Alba: “Affrontiamo il terremoto partendo dalla democrazia. Sabato 13 aprile inizia un percorso”

Alba

di Alba (Alleanza, Lavoro, Beni Comuni, Ambiente), comitato operativo nazionale

L’Italia non è più la stessa. Il blocco che ha immobilizzato la politica e il suo rapporto con la società è stato improvvisamente spazzato via.
Tutto questo forse era desiderato, di certo era atteso.

Un anno fa, Alba nasceva con la previsione di questo sconvolgimento, dalla presa d’atto della crisi ormai irreversibile di partiti politici non più rispondenti, nei contenuti e nella forma, alle domande poste drammaticamente dalla devastazione della crisi economica sociale e culturale. Incapaci di rappresentare qualcosa che uscisse dalla grammatica perversa di un’offerta commerciale di sigle e volti, prodotti da acquistare ogni cinque anni sul mercato elettorale. Per poi affidarsi. Partiti che non avevano più nulla a che fare con le speranze, i desideri e i bisogni, la vita delle persone, le loro relazioni con il mondo.

Il fiume in piena dei “senza rappresentanza”, disgustati dai partiti che nel 2012 hanno retto la maggioranza del governo Monti, ha adesso trovato nel voto a Grillo lo strumento efficace per spezzare il sequestro della realtà da parte del teatrino di questa politica. Per evadere da una rappresentanza che non solo non li ha rappresentati, ma gli si è rivolta contro: sacrificando alla logica spietata – ma presentata come naturale – dei grandi poteri finanziari, ogni residuo di equità e di legame sociale.

Di fronte all’evaporazione del PD, che mette in scena da anni l’inarrestabile agonia del proprio “finale di partito”, le proposte elettorali sia di Rivoluzione civile che di SEL sono apparse drammaticamente insufficienti rispetto ai bisogni di cambiamento. Hanno continuato a offrire una forma della rappresentanza tesa più a salvaguardare la propria esistenza come sigla o somma di sigle, tristi apparati di testimonianza dentro o accanto ad alleanze senz’anima, che a misurarsi con le trasformazioni della sfera della cittadinanza e della politica. Trasformazioni che già erano sotto gli occhi di tutti – per chi volesse vedere – in questi anni di crisi e sconvolgimento anche antropologico della società italiana.
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