Legge elettorale, presentata proposta di iniziativa popolare: parla Alfiero Grandi

di Job News

Silenzio dei media sulla iniziativa presa dal Coordinamento democrazia costituzionale che ha presentato qualche giorno fa una proposta di legge di iniziativa popolare per cambiare, subito, appena saranno elette le nuove Camere, la pessima legge elettorale con cui i cittadini il 4 marzo sono chiamati al voto. Non disturbate il manovratore, questa sembra essere la linea dei giornali, delle televisioni, Rai in testa.

Anche se i giudizi sul Rosatellum sono, nella stragrande maggioranza, negativi, praticamente solo l’autore, il capogruppo del Pd alla Camera, ovviamente, ne è entusiasta, ormai gli scriba si occupano solo di liste, accorpamenti, cespugli, alleanze innaturali. Addirittura si ignora, e se lo si sa si nasconde, che nel nuovo regolamento del Senato, quello che verrà eletto a marzo, è previsto che proposte di legge di iniziativa popolare devono essere discusse entro tre mesi dalla presentazione.

Da qui la presentazione della proposta in Cassazione e di seguito partirà la raccolta delle firme mentre procede la campagna elettorale. Alfiero Grandi, vicepresidente del Comitato per la democrazia costituzionale con l’articolo che di seguito riportiamo ricostruisce il retroscena che ha portato alla approvazione della pessima legge e apre la campagna per cambiarla in tempi rapidi.
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Governance europea: completare o rovesciare?

Europa
Europa
di Roberto Musacchio

Alfiero Grandi pone giustamente l’esigenza che la sinistra avanzi una propria proposta di ripensamento complessivo della UE. Ne offre l’occasione, scrive, l’autorevolezza con cui Mario Draghi pone la questione che ci si doti di un vero ministro dell’economia dell’area euro. Ciò consentirebbe di profittare dello spazio di riflessione che si è aperto anche in settori conservatori e di provarsi a modificare il quadro, compreso quello dei trattati, facendo perno sostanzialmente sull’area euro per un cambiamento politico di fondo.

Chiedo scusa a Grandi per la sommarietà e forse l’imprecisione con cui ho riassunto la sua proposta. Dico subito che condivido l’esigenza. Io stesso, per chi interessa, ho scritto in varie occasioni del lavorio in corso in materia di ripensamento della governance europea e in particolare del documento cosiddetto dei 4 Presidenti, della Commissione, del Consiglio, della BCE e dell’euro gruppo, poi diventato dei 5 per l’arrivo di quello del Parlamento e dell’interfaccia realizzato dallo stesso PE con un testo approntato dalla socialista francese Beres e recentemente votato. Purtroppo questa discussione è rimasta fin qui confinata in ambiti assai ristretti.

Non c’è quella partecipazione democratica che sarebbe necessaria data la evidente crisi della UE stessa. E, sempre purtroppo, siamo in totale continuità con il modo in cui si è proceduto da sempre nell’edificazione di quella che oggi ritengo di dover chiamare l'”Europa Reale” proprio per segnalarne la profonda differenza con le aspettative ideali e la mancanza di democrazia. C’è stato, sin dall’inizio, una sorta di doppio binario. Quello di un europeismo idealista e quello di un europeismo funzionalistico.
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Riunificare il mondo del lavoro oggi è possibile? I video del convegno / 1

Introduzione di Sergio Caserta Intervento di Alfiero Grandi – Prima parte Intervento di Alfiero Grandi – Seconda parte Riunificare il mondo del lavoro oggi è possibile? È l’interrogativo attorno al quale è stato costruito il convegno organizzato lo scorso 14 aprile dall’Associazione per il Rinnovamento della Sinistra, l’Associazione il Manifesto in rete e la Casa […]

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