Banning Poverty 2018

La legittimità persa delle classi dirigenti europee

di Banning Poverty 2018

L’Italia si conferma tra le società europee più ingiuste. Tra il 2008 ed il 2014 le scelte dei dirigenti hanno creato sempre di più ingiustizia sociale in tutti i paesi dell’UE. Secondo uno studio della Fondazione tedesca privata Bertelsman, pubblicato alla fine di settembre sullo stato della giustizia sociale nell’Unione europea, solo i paesi scandinavi/nordici (Svezia, Finlandia, Danimarca, Olanda; la Norvegia non é stata presa in conto perché non fa parte dell’UE) hanno attenuato la grande avanzata delle ineguaglianze sociali nei nostri paesi.

Lo studio ha misurato l’indice della giustizia sociale calcolato in base a sei gruppi di criteri: la prevenzione della povertà, l’educazione, l’accesso al lavoro, la coesione sociale, la salute, la giustizia intergenerazionale. Anche la Germania e la Francia sono scesi verso l’ingiustizia sociale stabilendosi su livelli di poco superiori al 6, la media europea essendo 5.60. L’Italia si piazza oramai al 24° posto sui 28 stati dell’UE con un indice caduto al 4.70. confermandosi uno dei paesi detti “sviluppati” con livelli di ineguaglianza sociale più elevati al mondo (insieme agli Stati Uniti e Regno Unito).

La permanenza delle società scandinave nel gruppo dei paesi con minore ingiustizia sociale non è un caso: l’accesso al lavoro in condizioni di dignità e di sicurezza umana, sociale e finanziaria resta un diritto, non è denunciato come un abuso; la prevenzione dell’impoverimento e non la carità assistenziale continua a far parte di una scelta politica coerente; la lotta contro l’evasione fiscale non penalizza i redditi più deboli favorendo i redditi più alti (come in Italia), la corruzione delle classi dirigenti è incomparabilmente meno diffusa, la protezione del territorio e il rispetto dell’ambiente in una visione complessiva della sicurezza alimentare e della qualità dell’abitato urbano rimangono una priorità anche se sempre di più subordinata agli imperativi della competitività mondiale.
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L’impostura mondiale: a proposito di impoverimento e ineguaglianza degli ultimi 40 anni

Banning Poverty 2018Pubblichiamo la prima parte del testo di Dichiariamo Illegale la Povertà sull’impostura mondiale veicolata da rapporti e documenti di organi pubblici mondiali (ONU, Banca Mondiale, Ocse, eccetera) e privati (World Economic Forum, banche, fondazioni e altri organismi). Questi infatti tentano di veicolare la tesi che il mondo starebbe andando sulla buona strada per giungere verso il 2030 all’eliminazione totale della povertà “estrema”. Non è vero. Per leggere l’intero testo, si può scaricare il pdf.

di Riccardo Petrella, professore emerito dell’università Cattolica di Lovanio, gruppo promotore dell’iniziativa internazionale Dichiariamo Illegale la Povertà

Il contesto: dopo lo smantellamento dello Stato del welfare, il salvataggio del capitalismo allo sbando. Il grande cambio in quaranta anni

Nel secolo scorso, la lotta contro la povertà e lo sfruttamento dei lavoratori e dei contadini trovò in Occidente uno sbocco piuttosto positivo nel Welfare, il sistema di ricchezza/sicurezza sociale generalizzata fondato sulla piena occupazione ed il ruolo motore dell’investimento pubblico per la produzione e l’accesso ai beni e servizi comuni essenziali per la vita ed il vivere insieme (acqua, scuole, ospedali, trasporti pubblici, case popolari, polizia, magistratura, sicurezza energetica…).

La variante scandinava del Welfare si dimostrò la più avanzata, seguita a distanza dalle varianti olandese, tedesca, inglese, belga e francese. Nei paesi dell’Europa del Sud, il Welfare è rimasto su posizioni meno progressiste anche se ben superiori alla variante nordamericana statunitense, caratterizzata da un welfare individualista basato sull’assistenza (e non la sicurezza sociale) ed un mutualismo capitalista.
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Banning Poverty 2018

Bologna, 4 dicembre 2012: la doppia iniziativa “Banning poverty 2018” e referendum articolo 18

Il Gruppo promotore dell’iniziativa internazionale Dichiariamo Illegale la Povertà – Banning Poverty 2018 unitamente a FIOM Emilia Romagna e Bologna, rivista “Inchiesta” e quotidiano “Il Manifesto” – Circolo di Bologna, invitano martedì 4 dicembre 2012 – nella Sala Di Vittorio – Camera del Lavoro, Via Marconi 67 Bologna –
alla presentazione delle iniziative:

  • DICHIARIAMO ILLEGALE LA POVERTÀ – BANNING POVERTY 2018
  • REFERENDUM PER L’ABOLIZIONE DELL’ART 8 E RIPRISTINO ART 18

Programma della giornata

Ore 10.30 Presentazione delle due Iniziative

Intervengono Maurizio Landini, segretario nazionale Fiom e Riccardo Petrella, gruppo promotore dell’iniziativa Dichiariamo Illegale la Povertà – Banning Poverty 2018. Hanno altresì confermato un loro intervento: Achille Rossi di L’Altrapagina, Vincenzo Comito di Sbilanciamoci, Mario Ruzzenenti di Missione Oggi, Mariateresa Ruggiero di Valori, Pietro Reitano di Altreconomia, Efrem Tresoldi di Nigrizia.
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