Sardine più Costituzione: la parola d’ordine per un futuro migliore

di Alfiero Grandi La destra è rimasta interdetta di fronte alle manifestazioni (riuscite) delle “sardine” che il 14 dicembre avranno l’importante appuntamento della manifestazione nazionale a Roma. Per tante ragioni: i toni non aggressivi, la critica all’istigazione all’odio verso i diversi di qualunque natura, la determinata opposizione ai toni beceri e arroganti della destra. Ora […]

Bologna, Prati di Caprara: cambiare (idea) è possibile

di Emily Clancy, consigliera comunale di Coalizione Civica

Leggendo le notizie dell’ultima settimana, in particolare degli ultimi giorni, devo dire che mi sono sentita da una parte sollevata, dall’altra un po’ presa in giro. ollevata perché finalmente pare chiusa una partita dall’esito non scontato: per la ristrutturazione dello Stadio Dall’Ara sembra definitivamente abbandonata l’idea di sacrificare, sull’altare della compensazione delle spese per l’operazione, l’area dei Prati di Caprara Ovest, area posta in un quadrante della città caratterizzato da viabilità già fortemente congestionata e da alto inquinamento dove un grande outlet della moda avrebbe avuto un impatto devastante.

Presa in giro invece, in primo luogo, per la rapidità con la quale, tutto d’un tratto, quasi ogni amministratore di questa città – di maggioranza e di opposizione, del centro o delle periferie – si sia affrettato a dichiarare di averla sempre pensata così… In secondo luogo per la fatica, palese, di questa amministrazione a pronunciare poche chiare parole: “ci avete fatto cambiare idea”. E voglio essere chiara: con questo ‘ci’ non intendo solo Coalizione Civica Bologna.

Certo, voglio sperare che 10 domande question time, 4 ordini del giorno e 6 interventi di inizio seduta, oltre a un evento pubblico di pulizia del bosco e uno di dibattito su progettualità e urbanistica, abbiano avuto un loro peso. Ma con quel plurale intendo riferirmi ai 10 mila bolognesi che hanno sottoscritto le petizioni e gli appelli del Comitato Rigenerazione NO Speculazione, a tutte le persone che hanno partecipato alle decine di eventi sul tema della programmazione urbanistica in quel pezzo di città, alle centinaia di persone che hanno monitorato la qualità dell’aria dal basso, denunciando ciò che già sapevamo: ovvero che si tratta di una delle aree più inquinate della città.
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Alla ricerca del tempo perduto del movimento cooperativo / 2

Cooperazione
Cooperazione
di Sergio Caserta

(Qui la prima parte). La successiva Legge Basevi (decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 14 dicembre 1947, n. 1577), all’art. 26 definiva i requisiti mutualistici. Agli effetti tributari si presume la sussistenza dei requisiti mutualistici quando negli statuti delle cooperative siano contenute le seguenti clausole:

  • divieto di distribuzione dei dividendi superiori alla ragione dell’interesse legale ragguagliato al capitale effettivamente versato;
  • divieto di distribuzione delle riserve fra i soci durante la vita sociale;
  • devoluzione, in caso di scioglimento della società, dell’intero patrimonio sociale, dedotto soltanto il capitale versato e i dividendi eventualmente maturati, a scopi di pubblica utilità conformi allo spirito mutualistico. In caso di controversia decide il Ministro per il lavoro e la previdenza sociale, d’intesa con quelli per le finanze e per il tesoro, udita la Commissione centrale per le cooperative.

Queste norme erano riassunte nel principio democratico di “una testa un voto”, vincolo assoluto adottato da ogni cooperativa. Le innovazioni legislative introdotte nel corso degli anni, hanno contribuito a modificare la struttura societaria, finanziaria e anche l’identità cooperativistica, accompagnando il processo di “ibridazione”.

La legge Pandolfi del ’77 esentava dalle imposte il reddito delle cooperative accantonato a riserve indivisibili e non distribuibile tra i soci, una norma sicuramente importante per dotare le cooperative di maggiori capacità finanziarie. Una seconda legge del 1983, denominata Visentini bis, consentiva che le cooperative potessero costituire o essere azioniste di società di capitali: questo provvedimento di fatto aprì le porte ad una profonda modificazione della struttura imprenditoriale cooperativa, proiettandola nel regime privatistico da cui in precedenza era esclusa.
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Cooperazione

Alla ricerca del tempo perduto del movimento cooperativo / 1

di Sergio Caserta

Circa i problemi che sono stati posti, pare che essi siano stati chiariti abbastanza bene dai compagni che sono intervenuti. Le vostre risoluzioni sono molto concrete, precise e danno delle direttive, dei consigli che i compagni si attendevano. Una sola questione di principio è sorta e sulla quale, dopo quel che ha detto il compagno Longo, non mi pare che ci sia bisogno d’intervenire; se qualche compagno aveva avuto qui delle espressioni che teoricamente noi non approviamo (nel senso che hanno indicato la cooperazione che oggi si svolge in regime capitalista come socialista) credo che i compagni hanno compreso la nostra critica.

In realtà, in regime capitalista, la cooperazione non si sottrae alla legge del profitto come non si sottrae, a tale legge, l’industria nemmeno nel periodo della costruzione del socialismo. Vorrei però che i compagni comprendessero che il fatto di aver precisato questi punti della dottrina non significa che “noi svalutiamo la cooperazione quale oggi è, una scuola di socialismo per i lavoratori, per il sindacato, per il partito”.

Così Palmiro Togliatti nel 1946. Ho preso “alla lontana” il tema dell’identità cooperativa perché l’intervento del segretario del Pci al primo convegno dei cooperatori comunisti del dopoguerra mette in evidenza, in un rigo, un tratto essenziale e caratteristico della sua idea di costruzione di un progetto di socialismo in Italia. Togliatti e il Pci affidavano un ruolo strategico alla cooperazione come strumento per la partecipazione da protagonista delle masse alla ricostruzione del Paese e alla realizzazione di un nuovo modello di società, non come soggetto di lotta al capitalismo.
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Sinistra

Ricostruire la sinistra “non per vincere domani, ma per operare ogni giorno”

di Angela Pascucci

Siamo in piena dinamica post elettorale. Non è vero che i giochi siano fermi, paralizzati dai veti reciproci. L’elezione dei presidenti della Camera e del Senato ha mostrato linee di frattura, margini di manovra e possibilità che consentono alla dialettica istituzionale di arrivare a qualche risultato, il minimo dei quali potrebbe essere un governo di transizione che faccia una riforma elettorale, ritocchi i costi della politica, tamponi le emergenze più gravi e porti a nuove elezioni in autunno. Inquietante, e da incoscienti che sia, la fase attuale è percepita da tutti gli attori in gioco come transeunte e l’unica cosa che conta sembra essere come arrivare più forti alla fase successiva. A meno che la realtà degli spread e della finanza non decida ancora una volta di intervenire pesantemente e dettare le sue regole. Gli scricchiolii di Cipro (vera cloaca finanziaria piazzata nel cuore del Mediterraneo) preannunciano tempesta, ma di un tipo nuovo.

Prima domanda. Ci interessa intervenire in questo piano del discorso che punta a una fase di transizione? E se sì, quale potrebbe essere una proposta che non sia pura testimonianza e abbia qualche possibilità di incidere? E ammesso che ci sia, di quali strumenti potrebbe essere dotata? Gettiamo anatemi contro il M5S e lanciamo un’offensiva per sottrargli l’acqua in cui nuota oppure ci uniamo al coro di quel 10% dei “nostri” che ha votato Grillo e chiede oggi un’alleanza organica e durevole a sinistra?

Questi interrogativi, ai quali io non so rispondere, potrebbero essere il punto di partenza di una discussione ma sono convinta che la dimensione del breve e medio periodo purtroppo non si attaglia alla portata delle vere questioni che dovremmo affrontare. In qualche modo convergo dunque con il ragionamento di Tiziana quando afferma nel suo intervento che “dobbiamo creare qualcosa di totalmente nuovo”. Cerchiamo però prima di capire che cos’è il “nuovo” che avanza e che ci ha preso alle spalle.
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