Dopo il voto, le opportunità per i movimenti e l’associazionismo

di Sergio Sinigaglia

A 72 ore dall’esito elettorale non è ancora possibile un’analisi del voto esauriente, ma sicuramente il quadro che ne emerge è piuttosto chiaro. E quindi alcune considerazioni vanno fatte. Il voto del 4 marzo fotografa in modo piuttosto chiaro l’immagine del Paese in cui viviamo. Un’Italia, come già in precedenza sottolineato, che in questi anni recenti, e più lontani, ha subito una trasformazione profonda dal punto di vista sociale ed economico, ancora prima che sul versante politico. Un mutamento antropologico.

Sicuramente la cosiddetta crisi del 2008, in realtà tappa fondamentale di quella “shock economy” efficacemente analizzata più di dieci anni fa da Naomi Klein, ha determinato un salto di qualità delle politiche in atto da tempo qui come in tutto l’Occidente. Ma è indubitabile che in Italia abbiamo assistito a dinamiche ancora più laceranti che altrove.

Dalla reazione xenofoba e razzista di buona parte della popolazione di fronte all’aumento dei flussi migratori, alle conseguenze che la recessione economica ha avuto sul tessuto sociale, fino, sul piano squisitamente politico, alla graduale e sempre più travolgente crescita del Movimento 5 Stelle, soggetto che non ha eguali nel panorama europeo e probabilmente mondiale.
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Ma a Bologna la social street si mangia?

Bologna, la social street di via Fondazza - Foto Inchiesta online
Bologna, la social street di via Fondazza - Foto Inchiesta online
di Bruno Giorgini

Ma la gente viene solo per bere e per mangiare? Comincia così la conversazione sulla social street di via Fondazza fra tre fondazziane doc, Silvia, Monica e Ellis, che proviamo a raccontare. I discorsi hanno un andamento circolare, piuttosto in tre dimensioni un elicoide che ricorda la geometria del DNA, o se volete assomiglia a una scala a chiocciola che sarà difficile rendere nella sua complessità, vivacità e polifonia. Proviamoci. Esse si definiscono aderenti alla social; “aderenti” parola molto femminile, l’adesione tenendo insieme la materia e i corpi. Parola molto diversa da attivista, azione rivolta all’esterno oppure, ancor peggio, militante che risuona troppo di tacchi sbattuti mettendosi sull’attenti.

Aderenti ma non appiccicose, va da sé. Non siamo un’associazione, né una cosa aderente (ancora l’aderenza) alla politica, non si può proprio aderire alla politica italiana… ma allora cosa siete… un trovarsi con le persone e parlare, che pare un po’ poco. O no? Adesso sulla nostra pagina Facebook “residenti in via Fondazza” dominano tre problemi: la raccolta differenziata del rusco, il rumore di strada specie notturno, e i parcheggi per i residenti. Sì perché ci s’iscrive al gruppo di Facebook, siamo oltre 1000 (mille), mica tutti residenti, che sono circa 600.

Però non è possibile vedersi e dialogare solo attraverso Facebook, oppure quando c’è un evento, una festa, una conferenza ecc..io non vivo su Facebook, per me è solo un modo di scambiare notizie e appuntamenti, la cosa più importante è la vivibilità di strada, e tornano su rumore, rusco, parcheggi nonché ottusità burocratiche.
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Vittime - Foto di Federica Pezzoli

Le associazioni vittime al futuro parlamento: “Siamo motore democratico, ascoltateci”

di Giaime Garzia

Hanno il loro candidato al parlamento, Paolo Bolognesi, come già in passato ebbero Daria Bonfietti, la presidente dell’associazione dei familiari delle vittime di Ustica che dal 1994 al 2006 fu prima alla Camera e poi 2 volte al Senato. Ma se anche il presidente dei familiari del 2 agosto 1980, in corsa da indipendente nelle liste del Pd, non ce la facesse nella competizione elettorale per le politiche, “noi perseguiremo comunque i nostri scopi rivolgendoci sempre alle istituzioni”.

Ad affermarlo è Manlio Milani della Casa della Memoria di Brescia che riunisce le vittime della strage di piazza di Loggia del 28 maggio 1974. E mentre parla, fa segno di assenso Roberto Della Rocca, vicepresidente dell’Aiviter (l’Associazione italiana vittime del terrorismo), e tutti i loro colleghi, quelli che rappresentano feriti e familiari di chi morì in altre stragi, dall’Italicus del 1974 al Rapido 904 del 1984 passando per piazza Fontana del 1969 e per l’attentato di via dei Georgofili del 27 maggio 1993.

Si sono riuniti a Bologna presso la sede dell’Unione vittime per stragi per presentare alla stampa il loro programma per il 2013. Un programma che va dalla piena attuazione della legge 206 del 2004 su risarcimenti, sanità, previdenza e gratuito patrocinio all’abolizione del segreto di Stato nei delitti di strage e terrorismo. E poi ecco che compare una lista di punti da portare avanti come l’informatizzazione degli atti giudiziari e la messa a disposizione di quelli della commissione stragi, contributi pubblici alle associazioni vittime per le loro attività statutarie (come andare nelle scuole a parlare ai ragazzi) o la reintroduzione dell’osservatorio sulle vittime di reato.
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Bologna, Atlantide non si arrende: “I bandi? Guerra tra poveri. Da tutelare le associazioni esistenti”

Foto di di Francesca Mezzadridi Francesca Mezzadri

Erano numerosi ieri sera all’assemblea bolognese organizzata al Barracan, i sostenitori di Atlantide, lo spazio del cassero di Porta Santo Stefano gestito ormai da 14 anni dai collettivi di auto-organizzazione femminista, lgbtiq e auto-produzione musicale, attualmente dal futuro incerto. Un bando, al quale gli stessi collettivi hanno partecipato ma senza successo, sembra aver assegnato la vittoria ad altre associazioni Xenia, Evoè e Mondodonna ma la mobilitazione è forte e quelli-di-Atlantide non sembrano arrendersi facilmente.

Tutti i gruppi erano compatti: il laboratorio Smaschieramenti di Clitoristrix che durante l’assemblea ha ricordato la storia e i personaggi di Atlantide che da sempre hanno lottato per la sua autonomia, ricevendo calorosi applausi, Quelle che non ci stanno, Antagonismogay, NullaOsta, gruppo di autoproduzione musicale che ha rivendicato la libertà della musica senza copyright, i gruppi separatisti; collettivi che difendono la loro identità e che hanno trovato la loro unità proprio in Atlantide. “Atlantide si riproduce grazie alle relazioni e ai rapporti umani che hanno fatto di questo spazio un luogo. Siamo contro questa logica dello sportellismo che vuole contabilizzare ogni cosa”.

“La logica dei bandi è una guerra tra poveri. Il Comune dovrebbe assegnare alle nuove associazioni i numerosi spazi vuoti che già ci sono”. propongono all’interno dell’assemblea. Secondo le ultime novità, Mondodonna, una delle 3 associazioni vincitrici, sembra essersi schierata dalla parte di Atlantide e aver rinunciato allo spazio. “Noi ci auguriamo che anche le altre associazioni si tirino indietro perché Atlantide è la storia di quel luogo e deve rimanere lì. Noi non abbiamo convenzioni, ma abbiamo le nostre convinzioni da sempre”.
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