Bologna: il People mover, i soliti noti e i soliti ignoti

del Comitato No People Mover

I pubblici ministeri Antonella Scandellari e Giuseppe Di Giorgio della procura di Bologna hanno aperto un nuovo fascicolo partendo dalle nostre istanze che vertevano sul sequestro preventivo dei fondi destinati al People Mover, sulla palese “inidoneità del mezzo tecnico” e sulla nostra constatazione che “l’apertura del cantiere” annunciata a fine ottobre 2015, è stata fittizia.

Il sospetto è che, non avendo Marconi Express rispettato realmente la data ultima di scadenza per l’avvio dei lavori, il Comune di Bologna abbia voluto ignorare questa mancanza, evitando così di escutere le fideiussioni emesse a garanzia dei lavori. I reati ipotizzati sono abuso d’ufficio e favoreggiamento. (Art. 323 cp – 379 cp).

La documentazione raccolta dalla Procura riguarda diversi aspetti di questa vicenda, alcuni emersi proprio nelle ultime settimane. Ad esempio il 30 ottobre 2015 un documento a firma ing. Rita Finzi (Marconi Express) attesta che:

  • a – le banche Unicredit e Unipol dovranno assumere una nuova delibera creditizia;
  • b – i soci si impegnano a versare ulteriori 8 milioni di euro;
  • c – le delibere assunte dagli istituti di credito, sommate ai fondi investiti da CCC e TPER, raggiungono il 90,45% dei fondi necessari;
  • d – l’ulteriore impegno finanziario annunciato da SAB è confermato, ma si tratta ancora solo di un annuncio.

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