Dialogo fra sport e politica: «Storia della Coppa del Mondo di calcio» e «Rivincite. Lo sport che scrive la storia», Bologna


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Venerdì 22 giugno 2018, dalle 18.30 presso CostArena, via Azzo Gardino 4

Nicola Sbetti e Rudi Ghedini ne discutono con Simone Monari (la Repubblica) e Sergio Caserta (Associazione Il Manifesto in rete)

Mentre si sta svolgendo l’edizione russa della Coppa del Mondo di calcio, assume ancora più interesse ogni interpretazione dello sport come fenomeno politico. Singolare coincidenza, in queste ultime settimane due autori “bolognesi” hanno pubblicato opere assimilabili a questo punto di vista.

«Storia della Coppa del Mondo di calcio», di Riccardo Brizzi e Nicola Sbetti (Le Monnier 2018)

Sono descritti, in modo molto ben documentato, i contesti e gli effetti di quella che cominciò nel 1930 come Coppa Rimet. Tutti conoscono le strumentalizzazioni propagandistiche operate dai regimi di Mussolini e Videla. Meno noti sono i festeggiamenti in Iran per la qualificazione ai Mondiali 1998, che portarono migliaia di donne a scendere in piazza, violando convenzioni e divieti; oppure, l’appello effettuato da Didier Drogba a deporre le armi e organizzare libere elezioni, in una Costa d’Avorio lacerata dalla guerra civile, dopo la qualificazione della nazionale a Germania 2006. Ripercorrendo la storia dei Mondiali di calcio, Brizzi e Sbetti mostrano come da semplice evento sportivo, la Coppa abbia conquistato un crescente peso specifico sul terreno mediatico, economico e politico.

«Rivincite», di Rudi Ghedini (PaginaUno 2018)

In una forma narrativa, collegando fra loro oltre 200 personaggi più o meno noti, l’autore focalizza l’attenzione sullo “sport che scrive la storia”. Mostra la varietà di motivazioni – politiche, religiose, sessuali, etiche – che hanno spinto sportivi (da Muhammad Alì a Gino Bartali, Pep Guardiola, Jurgen Sparwasser, Cathy Freeman, Alice Milliat, Jim Thorpe, Tommie Smith…) a prendere posizione, pagando alla coerenza un prezzo molto alto. Inoltre, Ghedini sollecita nel lettore il dubbio che qualcosa sia cambiato: un tempo era lo sport ad aver bisogno della politica, che lo usava per i suoi fini, oggi appare vero il contrario, è lo sport a imporre le proprie regole agli Stati, e dallo sport emergono personaggi in grado di proporsi come classe dirigente. Ultimo esempio, il nuovo presidente della Liberia, George Weah.

Nicola Sbetti è professore a contratto presso la Scuola di Scienze Politiche di Forlì; ha pubblicato anche «Giochi di potere. Olimpiadi e politica da Atene a Londra 1896-2012».

Rudi Ghedini lavora presso l’Agenzia regionale di Protezione civile; ha pubblicato, fra l’altro, «Semifinale», «Andrea Pazienza, i segni di una resa invincibile», «Nel buio di una nave».

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