Rifiuti: un business che crea ricchezze e il condizionamento della politica

di Massimo Corsini

Fa una certa impressione sapere che l’estate scorsa, a luglio, hanno arrestato il geometra Giuseppe Santi di Monghidoro, personaggio noto alle cronache locali per essere stato socio e costruttore di diversi impianti a biogas nella bassa bolognese al centro di accese polemiche fino a qualche anno fa: quello di Galliera, di Budrio, di Molinella e Maccaretolo ad esempio. Lo si vedeva spesso alle riunioni tra comitati e amministrazioni comunali a perorare la causa del biogas.

Il geometra, in realtà, è stato arrestato in un’operazione congiunta della guardia di finanza italiana e la guardia civil spagnola insieme a un’altra trentina di persone tra la Spagna, Barcellona precisamente, e l’Italia per il riciclaggio di soldi provenienti dal traffico di droga internazionale attraverso attività commerciali lecite e prestanome.

Della notizia se ne sono occupate soltanto le cronache locali della Campania (quotidiani on line e la Repubblica di Napoli), essendo, la maggior parte delle persone coinvolte, appartenenti a famiglie legate alla malavita regionale. A quanto risulta, invece, a Bologna e provincia non se ne è occupato nessuno. Naturalmente, non c’è alcun nesso apparente tra l’attività professionale del geometra bolognese, ovvero l’impresa di costruzioni omonima, il trasporto di rifiuti, il biogas e il motivo dell’arresto.
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Bologna, centrale a biogas di Galliera: dove sono le carte attese?

Inizio lavori per le biomasse a Galliera
Inizio lavori per le biomasse a Galliera

di Massimo Corsini

Continua la storia infinita della centrale a biogas di Galliera. A maggio di quest’anno, infatti, era stata presentata una variazione del piano di approvvigionamento della centrale: veniva introdotta una variante relativa alle forniture di biomassa, si chiedeva cioè di poter inserire scarti di origine agroindustriale, ad esempio farina di mais o impasti misti di generi vari anziché le semplici e solite colture come il mais o il sorgo.

Ad agosto, pertanto, veniva chiesto a quella che una volta era la commissione per la costruzione della centrale, e che oggi per forza di cosa è diventata più semplicemente la commissione ambiente, di votare in fretta e furia questa variazione poiché pareva una questione davvero urgente. A questo punto la commissione chiede di poter visionare la documentazione relativa alla variazione del piano di approvvigionamento per potersi orientare rispetto a un’eventuale posizione da prendere.
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Biogas: la sospensione di Bondeno (Ferrara) e le sue contraddizioni

Impianto a biogas di Bondeno
Impianto a biogas di Bondeno
di Massimo Corsini

Teoricamente l’impianto a biogas di Bondeno, nel ferrarese, sarebbe stato bloccato fino alla fine di aprile. L’Unione dei Comitati unitamente a quello di Bondeno, ritiene, infatti, che si tratti di una sospensione puramente simbolica: è stato bloccato solamente uno dei quattro impianti da un megawatt ciascuno, ma “l’impianto in questione deve comunque continuare a mantenere attivi gli impianti in comune con le altre tre centrali” ragion per cui l’intero sistema continua a funzionare ugualmente.

Che senso ha allora la sospensione della Provincia di Ferrara? C’è chi crede a ragion veduta che si tratti una mossa cautelativa, tanto per stare dalla parte dei bottoni. Poiché l’Unione dei Comitati ha presentato una diffida molto articolata che evidenzia le irregolarità dell’impianto rispetto alla normativa comunitaria, la Provincia di Ferrara probabilmente ha pensato fosse bene tutelarsi accontentando un po’ entrambi: comitati e gestori della struttura.
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Biogas a Galliera (Bologna): quel confine sottile tra chi autorizza e chi è autorizzato

Inizio lavori per le biomasse a Galliera
Inizio lavori per le biomasse a Galliera
di Massimo Corsini

Cambiare tutto per non cambiare niente. Questa potrebbe essere la sintesi dell’infinita serie di novità che riguardano la vicenda della centrale a biomassa di Galliera: quella che devono costruire da ormai tre anni ( la costruzione è stata rinviata grazie alle lotte dei cittadini) e quella che prima era della BG Galliera, nella cui società comparivano alcuni attori che hanno recitato la loro parte anche nell’enorme impianto di Budrio costruito a ridosso dell’Oasi faunistica di Mezzolara, ma che adesso ha cambiato a quanto pare compagine societaria.

I paralleli con Budrio potrebbero essere semplicemente casuali. Potrebbero, ma non lo sono. Guarda a caso le novità sulla centrale di Galliera hanno a che fare proprio con Budrio. Cambiare tutto per non cambiare niente. A quanto pare, nella nuova società che gestisce adesso l’impianto, c’è anche il comune dell’ocarina, che partecipa all’impresa attraverso la società Service Cento, detenuta al 100% dalla Fondazione Benni di proprietà a sua volta è del Comune.

A essere più precisi la nuova società, sempre e ancora nominata BG Galliera, che detiene ad ora l’impianto è formata da altre due società: l’Athesia, proprietaria all’ottanta per cento, che fa capo a Michael Ebner, discusso ex europarlamentare altoatesino sostenuto dall’Ulivo e facente parte dell’allora commissione per l’agricoltura; mentre il restante 20% è in mano alla Holding 288 di cui circa il 50% è di proprietà della società Service Cento appunto.
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Amministrative a Galliera (Bologna): M5S contro Pd, una campagna giocata sull’affare biogas

Biomasse - Foto di Simone Fratini
Biomasse - Foto di Simone Fratini
di Massimo Corsini

Adesso anche Galliera ha il proprio candidato 5 Stelle. La decisione è stata presa la settimana scorsa quando l’avvocato Anna Maria Calzoni, presidente del comitato Territorio e Vita, ha deciso di dare ufficialmente battaglia per le amministrative di maggio all’attuale sindaco Teresa Vergnana, che potremmo definire il nemico di tutta la scorsa legislatura.

Un nemico tale soprattutto in virtù della condotta dell’amministrazione in merito all’affare biogas, gestito a Galliera in modo “ambiguo”, come ebbe a definirlo lo sfortunato sfidante alle primarie Maurizio Lodi, che con l’avvocato Calzoni ha condiviso praticamente tutte le battaglie sulla costruzione della centrale. Come si legge nel comunicato di presentazione alla propria candidatura, è “da sempre impegnata nella difesa del territorio e nella lotta contro la realizzazione delle centrali per la produzione di energia rinnovabile in violazione delle norme comunitarie e nazionali, dell’ambiente, della salute, del paesaggio, del patrimonio storico e artistico”.
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Biomasse - Foto di Simone Fratini

Biogas a Galliera: Comune da sempre d’accordo e intanto arriva l’interrogazione parlamentare M5S

di Massimo Corsini

Mentre il caso della centrale a biogas di Galliera sta per approdare in parlamento per un’interrogazione parlamentare proposta dai due deputati del Movimento 5 Stelle, Paolo Bernini e Vittorio Ferraresi, con il consiglio comunale della settimana scorsa si è avuta finalmente la prova del nove che l’amministrazione comunale non è mai stata contro la centrale come ha sempre voluto far credere d’essere. È stato un bluff, e per giunta mal riuscito. Diverse sono le prove che mettono a nudo il vero intento della condotta del primo cittadino Teresa Vergnana.

Siamo giunti alla scadenza dei termini per poter fare ricorso al Tar, ricorso che il sindaco di Galliera ha sempre detto e promesso di voler fare, ma di tutte le richieste avanzate dai comitati cittadini nessuna sembra essere stata presa in considerazione. Tanto per fare alcuni esempi molto semplici: era stato chiesto di inibire la circolazione sulle strade che dovrebbero percorrere i camion per andare alla centrale e che la stessa amministrazione ha giudicato inadatte, ma non è stato fatto nulla, era stato richiesto al sindaco di partecipare a fianco dei cittadini ad una manifestazione di protesta davanti alla Provincia ma non ha accettato, era stato chiesto sempre al primo cittadino di chiedere ragioni alla Provincia del fatto che la società fideiussoria si è scoperto non essere la stessa che costruirà e che gestisce impianti, a quanto pare, alimentati anche con rifiuti, ma tutto ha continuato a tacere.

E questi sono solo alcuni esempi di come l’amministrazione comunale sembra essere rimasta silenziosa rispetto agli eventi, lasciando che tutto accadesse senza alcun intralcio. Ma la chicca delle chicche è forse un’altra. Proprio in occasione di quest’ultimo ricorso al Tar, l’avvocato Marzia Calzoni, presidente del Comitato Territorio e Vita, ha dato la propria disponibilità ad effettuare gratuitamente il ricorso come professionista entrando a far parte del collegio difensivo del comune di Galliera.
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Galliera: fideiussione per la centrale a biogas, compare una nuova società

Centrale a biomassedi Massimo Corsini

A Galliera sta succedendo qualcosa di strano. Sbirciando l’albo pretorio della Provincia di Bologna si può facilmente constatare che per la famosa centrale a biogas, che dovrebbe essere costruita dalla BG Galliera (la parte proponente che in questa parte della bassa sta facendo una vera e propria collezione di centrali ormai) e per la quale la stessa Provincia dopo un annullamento del permesso di costruzione del TAR del Lazio si è affrettata a concederne immediatamente uno nuovo, ci si accorge che la fideiussione, che ammonta a circa 280 mila euro, richiesta a garanzia del ripristino ambientale dopo i quindici anni in concessione alla centrale, non è a carico della parte proponente, ma di un’altra società.

Nella quasi totalità dei casi le fideiussioni richieste sono a carico della società che costruisce, in questo caso no. Cosa significa? Avviene così che l’anomalia stimoli la fantasia di coloro che tengono continuamente sotto controllo gli eventi. Se la cosa si verificasse anche per altri casi si potrebbe quasi immaginare che il business della società sia proprio quello di ottenere permessi per poi rivendere il tutto. Invece no, solo a Galliera. Si potrebbe anche pensare che l’attuale proprietà abbia deciso di passare la palla, ormai avvelenata, a qualcun altro: in questo caso la Syneco GMBH di Bolzano. La battaglia in corso a Galliera tra comitati e BG – Comune (quest’ultimo ha sempre recriminato il suo impegno a difesa dei cittadini contro la centrale, anche se gli stessi ne hanno sempre denunciato una certa ambiguità di condotta) si sta portando troppo per le lunghe, e siccome il tempo è denaro, è ormai probabile che il gioco non valga più la candela.
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La storia infinita di Galliera: la centrale a biomasse che divide partiti e cittadini

Biomasse - Foto di Simone Fratini
Biomasse - Foto di Simone Fratini
di Massimo Corsini

Il segretario del PD di Galliera, Giuseppe Chiarillo, si è dimesso. Ha annunciato la sua decisione via mail ad alcuni suoi colleghi di partito mentre si trovava ancora in vacanza. Si presume che al ritorno verranno presentate le dimissioni formalmente. A Galliera dunque va in scena “la storia infinita”. Perché? Ormai non si contano più i consiglieri, assessori o membri dell’amministrazione che hanno mollato sempre a causa della famosa partita delle biomasse e dell’autorizzazione della centrale. Come ormai non si contano più i “sì” e i “no” che si sono alternati per questa benedetta centrale.

La stessa che poche settimane fa sembrava non dovesse essere più autorizzata. Il Tar del Lazio aveva infatti accettato il ricorso della BG Galliera (la parte proponente) che si rifiutava di dover eseguire alcuni lavori di manutenzione stradale richiesti dall’amministrazione di Galliera come conditio sine qua non per l’autorizzazione della centrale stessa. In realtà il Tar del Lazio, accettando il ricorso, rifiutava l’impostazione dell’autorizzazione respingendola. Il fatto ha ovviamente causato il plauso dei comitati cittadini e dei loro rappresentanti, Maurizio Lodi e l’avvocato Marzia Calzoni, presidente quest’ultima del comitato “Territorio e Vita” che pensavano di essere finalmente arrivati al capolinea della loro battaglia.
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Biomasse nel bolognese: dalla protesta al movimento culturale che passa dalla difesa del territorio

Centrale a biomassedi Massimo Corsini

Ancora biomasse. Fino alla nausea. Il rischio sembrerebbe essere quello di scrivere sempre lo stesso articolo. Invece no. Perché è sempre più evidente che quello che sta accadendo in tutta Italia, ovunque, con la formazione di comitati spontanei contro la realizzazione degli impianti a biogas, è ormai un movimento culturale che nasce dalla presa di coscienza della necessità di difendere il proprio territorio da quella che sembra essere a tutti gli effetti una minaccia vera propria. Una minaccia per la salute, per l’ambiente e anche l’economia (non quella dei costruttori di centrali e di qualche amministrazione).

Lunedì scorso, 15 aprile, all’auditorium di Budrio, il comitato “Mezzolara per l’ambiente” aveva invitato, come relatori, il professor Tamino dell’Università di Padova, il professor Rossi dell’Università di Arezzo-Siena e il professor Corti della Statale di Milano: un biologo, un medico ed un agronomo. È il segno che la gente cerca di capire, vuole conoscere e che in una regione che ha nel proprio DNA le rivolte agrarie, bianche e rosse, i conti senza l’oste non si fanno.

“Che cosa significa essere moderni?” ha chiesto retoricamente il professor Rossi all’inizio del suo intervento, come se aprisse un convegno di filosofia. Ebbene significa conoscere scientificamente e razionalmente che cosa ci viene proposto dalle nuove tecnologie. Questa frase che pare uscita da un illuminista del settecento, in realtà sembra calzare a pennello in polemica contro gli amministratori di Regione e Provincia di Bologna che avevano diagnosticato ai comitati la sindrome di Nimby, “Not in my back yard” (non nel mio cortile).
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Biogas a Galliera: il Tar del Lazio respinge la sospensione d’urgenza

Centrale a biomassedi Massimo Corsini

Non è ancora giunta al termine l’epopea del biogas a Galliera. I giochi sembravano fatti dopo il parere negativo del Consiglio di Stato sulle istanze dei comitati contro la centrale che ritenevano non ci fossero le condizioni per autorizzarla, ma adesso segnano un punto a favore degli “indignados” del biogas. Il Tar del Lazio avrebbe respinto la richiesta di sospensione d’urgenza delle prescrizioni richiesta dalla Bg Monghidoro (alias Bg Galliera) relative ad alcune opere di carattere urbanistico. Per essere chiari: non ne ha respinto il ricorso in sé, bensì la sospensione d’urgenza.

Facciamo un passo indietro. Una volta che il Consiglio di Stato ha rimesso nelle mani dell’amministrazione comunale e provinciale i destini della centrale, giocando così a favore della parte proponente e, qualcuno sostiene, levando così dall’imbarazzo l’amministrazione di Galliera, incapace di prendere una posizione, veniva stabilito che la centrale si sarebbe fatta a patto che venissero effettuati alcuni interventi (l’allargamento via Coronella,la costruzione della pista ciclabile a San Vincenzo dalla Chiesa sino all’incrocio con via Sant’Alberto principalmente).
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