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Destinazione Costituzione: i 5 punti salienti del patto su cui si è costruita l’Italia

di Carla Nespolo

Il 25 aprile è un simbolo. Simbolo di un patto che portò nel luogo dove questo patto si è manifestato e rivelato: la Costituzione della Repubblica; è la casa in cui ci ritroviamo uniti, cittadini liberi ed uguali, chiamati agli stessi diritti ed agli stessi doveri, a cominciare dalla solidarietà.

Perciò è particolarmente felice lo slogan che quest’anno campeggia sui manifesti dell’Anpi: “Destinazione Costituzione”. Infatti è proprio questo il luogo dove il patto si invera; e si aggiunge: “Antifascismo, pace, eguaglianza”, come tre contenuti essenziali del patto. L’antifascismo, e cioè il sentimento collettivo che dovrebbe unire un intero popolo che ha avuto la sventura di subire vent’anni di regime e le catastrofi da questo determinate, in primo luogo la guerra.

Ed ecco il secondo contenuto: la pace, che oggi come non mai dev’essere perseguita da tutti, davanti ai rischi che derivano dalla possibile esplosione della polveriera del Medio Oriente ed alle tante torce in fiamme che su questa polveriera hanno gettato, gettano e forse getteranno le grandi potenze, come insegna il recente bombardamento in Siria.

Sabato tutti a Macerata: contro il razzismo, contro i divieti del ministero dell’Interno

delle realtà di movimento delle Marche

«Ringrazio Anpi, Cgil, Libera, Arci e le altre associazioni per avere rinviato la manifestazione del 10 febbraio raccogliendo l’appello del sindaco di Macerata. Hanno fatto un atto di amore verso la comunità. Mi auguro che anche le altre organizzazioni che hanno fatto richiesta di svolgimento manifestazioni accolgano la richiesta del sindaco. Se risponderanno positivamente sarà dimostrazione di responsabilità da parte loro, se così non fosse ci penserà il ministero dell’Interno a impedire che si faccia la manifestazione». (Marco Minniti).

Queste sono le incredibili e gravissime parole del Ministro dell’Interno. È opportuno brevemente riepilogare gli accadimenti delle ultimi folli ore. Le realtà di movimento delle Marche nel volgere di poche ore, dopo il gravissimo attentato di sabato hanno indetto la manifestazione nazionale che si terrà a Macerata sabato 10 febbraio. Già nel presidio spontaneo tenutosi nel pomeriggio del 4 febbraio la manifestazione è stata annunciata e messa a disposizione di chiunque condividesse la necessità urgente di scendere in piazza dietro lo slogan semplice e chiaro “contro ogni fascismo contro ogni razzismo”.

La Costituzione, cioè lo Stato antifascista

di Carlo Smuraglia, presidente nazionale dell’Anpi

Abbiamo assunto l’impegno di dedicare il 2017 alla Costituzione, perché è l’anno della Costituente, l’anno delle grandi discussioni e infine dell’approvazione con un voto significativo (85%), su cui, in partenza, nessuno avrebbe potuto scommettere.

La nostra Costituzione ha sicuramente bisogno di essere attuata, in tante parti ancora carenti, ma forse, prima ancora, ha bisogno di essere pienamente conosciuta. Un illustre politologo ci disse, in un incontro all’Istituto Cervi, che c’era bisogno di un maggior “patriottismo costituzionale”. E dunque più conoscenza, più amore, non solo per i singoli articoli, spesso richiamati, ma soprattutto per i princìpi di fondo ed i valori che hanno bisogno di essere rivalutati, in un Paese troppo spesso smarrito.

Ma il primo valore che dovrebbe essere posto in luce e rilanciato è quello dell’antifascismo. L’art. 1 della Costituzione dice che la nostra è una Repubblica democratica; dunque democratica vuol dire – come affermavano gli ateniesi 430 anni prima di Cristo – il governo di molti e non di pochi e partecipazione dei cittadini alla gestione della cosa pubblica. E già questo basterebbe per dire che la Costituzione è il netto contrario di ogni forma di autoritarismo. Ma poi non c’è, in tutta la Carta, la parola “fascismo”, salvo nella XII disposizione finale, che vieta la ricostituzione del partito fascista.

L’Anpi sul dopo referendum: “Priorità la piena attuazione della Costituzione”

a-anpi

del comitato nazionale dell’Anpi

II Comitato nazionale dell’Anpi prende atto con soddisfazione dell’esito del voto del 4 dicembre e ritiene che lo stesso abbia espresso con chiarezza la volontà di gran parte dei cittadini e delle cittadine di rispettare la Carta costituzionale, consentendo solo a revisioni puntuali, circoscritte e condivise, che ne osservino lo spirito. Da quel voto, peraltro, si ricava anche una importante volontà di partecipazione, nonché – implicitamente – una richiesta di rispetto, ma anche di piena attuazione della Costituzione.

L’Anpi ringrazia tutti coloro che, membri di associazioni, di organismi amici e semplici volontari, hanno lavorato con intensità, continuità ed intelligenza; rimarca in particolare l’impegno davvero straordinario di migliaia di attivisti e dirigenti locali della nostra Associazione grazie a cui è stato possibile svolgere una campagna referendaria in modo capillare su scala nazionale con spirito critico, passione, entusiasmo, abnegazione.

L’Anpi sottolinea la necessità e l’urgenza di una risposta alle più profonde attese del popolo italiano, ispirandosi ai contenuti, ai principi, ai valori della Carta Costituzionale, soprattutto là dove si esalta il valore del lavoro, la dignità della persona, la tutela della salute, dell’ambiente, dei beni culturali, in una prospettiva di sviluppo del Paese, in un contesto di libertà e di uguaglianza, di migliori condizioni di vita per la collettività e di migliori opportunità per i giovani.

Smuraglia (Anpi) sul trionfo del no: “Vittoria contro l’arroganza e la prepotenza”

Carlo Smuraglia

Carlo Smuraglia

di Carlo Smuraglia

Ancora una volta ha vinto la Costituzione, contro l’arroganza, la prepotenza, la mancanza di rispetto per la sovranità popolare e i diritti dei cittadini. Hanno usato tutti gli strumenti possibili, il denaro, la stampa, i poteri forti, gli stranieri; sono ricorsi al dileggio e alla diffamazione degli avversari, ma il popolo italiano non si è lasciato convincere e ha dato una dimostrazione grandiosa di maturità.

Noi che abbiamo fatto una campagna referendaria rigorosa, sul merito, con l’informazione e il ragionamento, siamo felici e orgogliosi di questo successo. Ora finalmente si potrà pensare di attuare la Costituzione nei suoi principi e nei suoi valori fondamentali, per eliminare le disuguaglianze sociali, privilegiare lavoro e dignità della persona, per riportare la serietà, l’onestà e la correttezza nella politica e nel privato.

Alle sorti del Governo provvederà il Presidente della Repubblica e noi ci rimettiamo alla sua saggezza. La cosa importante è che riprenda il confronto politico e democratico e che prevalga su ogni altra cosa la partecipazione dei cittadini. Questa è una vittoria anche dell’ANPI, ma soprattutto della democrazia e ripeto, con forza, della Costituzione.

Dall’antifascismo alla confusione sovrana: le ragioni del no

Rispettate la Costituzione

Rispettate la Costituzione

di Silvia R. Lolli

8 ottobre 2016. C’è l’assemblea del comitato del no provinciale di Bologna Alessandro Baldini, per eleggere il neo presidente del Comitato a seguito delle dimissioni dell’avvocato Francesco Di Matteo. Ci sono anche altre questioni da affrontare fra le quali discutere di come risolvere le difficoltà dell’ultimo mese di propaganda.

Si porrà il problema, del resto conosciuto da tempo; ma ora è uscita anche una nuova circolare del Ministero dell’Interno che sottolinea l’obbligo di non usare il logo del Comitato per il no per i banchetti ed altri incontri pubblici; insomma non si può far campagna elettorale con il solo logo del no nell’ultimo mese per le iniziative pubbliche. Sarebbe da conoscere se Facebook e internet potranno essere considerate iniziative pubbliche! In questo clima di arroccamento del potere oggi nominato in Italia ne sentiremo e vedremo ancora delle belle.

Dal 4 novembre si può continuare a distribuire materiale, ma solo vis à vis, cioè “brevi manu”. Ma c’era veramente bisogno di far uscire una circolare per sottolineare il divieto? Rafforzamento del potere costituito o credono di avere di fronte ignoranti?

In questi giorni bui mi sono chiesta: che cosa è per me il Comitato per il no? Lo sento come il Cln (Comitato di liberazione nazionale). Il problema: riscrivere (poi anche male!) 47 articoli della Costituzione mina i principi democratici di questa giovanissima Costituzione; devo resistere e difenderla strenuamente, proprio con la memoria di coloro che l’avevano scritta tra il 1946 e il 1947 e di tutti gli altri che non l’hanno vista votata.

Costituzione: è questa realtà sbagliata che deve adattarsi alla Carta, non il contrario

Referendum - Comitato per il no

Referendum – Comitato per il no

di Ermenegildo Bugni, Partigiano “Arno”, segretario politico Anpi provinciale Bologna

Per un partigiano è fastidioso sentire dire da “illustri” ministri che al prossimo referendum per la riforma della Costituzione chi voterà sì è un progressista e chi voterà no è un conservatore. È fastidioso sentire accomunare in un fronte indistinto chi è per il no. Ed è fastidioso assistere ai continui attacchi all’Anpi che raccoglie i partigiani, che con la Resistenza hanno dato un contributo fondamentale alla scrittura della Costituzione vigente, e gli antifascisti che nei valori della Resistenza e della Costituzione si riconoscono.

Sarebbe onesto dire che fra i no vi sono diverse facce: quelli che, come me e i miei compagni di lotta, sacrificarono anche se stessi per riuscire a far rinascere e portare nella Carta Costituzionale i grandi valori della vita, e che avrebbero voluto e vorrebbero che questi interamente entrassero nelle leggi emanate dal Parlamento. Vi sono gli altri, che esprimono compiacenza al no per opportunità e personale gioco politico, oppure perché dopo essere stati “scopiazzati” nelle loro idee sono stati accantonati.

“La stampa voleva dividere l’Anpi: ma siamo uniti sul No”

Carlo Smuraglia

Carlo Smuraglia

di Silvia Truzzi

Professor Smuraglia, proviamo a chiarire un dettaglio a proposito della presunta spaccatura all’interno dell’Anpi, l’Associazione nazionale partigiani. La votazione al congresso nazionale sul documento per il No si è così conclusa: 347 voti a favore del documento, 3 astenuti, nessun contrario. Dov’è la spaccatura?

Tutto è nato da un colonnino sul Corriere della Sera in cui si dava voce ad alcuni che non erano d’accordo con la scelta della maggioranza. Da qui l’idea che ci fossero contrasti insanabili e una divisione molto accentuata. Certamente ci sono alcuni di noi che sono favorevoli alla riforma Boschi ma, come ha ricordato, c’è stato un voto al congresso nazionale e c’erano stati tanti congressi provinciali, in cui la linea prevalente è stata nettamente per il No. Alla minoranza abbiamo garantito ovviamente la libertà di espressione del pensiero, chiedendo solo di non fare atti apertamente contrastanti con la linea prevalente, come affiancare ai banchetti per il No altri per il Sì. Mi permetto di aggiungere che il voto sul documento è stato anche confermato dal fatto che sono stato rieletto all’unanimità, alla fine del congresso nel maggio scorso, dopo aver sostenuto con forza le ragioni del No al referendum e nonostante avessi proposto io stesso di cedere il posto a qualcuno più giovane.

E come è stato possibile che passasse l’idea di una larga spaccatura?

Un po’ ci si è messa una parte della stampa. Ricordo in agosto un titolo su un quotidiano in cui si parlava di epurazione di un coordinatore regionale, che invece era semplicemente decaduto dall’incarico dopo il congresso. Avremo un comitato nazionale tra pochi giorni in cui prevedo si discuta di come organizzare al meglio la campagna per il No al referendum costituzionale.

Anpi, Smuraglia: “Il riforma costituzionale toglie voce ai cittadini”

Carlo Smuraglia, presidente dell’Anpi, è intervenuto a un incontro del Comitato del No sul referendum costituzionale: “Non possiamo non essere in piazza. La riforma costituzionale è un obbrobrio, è scritta male e toglie voce ai cittadini e spazio alla democrazia. Noi siamo obbligati ad impedire questo”.

Smuraglia: “Non scoraggiamoci, prepariamo la più grande campagna referendaria mai stata realizzata”

di Carlo Smuraglia

Si è concluso il deposito delle firme in Cassazione. I nostri Comitati non hanno raggiunto il numero sufficiente, pur avendo compiuto uno sforzo notevole, contro tutto e tutti. Non ci scoraggiamo, siamo orgogliosi e riconoscenti del lavoro che molti e molte hanno compiuto e ci prepariamo, come ho già accennato altre volte, alla più grande campagna referendaria “dal basso” che sia stata realizzata.

Dico dal basso, perché non potendo contare sui grandi organi di comunicazione e di “informazione” (!) dobbiamo usare l’antico sistema del “porta a porta”, del colloquio diretto con cittadine e cittadini; e lo faremo con coscienza, impegno e serietà. I sostenitori del SI hanno depositato le firme sostenendo di avere superato il livello previsto dalla legge. I controlli della Corte di Cassazione sono previsti proprio per verificare la regolarità delle firme ed accade spesso che molte risultino inammissibili. Staremo a vedere.

In ogni caso, non cambierà nulla, perché ciò che conta sarà la campagna che andremo a fare nei prossimi mesi (non abbia paura il lettore, parlo di settembre e ottobre, non di agosto). In ogni caso, un’altra stranezza è questa incertezza sulla data del referendum. È evidente che si stanno facendo calcoli di pura convenienza; e già questo non è bello, perché la scadenza vera dovrebbe essere quella della data che consenta la maggior partecipazione.