Ustica: sappiamo tutto, ora serve la verità

di Daria Bonfietti Ricordiamo il 39° Anniversario della strage di Ustica e continuiamo il cammino verso la verità. Sappiamo già molto di quello che è accaduto nel cielo: sappiamo che «il DC9 è stato abbattuto all’interno di un episodio di guerra aerea, guerra di fatto e non dichiarata», come ci rivela il giudice Rosario Priore […]

Strage di Bologna

La strage di Bologna e il Paese allo specchio

di Sergio Caserta

Sono trascorsi trentotto anni dalla strage del 2 agosto 1980 alla stazione di Bologna e ancora non c’è una verità storico-politica ufficiale, nonostante il processo a Gilberto Cavallini e l’indagine della procura generale sui mandanti, oltre quella processuale che condannò Mambro, Fioravanti e Ciavardini quali esecutori materiali dell’attentato, che possa aiutare a fare piena luce sui mandanti dell’efferato attentato, costato la vita a ottantacinque persone.

Bologna si prepara a ripercorrere nella ricorrenza il corteo da piazza Maggiore a quella delle Medaglie d’oro, davanti la stazione centrale; ci saranno come sempre con i parenti delle vittime, raccolti nell’associazione e insieme alle autorità, tanti cittadini a richiedere ancora come il primo anno verità fino in fondo.

La strategia della tensione che provocò, prima e dopo il due agosto, stragi e lutti nel nostro paese ha sempre rappresentato con le verità comunque emerse tra le cortine fumogene dei depistaggi, un disegno di ampio raggio per condizionare il corso politico d’Italia, colpevole di avere una sinistra troppo forte, a causa di quel partito comunista anomalo che raccoglieva eccessivi consensi e si temeva che potesse andare al governo. Furono anni di stragi di innocenti, omicidi di magistrati, docenti universitari e giornalisti.
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Strage di Bologna

2 agosto 1980: la strage alla stazione di Bologna è una storia da conoscere, in attesa dei mandanti

di Riccardo Lenzi, presidente associazione Piantiamolamemoria

Giornali e tv amano indugiare frequentemente sull’ignoranza dei giovani. Meno sulle responsabilità degli adulti, che non hanno fatto granché per trasmettere loro la memoria di eventi che hanno influenzato profondamente il presente in cui viviamo. Trentaquattro anni fa Bologna fu teatro della più devastante tra le stragi neofasciste avvenute in Europa nel dopoguerra. Il 4 agosto saranno invece trascorsi 40 anni dalla strage sul treno Italicus, forse la più dimenticata in assoluto insieme a quella del Rapido 904 (23 dicembre 1984). Tre stragi avvenute, nello spazio di dieci anni, lungo i binari di quella ferrovia “Direttissima” Bologna-Firenze che lo scorso aprile ha compiuto 80 anni.

Questo 2 agosto potrebbe essere meno triste di altri: forse, entro sabato, la Camera approverà la proposta di legge di Paolo Bolognesi, che introdurrebbe il reato di depistaggio nel codice penale. Meglio tardi che mai; anche se molti sono i buoi (e le iene) ormai scappati dalla stalla. L’altra buona notizia ce l’ha portata don Luigi Ciotti: il 21 marzo 2015 la Giornata della memoria e dell’impegno promossa da Libera si svolgerà a Bologna e, per la prima volta, saranno letti anche i nomi delle vittime del terrorismo, oltre a quelle delle mafie. Ci sono tanti modi per ricordare.

Il network associativo PrendiParte-Piantiamolamemoria-Diecieventicinque (di cui fanno parte anch alcuni studenti dell’Università di Bologna) ha lanciato l’iniziativa “Reti di Memorie” – 2 agosto 1980-2014: sabato 2 agosto, davanti alla stazione di Bologna, le persone potranno appendere oggetti e pensieri a una grande rete mettallica, simile a quella che 34 anni fa delimitava il luogo dell’esplosione da quello che ancora oggi è il piazzale dei taxi.
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Anniversario della strage alla stazione: il fine pena mai delle vittime

Strage alla stazione di BolognaIl testo che segue è l’introduzione all’ebook È come sangue e non va via – 2 agosto 1980: la strage, le vittime e la memoria uscito per la rivista I Siciliani Giovani diretta da Riccardo Orioles. Dal sito della rivista il testo è scaricabile gratuitamente in versione completa.

di Antonella Beccaria

Questo è un Paese in cui non sempre le vittime, neanche quelle di un reato imprescrittibile come una strage, sono persone da tutelare. Il 14 aprile 2012 la sentenza del processo di secondo grado per la bomba di piazza della Loggia, esplosa a Brescia il 28 maggio 1974, ha condannato le parti civili al pagamento delle spese processuali. Una simile disposizione, pur conforme a quanto previsto dai codici, è apparsa discutibile quanto meno sul piano morale e qualche giorno dopo è arrivato l’annuncio che il governo Monti si sarebbe fatto carico delle spese. Analogamente, nel 2005 la corte di Cassazione aveva confermato l’assoluzione per gli imputati dell’attentato milanese di piazza Fontana, la madre di tutte stragi, avvenuto il 12 dicembre 1969, imputando le spese processuali ai familiari delle vittime.
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Strage di Ustica: l’ultimo messaggio del pilota ai passeggeri del Dc9

di Stragi80

27 giugno 1980, il Dc9 I-Tigi della compagnia Itavia, con a bordo 77 passeggeri e 4 membri dell’equipaggio, ha appena sorvolato l’isola di Ponza. Percorre l’aerovia Ambra 13, verso Palermo Punta Raisi, l’atterraggio è stimato alle 21.13.

I due assistenti di volo, Paolo Morici e Rosa de Dominicis, stanno distribuendo ai passeggeri le caramelle gommose utili ad attutire quel fastidioso fenomeno che durante la discesa finale ti tappa le orecchie. Una delle tante piccole attenzioni verso i passeggeri che distinguevano la compagnia Itavia dal suo rivale, l’Alitalia. Il comandante Domenico Gatti (nella foto), seduto al cockpit accanto al primo ufficiale Enzo Fontana, comunica via radio la sua ultima posizione al Centro di controllo di Ciampino [ascolta l’audio originale], qualche istante dopo si rivolge ai passeggeri, sono le 20.50 circa:
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