Futuro: lavoro e/o ambiente?

di Silvia R. Lolli

Con il libro di Marina Forti, Malaterra come hanno avvelenato l’Italia, Editori Laterza, il circolo che dà vita a questo blog conclude le presentazioni per il 2018. Ne discuteranno alla libreria Ubik di Bologna (via Irnerio) dalle 18,00 di mercoledì 5 dicembre 2018 la stessa autrice già giornalista del Manifesto, oggi autrice per varie testate come Internazionale, Silvia Zamboni, giornalista esperta di ambiente, ex assessore comunale e presidente del quartiere Reno, e Vittorio Bardi, presidente dell’associazione faentina “Sì alle Energie Rinnovabili, NO al Nucleare”.

Avremo l’onore di coordinare la presentazione; è un libro che ci dà uno spaccato della realtà odierna del “bel paese”, quello ricordato ancora fino agli albori del Novecento per le sue bellezze naturali, storiche ed artistiche. Paese che trovò fin dagli anni Cinquanta nell’associazione Italia Nostra la prima voce critica allo sviluppo industriale spesso fuori controllo.

Il libro di Marina Forti è scritto con chiarezza e con una capacità d’inchiesta storica notevole: ci ricorda quanto l’Italia del dopo guerra abbia acconsentito al rapido sviluppo produttivo ma mettendosi pronamente al servizio di un’industria spesso predatoria delle risorse umane ed ambientali.
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Ilva, il dramma (annunciato) di Taranto

di Antonia Battaglia

Si svolge a Taranto in queste ore quello che sembra essere il più grande dramma occupazionale che abbia mai investito la città. E che riguarda non solo Taranto ma anche gli stabilimenti Ilva di Genova Cornigliano e di Novi Ligure. La nuova proprietà dell’Ilva, la cordata Am Investco, formata dal leader mondiale della siderurgia Arcelor Mittal e dal gruppo Marcegaglia, ha infatti annunciato un piano di ristrutturazione aziendale che prevede 4mila esuberi sui 14.200 lavoratori totali del Gruppo, di cui 3.330 a Taranto.

L’adesione allo sciopero indetto da Fim, Fiom, Uilm e Usb contro i tagli annunciati e contro le nuove condizioni di inquadramento contrattuale dei lavoratori, è stata quasi totale ed ha coinvolto anche le aziende dell’indotto.

Il Gruppo Ilva era stato ceduto alla cordata Arcelor Mittal-Marcegaglia, divenuto appunto Am Investco, pochi mesi fa. Arcelor Mittal, il gruppo mondiale leader nell’approccio combinato tra estrazione di minerali e produzione siderurgica, è al momento il più grande produttore nelle Americhe, in Africa ed in Europa, dove vanta una presenza molto importante in diverse aree (ricordiamo il reportage realizzato per MicroMega sulla riconversione delle acciaierie di Belval in Lussemburgo, dove Arcelor Mittal ha avuto un ruolo centrale).
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