Bologna: restyling dello stadio e scuole primarie

di Silvia R. Lolli

Sabato 21 aprile 2018, anniversario della Liberazione di Bologna, la Resistenza di molti cittadini si è rifatta sentire con il sit in e la successiva passeggiata attorno all’area dei Prati di Caprara. Nei giorni precedenti le forze di opposizioni (soprattutto Coalizione Civica, seguita dal M5S) che si rivolgono a una sinistra sparpagliata ormai poco di Giunta (cioè del consiglio di amministrazione) di Bologna, hanno richiesto un question time sulla vicenda Prati di Caprara. Alcuni giornali hanno seguito in diretta così ci sono state informazioni e un po’ di visibilità del comitato sui quotidiani locali.

Un’informazione che però ha difficoltà a staccarsi da una comunicazione a una sola direzione, perché non va mai oltre le ovvietà riportate dalle voci dei politici di maggioranza eletti. Su Repubblica di lunedì 23 aprile il sit in e le ragioni del comitato RigenerazioneNoSpeculazione vengono posposte all’intervento di Elena Leti, Orioli e Mazzanti. Nelle parole di Leti troviamo i punti di vista di chi sa bene che si deve andare avanti e che, nonostante le parole, c’è già un piano, da anni che non è solo un semplice POC, bensì un accordo con i costruttori che si sono da tempo sostituiti alla politica locale.

Riprendiamo le sue parole per esprimere il concetto di cui sopra.
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Bologna, Prati di Caprara: sono cominciati gli abbattimenti di alberi

di Coalizione Civica

Ai Prati di Caprara sono cominciati gli abbattimenti di alberi. Ai Prati di Caprara sono cominciati i lavori di bonifica bellica che, stando a quanto affermato dell’Assessora Valentina Orioli, sono ‘dovuti’. Alla consistenza, durata e invasività di questi lavori abbiamo già dedicato vari quesiti e le risposte sono sempre state elusive: da cosa esattamente si sta bonificando? La bonifica può essere fatta esclusivamente in questi termini? Quanti alberi saranno abbattuti e quanta vegetazione sarà eradicata in nome della bonifica? Quale superficie è compresa? Ma soprattutto: bonifica per fare cosa?

L’immagine che vedete, purtroppo, dà qualche risposta: vi invitiamo a trovare le differenze con lo stato attuale dell’area. Abbiamo presentato una nuova interrogazione e venerdì interpelleremo ancora una volta l’assessora in aula di consiglio. Nel frattempo qualche risposta è arrivata anche da un’intervista rilasciata dall’assessora a Radio Città del Capo che potete trovare qui.

Quello che ha detto non ci ha convinti affatto:
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Bologna, sit in ai Prati di Caprara per gli alberi: in attesa di risposte politiche

di Silvia R. Lolli

Il Comitato RigenerazioneNoSpeculazione sta preparando un’ulteriore iniziativa per domani, sabato 21 aprile 2018, dopo aver promosso un percorso partecipato di sei incontri serali, nel quale i cittadini hanno prodotto e proposto tre piani per il recupero dell’area dei Prati di Caprara, a Bologna. Nonostante questo impegno comunicato dopo la raccolta di 3.400 firme di persone d’accordo con la richiesta di mantenere l’area alla prima destinazione quella di parco o di bosco urbano, il Comune o chi per lui (per ora non ci sembra troppo chiaro se proprietà dell’area è Invimit o Comune, almeno non è stato chiaramente detto) ha intrapreso i primi lavori di bonifica dell’area est che dovrebbe ospitare un nuovo plesso scolastico. Durante gli incontri di laboratorio l’architetto del Comune De Togni ha spiegato che qui sarà costruita una scuola primaria.

A questo punto sorgono altre domande, definibili di opportunità; le vorremmo rivolgere ai politici che decidono come vogliono o più precisamente come vogliono in primis i costruttori (vedi il libro consumo di suolo e la legge regionale urbanistica) di cominciare a costruire sui Prati partendo dalla scuola e poi dalla strada. Sarebbe la prima volta per l’Italia. Si prevede di aprire anche una strada in zona Saffi, zona già abbondantemente trafficata e che si presenta in un territorio di Bologna fra i più inquinati, vedere i dati dell’Arpa.
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Bologna, Prati di Caprara: chi firmerà l’abbattimento di un bosco?

di Fausto Tomei, consigliere del quartiere Porto Saragozza per Coalizione Civica

Oggi in Consiglio Comunale arriva le delibera con la quale i Prati di Caprara passano di proprietà: dal Demanio al Comune di Bologna. È un atto propedeutico alla realizzazione del Piano Operativo Comunale ‘Rigenerazione patrimoni pubblici’ del 2015. Ma facciamo un piccolo riassunto per chi non li conoscesse: quella che vedete nella foto aerea è una porzione dei prati di caprara est: in basso a sinistra via Saffi (porta san Felice dista circa 500 metri), in alto a destra lo scalo Ravone (dove si trovano le tristemente note Officine Grandi Riparazioni delle ferrovie), a sinistra le case dei militari che operavano quando era area militare. Oltre ad esse, in alto e a sinistra, i prati di caprara continuano e circondano l’ospedale Maggiore.

Quell’inconsueto verde urbano che vedete in foto, è ciò che il Comune definisce ‘area degradata’, l’assessore Lepore definisce ‘verde percepito’ e la Regione infine, nelle sue carte, definisce per quel che è veramente: area forestale cresciuta, spontaneamente, per decenni, sopra ad una ex area militare.

Per non farci mancare nulla, in tutto questo degrado, ci sono anche due corsi d’acqua, a secco in questa foto estiva, ma carichi d’acqua in inverno e primavera: il torrente Ravone e la canaletta Ghisiliera, sono quei due solchi paralleli che vedete in alto a destra prima dell’area ferroviaria (e della ciclabile di via del Chiu’, che divide le due aree).
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