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La Costituzione, cioè lo Stato antifascista

di Carlo Smuraglia, presidente nazionale dell’Anpi

Abbiamo assunto l’impegno di dedicare il 2017 alla Costituzione, perché è l’anno della Costituente, l’anno delle grandi discussioni e infine dell’approvazione con un voto significativo (85%), su cui, in partenza, nessuno avrebbe potuto scommettere.

La nostra Costituzione ha sicuramente bisogno di essere attuata, in tante parti ancora carenti, ma forse, prima ancora, ha bisogno di essere pienamente conosciuta. Un illustre politologo ci disse, in un incontro all’Istituto Cervi, che c’era bisogno di un maggior “patriottismo costituzionale”. E dunque più conoscenza, più amore, non solo per i singoli articoli, spesso richiamati, ma soprattutto per i princìpi di fondo ed i valori che hanno bisogno di essere rivalutati, in un Paese troppo spesso smarrito.

Ma il primo valore che dovrebbe essere posto in luce e rilanciato è quello dell’antifascismo. L’art. 1 della Costituzione dice che la nostra è una Repubblica democratica; dunque democratica vuol dire – come affermavano gli ateniesi 430 anni prima di Cristo – il governo di molti e non di pochi e partecipazione dei cittadini alla gestione della cosa pubblica. E già questo basterebbe per dire che la Costituzione è il netto contrario di ogni forma di autoritarismo. Ma poi non c’è, in tutta la Carta, la parola “fascismo”, salvo nella XII disposizione finale, che vieta la ricostituzione del partito fascista.

L’Anpi sul dopo referendum: “Priorità la piena attuazione della Costituzione”

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del comitato nazionale dell’Anpi

II Comitato nazionale dell’Anpi prende atto con soddisfazione dell’esito del voto del 4 dicembre e ritiene che lo stesso abbia espresso con chiarezza la volontà di gran parte dei cittadini e delle cittadine di rispettare la Carta costituzionale, consentendo solo a revisioni puntuali, circoscritte e condivise, che ne osservino lo spirito. Da quel voto, peraltro, si ricava anche una importante volontà di partecipazione, nonché – implicitamente – una richiesta di rispetto, ma anche di piena attuazione della Costituzione.

L’Anpi ringrazia tutti coloro che, membri di associazioni, di organismi amici e semplici volontari, hanno lavorato con intensità, continuità ed intelligenza; rimarca in particolare l’impegno davvero straordinario di migliaia di attivisti e dirigenti locali della nostra Associazione grazie a cui è stato possibile svolgere una campagna referendaria in modo capillare su scala nazionale con spirito critico, passione, entusiasmo, abnegazione.

L’Anpi sottolinea la necessità e l’urgenza di una risposta alle più profonde attese del popolo italiano, ispirandosi ai contenuti, ai principi, ai valori della Carta Costituzionale, soprattutto là dove si esalta il valore del lavoro, la dignità della persona, la tutela della salute, dell’ambiente, dei beni culturali, in una prospettiva di sviluppo del Paese, in un contesto di libertà e di uguaglianza, di migliori condizioni di vita per la collettività e di migliori opportunità per i giovani.

Smuraglia (Anpi) sul trionfo del no: “Vittoria contro l’arroganza e la prepotenza”

Carlo Smuraglia

Carlo Smuraglia

di Carlo Smuraglia

Ancora una volta ha vinto la Costituzione, contro l’arroganza, la prepotenza, la mancanza di rispetto per la sovranità popolare e i diritti dei cittadini. Hanno usato tutti gli strumenti possibili, il denaro, la stampa, i poteri forti, gli stranieri; sono ricorsi al dileggio e alla diffamazione degli avversari, ma il popolo italiano non si è lasciato convincere e ha dato una dimostrazione grandiosa di maturità.

Noi che abbiamo fatto una campagna referendaria rigorosa, sul merito, con l’informazione e il ragionamento, siamo felici e orgogliosi di questo successo. Ora finalmente si potrà pensare di attuare la Costituzione nei suoi principi e nei suoi valori fondamentali, per eliminare le disuguaglianze sociali, privilegiare lavoro e dignità della persona, per riportare la serietà, l’onestà e la correttezza nella politica e nel privato.

Alle sorti del Governo provvederà il Presidente della Repubblica e noi ci rimettiamo alla sua saggezza. La cosa importante è che riprenda il confronto politico e democratico e che prevalga su ogni altra cosa la partecipazione dei cittadini. Questa è una vittoria anche dell’ANPI, ma soprattutto della democrazia e ripeto, con forza, della Costituzione.

Dall’antifascismo alla confusione sovrana: le ragioni del no

Rispettate la Costituzione

Rispettate la Costituzione

di Silvia R. Lolli

8 ottobre 2016. C’è l’assemblea del comitato del no provinciale di Bologna Alessandro Baldini, per eleggere il neo presidente del Comitato a seguito delle dimissioni dell’avvocato Francesco Di Matteo. Ci sono anche altre questioni da affrontare fra le quali discutere di come risolvere le difficoltà dell’ultimo mese di propaganda.

Si porrà il problema, del resto conosciuto da tempo; ma ora è uscita anche una nuova circolare del Ministero dell’Interno che sottolinea l’obbligo di non usare il logo del Comitato per il no per i banchetti ed altri incontri pubblici; insomma non si può far campagna elettorale con il solo logo del no nell’ultimo mese per le iniziative pubbliche. Sarebbe da conoscere se Facebook e internet potranno essere considerate iniziative pubbliche! In questo clima di arroccamento del potere oggi nominato in Italia ne sentiremo e vedremo ancora delle belle.

Dal 4 novembre si può continuare a distribuire materiale, ma solo vis à vis, cioè “brevi manu”. Ma c’era veramente bisogno di far uscire una circolare per sottolineare il divieto? Rafforzamento del potere costituito o credono di avere di fronte ignoranti?

In questi giorni bui mi sono chiesta: che cosa è per me il Comitato per il no? Lo sento come il Cln (Comitato di liberazione nazionale). Il problema: riscrivere (poi anche male!) 47 articoli della Costituzione mina i principi democratici di questa giovanissima Costituzione; devo resistere e difenderla strenuamente, proprio con la memoria di coloro che l’avevano scritta tra il 1946 e il 1947 e di tutti gli altri che non l’hanno vista votata.

Costituzione: è questa realtà sbagliata che deve adattarsi alla Carta, non il contrario

Referendum - Comitato per il no

Referendum – Comitato per il no

di Ermenegildo Bugni, Partigiano “Arno”, segretario politico Anpi provinciale Bologna

Per un partigiano è fastidioso sentire dire da “illustri” ministri che al prossimo referendum per la riforma della Costituzione chi voterà sì è un progressista e chi voterà no è un conservatore. È fastidioso sentire accomunare in un fronte indistinto chi è per il no. Ed è fastidioso assistere ai continui attacchi all’Anpi che raccoglie i partigiani, che con la Resistenza hanno dato un contributo fondamentale alla scrittura della Costituzione vigente, e gli antifascisti che nei valori della Resistenza e della Costituzione si riconoscono.

Sarebbe onesto dire che fra i no vi sono diverse facce: quelli che, come me e i miei compagni di lotta, sacrificarono anche se stessi per riuscire a far rinascere e portare nella Carta Costituzionale i grandi valori della vita, e che avrebbero voluto e vorrebbero che questi interamente entrassero nelle leggi emanate dal Parlamento. Vi sono gli altri, che esprimono compiacenza al no per opportunità e personale gioco politico, oppure perché dopo essere stati “scopiazzati” nelle loro idee sono stati accantonati.

“La stampa voleva dividere l’Anpi: ma siamo uniti sul No”

Carlo Smuraglia

Carlo Smuraglia

di Silvia Truzzi

Professor Smuraglia, proviamo a chiarire un dettaglio a proposito della presunta spaccatura all’interno dell’Anpi, l’Associazione nazionale partigiani. La votazione al congresso nazionale sul documento per il No si è così conclusa: 347 voti a favore del documento, 3 astenuti, nessun contrario. Dov’è la spaccatura?

Tutto è nato da un colonnino sul Corriere della Sera in cui si dava voce ad alcuni che non erano d’accordo con la scelta della maggioranza. Da qui l’idea che ci fossero contrasti insanabili e una divisione molto accentuata. Certamente ci sono alcuni di noi che sono favorevoli alla riforma Boschi ma, come ha ricordato, c’è stato un voto al congresso nazionale e c’erano stati tanti congressi provinciali, in cui la linea prevalente è stata nettamente per il No. Alla minoranza abbiamo garantito ovviamente la libertà di espressione del pensiero, chiedendo solo di non fare atti apertamente contrastanti con la linea prevalente, come affiancare ai banchetti per il No altri per il Sì. Mi permetto di aggiungere che il voto sul documento è stato anche confermato dal fatto che sono stato rieletto all’unanimità, alla fine del congresso nel maggio scorso, dopo aver sostenuto con forza le ragioni del No al referendum e nonostante avessi proposto io stesso di cedere il posto a qualcuno più giovane.

E come è stato possibile che passasse l’idea di una larga spaccatura?

Un po’ ci si è messa una parte della stampa. Ricordo in agosto un titolo su un quotidiano in cui si parlava di epurazione di un coordinatore regionale, che invece era semplicemente decaduto dall’incarico dopo il congresso. Avremo un comitato nazionale tra pochi giorni in cui prevedo si discuta di come organizzare al meglio la campagna per il No al referendum costituzionale.

Anpi, Smuraglia: “Il riforma costituzionale toglie voce ai cittadini”

Carlo Smuraglia, presidente dell’Anpi, è intervenuto a un incontro del Comitato del No sul referendum costituzionale: “Non possiamo non essere in piazza. La riforma costituzionale è un obbrobrio, è scritta male e toglie voce ai cittadini e spazio alla democrazia. Noi siamo obbligati ad impedire questo”.

Smuraglia: “Non scoraggiamoci, prepariamo la più grande campagna referendaria mai stata realizzata”

Costituzione della Repubblica italiana

di Carlo Smuraglia

Si è concluso il deposito delle firme in Cassazione. I nostri Comitati non hanno raggiunto il numero sufficiente, pur avendo compiuto uno sforzo notevole, contro tutto e tutti. Non ci scoraggiamo, siamo orgogliosi e riconoscenti del lavoro che molti e molte hanno compiuto e ci prepariamo, come ho già accennato altre volte, alla più grande campagna referendaria “dal basso” che sia stata realizzata.

Dico dal basso, perché non potendo contare sui grandi organi di comunicazione e di “informazione” (!) dobbiamo usare l’antico sistema del “porta a porta”, del colloquio diretto con cittadine e cittadini; e lo faremo con coscienza, impegno e serietà. I sostenitori del SI hanno depositato le firme sostenendo di avere superato il livello previsto dalla legge. I controlli della Corte di Cassazione sono previsti proprio per verificare la regolarità delle firme ed accade spesso che molte risultino inammissibili. Staremo a vedere.

In ogni caso, non cambierà nulla, perché ciò che conta sarà la campagna che andremo a fare nei prossimi mesi (non abbia paura il lettore, parlo di settembre e ottobre, non di agosto). In ogni caso, un’altra stranezza è questa incertezza sulla data del referendum. È evidente che si stanno facendo calcoli di pura convenienza; e già questo non è bello, perché la scadenza vera dovrebbe essere quella della data che consenta la maggior partecipazione.

Carlo Smuraglia: l’Anpi e le ragioni del no al referendum

Carlo Smuraglia

Carlo Smuraglia

di Michele Migone

“Se le persone vanno a votare per me è un bene”. Carlo Smuraglia, appena rieletto presidente dell’Anpi, commenta la possibilità che si voti in due giorni, domenica e lunedì, anche per il referendum istituzionale del prossimo ottobre.

“Dobbiamo riportare i cittadini alle urne. Bisogna porre termine alla disaffezione al voto. Certo, rispetto al passato questa sembra una scelta di convenienza da parte del governo. Però, alla fine, tutto ciò non mi interessa: l’importante è che i cittadini vadano a votare. Nel referendum sulle trivelle noi abbiamo abbiamo invitato le persone a recarsi alle urne, il governo invece ha fatto il contrario. Ora l’esecutivo ha cambiato idea? Bene, meglio così.” Forse perché i sondaggi danno vincente il no? “Forse…”

Carlo Smuraglia torna anche sulle parole della ministra Maria Elena Boschi, che aveva detto: “Chi vota No al referendum di ottobre vota come Casa Pound”. Partigiano, antifascista da sempre, Smuraglia afferma: “Il paragone era così assurdo. Io a vent’anni ho fatto una scelta di campo che poi ho mantenuto per tutta la vita. Le parole della Boschi non mi hanno indignato o depresso. Semplicemente, se non fossi stato un poco scandalizzato, avrei riso. E’ solo il tentativo di alzare il livello della polemica. Ma non mi interessa farlo. A me interessa solo informare i cittadini sul contenuto della riforma. Perché se questo avverrà, la riforma verrà bocciata. Penso che sia stato un segno di debolezza da parte della Boschi. Forse hanno visto i sondaggi e allora si sentono in difficoltà”.

Anpi, il presidente Carlo Smuraglia: “Casapound? Le parole della Boschi fuori dal mondo”

Carlo Smuraglia

Carlo Smuraglia

di Alessandro De Angelis

Carlo Smuraglia è il presidente dell’Anpi, l’associazione nazionale dei partigiani italiani, schierata per il no al referendum costituzionale: “Lei mi chiede di commentare le dichiarazioni della Boschi sul fatto che chi vota no sta con Casa Pound. Le dico la verità: mi sembrano affermazioni così incredibili, così fuori dal mondo, che avevo evitato anche di rispondere. Diciamo che mi rifiuto di accettare una impostazione, ripeto, di questo tipo: fuori dal mondo”.

Classe 1923, partigiano, poi più legislature nel Pci, membro del Csm tra l’86 e il ’90, Smuraglia ha il tono dei comunisti di una volta, forgiati in tante battaglie di difesa della democrazia, moderato nella forma ma tosto nella sostanza, abituato, come si diceva nei tempi in cui non era facile essere comunisti in Italia, a non cedere alle provocazioni. Usa proprio questo termine “provocazioni”, per qualificare le affermazioni della Boschi sulla sinistra che ha le posizioni Casa Pound.

Provocazioni?

Fuori dal mondo. Ma proprio perché sento la delicatezza del momento e di questo voto sulla Costituzione, io non voglio la polemica. Vorrei una campagna tranquilla, serena, sul merito. I cittadini ancora non conoscono la legge e sarebbe necessario un confronto sul merito dei vari punti di vista. Poi il referendum avrà l’esito che avrà. E il nostro auspicio è che la riforma venga bocciata perché non è una buona riforma.