Ancona: una piccola storia ignobile

di Spazio Comune Heval, Ancona

“Ma che piccola storia ignobile mi viene a raccontare…”, così cantava un tempo il buon Francesco Guccini. E una piccola storia ignobile ci apprestiamo a raccontare. Questa storia ha inizio tre anni fa, quando alcuni esponenti locali del partito di Rifondazione Comunista chiesero al nostro collettivo se eravamo interessati ad utilizzare un loro locale situato in via Macerata 22. Accettammo subito e nel giro di poche settimane firmammo un contratto di comodato d’uso gratuito, impegnandoci a pagare le utenze, accordo sempre rispettato.

Nasce così lo Spazio Comune Heval, un luogo che diventa ben presto un punto di riferimento per gli abitanti del quartiere e di tutta la città di Ancona. Tante sono, infatti, le attività che prendono vita e si sviluppano al suo interno, come la raccolta di beni per le popolazioni colpite dal sisma del 2016, mercatini di produttori locali, eventi culturali, cene sociali, doposcuola, lo sportello di orientamento sanitario, corsi di musica, nonché la sede di diversi collettivi e della Polisportiva antirazzista Assata Shakur. Un centro nevralgico di una bella comunità che va dalle bambine e i bambini del quartiere fino a militanti politici.

Ma, purtroppo c’è una MA piuttosto grande e imbarazzante. Vi aspettereste che l’antagonista sia una spietata banca, o dei fascisti, o il PD, o magari il Salvini di turno. A mettersi di traverso è proprio chi inizialmente ci aveva fatto la proposta: il Partito di Rifondazione Comunista. A fine 2018 ci è stato comunicato che un’associazione appena nata, che nessuno di noi conosceva, era interessata ad affittare il nostro spazio.
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Elezioni - Foto di Davide e Paola

Ancona e le Marche: a uno anno dalle elezioni il caso del “piccolo Mose”

di Sergio Sinigaglia

Manca meno di un anno alle elezioni locali e regionali e le Marche in questi mesi sono state attraversate da inchieste giudiziarie che hanno scosso la classe politica ed economica. Prima la vicenda della Banca delle Marche che ha avuto l’onore delle cronache nazionali. Le accuse vanno dalla associazione per delinquere al falso in bilancio. Trentasette gli indagati. In prima fila l’ex direttore Massimo Bianconi, a seguire vicedirettori, amministratori, dirigenti e funzionari.

Un affaire che ha colpito un istituto con un bacino occupazionale di tremila lavoratori, i quali si sono più volte mobilitati per salvaguardare il posto dopo la gestione molto allegra dei vertici dell’istituto di credito. Una inchiesta pubblica de L’Espresso mesi fa collegava Bianconi al giro dei “furbetti del quartierino” di impronta romana. Insomma una brutta storia.

A seguire la vicenda delle spese allegre dei gruppi consiliari che ha messo sotto indagine praticamente tutta l’assemblea regionale. Per carità si parla di cifre modeste. I consiglieri hanno a disposizione una cifra annua complessiva di circa 340 mila euro. L’elenco di come sono stati utilizzati i fondi ha suscitato un certo scandalo. C’è da dire che si tratta di importi ridotti, al massimo qualche centinaio di euro, ma in tempi di crisi e di campagne demagogiche sulla “casta” le voci di spesa piuttosto discutibili hanno sollevato scalpore e polemiche a non finire. In particolare l’acquisto di un saggio sull’orgasmo femminile, costo 16 euro e qualche centesimo, è stato al centro dell’attenzione dei media (anche della satira di Crozza). L’importo è ridicolo, ma la cosa sconcertante è attingere dalla cassa del gruppo per un pugno di euro…
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Ancona, la “Casa de nialtri”: dall’emergenza abitativa a una realtà propositiva e partecipata

La Casa de nialtri
La Casa de nialtri
di Sergio Sinigaglia

L’emergenza abitativa provocata dalla crisi in corso, ma sarebbe più opportuno definirla una nuova fase della shock economy, si fa sentire anche nei territori fino a non molto tempo fa citati ad esempio per il diffuso benessere. In questo senso le Marche sono una regione emblematica. Dati recenti del Sunia fotografano una situazione sempre più pesante. Nei primi sei mesi del 2013 le richieste di sfratto erano ben 2000, più di ottomila famiglie in liste di attesa per una casa popolare, mentre 100.000 gli inquilini che non pagavano l’affitto. Cifre che parlano da sole. Nel capoluogo regionale, il quale pochi giorni fa era indicato da una classifica del Sole 24 ore come la provincia della regione più colpita dalla recessione, la questione casa è venuta clamorosamente alla luce grazie ad una esperienza di occupazione che non ha precedenti non solo ad Ancona ma nelle stesse Marche. Per intenderci neanche durante il lungo 68 italiano da queste parti era accaduta una cosa simile.

Il 22 dicembre una sessantina di senza casa, la maggior parte immigrati, ha occupato un ex asilo comunale abbandonato da circa tre anni. L’iniziativa è stata promossa dal neonato movimento per il diritto all’abitazione “Casa de nialtri” ( in dialetto casa nostra) sviluppatosi all’interno del progetto “Ancona Bene Comune” a sua volta risultato di un’aggregazione post elezioni comunali, che ha coinvolto pezzi di sinistra politica (Sel e Pdci) e settori dell’associazionismo locale.
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Addio a Osvaldo Pieroni, anima delle lotte contro le grandi (e assurde) opere

di Sergio Sinigaglia Nei giorni scorsi ci ha lasciati il nostro amico e vecchio compagno Osvaldo Pieroni. Quando seppi della sua malattia lo chiamai a casa, in Calabria dove abitava e insegnava da più di trent’anni. “Non ho mai dato un calcio a un pallone e ho preso la malattia dei calciatori”, mi disse con […]

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