso che il sindaco di Galliera ha sempre detto e promesso di voler fare, ma di tutte le richieste avanzate dai comitati cittadini nessuna sembra essere stata presa in considerazione. Tanto per fare alcuni esempi molto semplici: era stato chiesto di inibire la circolazione sulle strade che dovrebbero percorrere i camion per andare alla centrale e che la stessa amministrazione ha giudicato inadatte, ma non è stato fatto nulla, era stato richiesto al sindaco di partecipare a fianco dei cittadini ad una manifestazione di protesta davanti alla Provincia ma non ha accettato, era stato chiesto sempre al primo cittadino di chiedere ragioni alla Provincia del fatto che la società fideiussoria si è scoperto non essere la stessa che costruirà e che gestisce impianti, a quanto pare, alimentati anche con rifiuti, ma tutto ha continuato a tacere.

E questi sono solo alcuni esempi di come l’amministrazione comunale sembra essere rimasta silenziosa rispetto agli eventi, lasciando che tutto accadesse senza alcun intralcio. Ma la chicca delle chicche è forse un’altra. Proprio in occasione di quest’ultimo ricorso al Tar, l’avvocato Marzia Calzoni, presidente del Comitato Territorio e Vita, ha dato la propria disponibilità ad effettuare gratuitamente il ricorso come professionista entrando a far parte del collegio difensivo del comune di Galliera.
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Galliera: fideiussione per la centrale a biogas, compare una nuova società

Centrale a biomassedi Massimo Corsini

A Galliera sta succedendo qualcosa di strano. Sbirciando l’albo pretorio della Provincia di Bologna si può facilmente constatare che per la famosa centrale a biogas, che dovrebbe essere costruita dalla BG Galliera (la parte proponente che in questa parte della bassa sta facendo una vera e propria collezione di centrali ormai) e per la quale la stessa Provincia dopo un annullamento del permesso di costruzione del TAR del Lazio si è affrettata a concederne immediatamente uno nuovo, ci si accorge che la fideiussione, che ammonta a circa 280 mila euro, richiesta a garanzia del ripristino ambientale dopo i quindici anni in concessione alla centrale, non è a carico della parte proponente, ma di un’altra società.

Nella quasi totalità dei casi le fideiussioni richieste sono a carico della società che costruisce, in questo caso no. Cosa significa? Avviene così che l’anomalia stimoli la fantasia di coloro che tengono continuamente sotto controllo gli eventi. Se la cosa si verificasse anche per altri casi si potrebbe quasi immaginare che il business della società sia proprio quello di ottenere permessi per poi rivendere il tutto. Invece no, solo a Galliera. Si potrebbe anche pensare che l’attuale proprietà abbia deciso di passare la palla, ormai avvelenata, a qualcun altro: in questo caso la Syneco GMBH di Bolzano. La battaglia in corso a Galliera tra comitati e BG – Comune (quest’ultimo ha sempre recriminato il suo impegno a difesa dei cittadini contro la centrale, anche se gli stessi ne hanno sempre denunciato una certa ambiguità di condotta) si sta portando troppo per le lunghe, e siccome il tempo è denaro, è ormai probabile che il gioco non valga più la candela.
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La storia infinita di Galliera: la centrale a biomasse che divide partiti e cittadini

Biomasse - Foto di Simone Fratini
Biomasse - Foto di Simone Fratini
di Massimo Corsini

Il segretario del PD di Galliera, Giuseppe Chiarillo, si è dimesso. Ha annunciato la sua decisione via mail ad alcuni suoi colleghi di partito mentre si trovava ancora in vacanza. Si presume che al ritorno verranno presentate le dimissioni formalmente. A Galliera dunque va in scena “la storia infinita”. Perché? Ormai non si contano più i consiglieri, assessori o membri dell’amministrazione che hanno mollato sempre a causa della famosa partita delle biomasse e dell’autorizzazione della centrale. Come ormai non si contano più i “sì” e i “no” che si sono alternati per questa benedetta centrale.

La stessa che poche settimane fa sembrava non dovesse essere più autorizzata. Il Tar del Lazio aveva infatti accettato il ricorso della BG Galliera (la parte proponente) che si rifiutava di dover eseguire alcuni lavori di manutenzione stradale richiesti dall’amministrazione di Galliera come conditio sine qua non per l’autorizzazione della centrale stessa. In realtà il Tar del Lazio, accettando il ricorso, rifiutava l’impostazione dell’autorizzazione respingendola. Il fatto ha ovviamente causato il plauso dei comitati cittadini e dei loro rappresentanti, Maurizio Lodi e l’avvocato Marzia Calzoni, presidente quest’ultima del comitato “Territorio e Vita” che pensavano di essere finalmente arrivati al capolinea della loro battaglia.
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