Educazione fisica a scuola: in Italia in vigore il fai da te

di Lorenzo Vendemiale “Forza bambini, tutti in palestra a fare educazione fisica”. Solo che manca l’insegnante di educazione fisica, e molto spesso persino la palestra. Lo Stato se ne disinteressa da sempre, il Coni ha provato a metterci una pezza, allargandosi su competenze non sue, con risultati altalenanti. Così lo sport nella scuola italiana resta […]

Convegnistica sportiva: quanta distanza dalla realtà scolastica

di Silvia R. Lolli Roma 24 e 25 gennaio 2020 fra le iniziative della Corsa di Miguel, FIDAL e UISP oltre alla stessa Corsa di Miguel organizzano il convegno internazionale sull’educazione fisica e sportiva dal titolo: “Se la scuola si mette a correre”, al Foro Italico. Roma 25 gennaio 2020 organizzazione del convegno della CISM […]

A scuola, tutti uguali

di Chiara Saraceno Che non tutte le scuole siano uguali e frequentate nella stessa misura da bambini e ragazzi appartenenti alle più disparate condizioni sociali è noto. Soprattutto chi è in condizioni economiche più modeste e ha meno informazioni tende a far frequentare ai figli la scuola del quartiere. La disomogeneità sociale tra scuole è […]

L’arte non va più a scuola

di Salvatore Bianco La Storia dell’Arte continua a ridursi come insegnamento nella scuola italiana, coinvolgendo ormai solo la metà degli studenti. Per poter visitare il “Cenacolo” di Leonardo a Milano, occorrono mesi di attesa e magari se si riesce entro l’anno si contribuirà a supererà la cifra record dei 416mila e rotti visitatori toccata nel […]

Le politiche europee per l’istruzione stanno distruggendo la scuola italiana

di Anna Angelucci Una sinistra degna di questo nome, tra le tante cose, dovrà, dopo il voto di maggio, riflettere criticamente sulle politiche europee dell’istruzione. Adottate negli ultimi vent’anni tra gli ambiti di competenza dell’Unione europea, e tradotte attraverso leggi e riforme all’interno del nostro sistema di istruzione nazionale, esse configurano uno stravolgimento epocale dei […]

All’Aquila ragazze e ragazzi chiedono di tornare nelle loro scuole

di Mattia Fonzi Nel 2009 non frequentavano neanche la materna, oggi sono in terza media. In tutti questi anni, dieci dal terremoto che colpì L’Aquila e il suo comprensorio il 6 aprile 2009, la maggior parte delle ragazze e dei ragazzi aquilani non ha mai studiato in scuole in muratura. Nel capoluogo abruzzese la ricostruzione […]

Le ragioni del no alla balcanizzazione della scuola

di Carlo Scognamiglio Sono molte le obiezioni possibili all’intenzione di determinare un’autonomia differenziata in materia d’istruzione, più chiaramente detta “regionalizzazione” del sistema scolastico. Paradossalmente, il più intuitivo e logico richiamo allo spirito costituzionale della scuola repubblicana risulta oggi poco persuasivo, perché in fondo all’idea di una dimensione comunitaria della vita pubblica, così come emerse – […]

Cultura italiana: lo spartiacque del gioco, tra educazione e business

di Silvia R. Lolli

Qualche giorno fa le cronache cittadine del Corriere della Sera ci informavano che una dirigente scolastica di una scuola primaria di Bologna ha impedito di giocare a calcio ai bambini della scuola. Ovviamente sul giornale che ha riportato la notizia non solo il commento del giornalista, ma anche l’intervento dell’esperto di turno, un ex giocatore del Bologna, diventato business man di corsi di formazione di calcio per bambini.

Da una scelta dovuta, viste le norme italiane sulla sicurezza a scuola, della dirigente si è dovuto ancora una volta magnificare le qualità del calcio, non tanto dello sport o di un’attività fisica meno pericolosa da giocare in spazi istituzionali poco agibili. Un conto è parlare di gioco libero, quello che cioè una volta si faceva nei cortili ed anche nelle strade ed ancora si fa in pochi luoghi bolognesi, abitati soprattutto da bambini extra comunitari, un conto è parlare di gioco del calcio nel cortile di una scuola che evidentemente non dà margini di sicurezza alla dirigente.

Non vogliamo neppure sapere se l’intervento si è svolto in una scuola primaria o in una scuola media di primo grado (l’istituto comprensivo racchiude questi ordini di scuola); cioè non vogliamo sapere se questa attività si faceva con le maestre nel tempo libero e non nelle ore di lezione, oppure se era presente un insegnante di educazione fisica, fino ad oggi in ruolo solo nella media di primo e secondo grado in Italia. Tra l’altro rispetto a ciò qualche giorno fa al festival dello sport di Trento il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti ha spiegato che si stanno studiando le procedure per aver nella scuola primaria l’insegnate di educazione fisica. Auspichiamo che finalmente non rimanga solo un’idea.
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Scuola, una sicurezza da paura: un crollo ogni 4 giorni

di Mario Pierro

Per la manutenzioni e la messa in sicurezza di tutti gli edifici scolastici italiani servono investimenti per 15-20 miliardi di euro in almeno dieci anni. Lo sostiene Cittadinanzattiva nel XVI rapporto sulla sicurezza delle scuole presentato ieri a Roma dove emerge una situazione inquietante: nel 2017-2018 c’è stato un crollo ogni quattro giorni di scuola, un record rispetto agli ultimi 5 anni. Tredici persone sonostate ferite, tra personale scolastico e alunni. Dal 2013 a oggi i crolli sono stati 204 crolli, i feriti 37 feriti.

Tre scuole su quattro sono senza agibilità statica, solo una su venti è in grado di resistere ad un terremoto in un paese sensibilissimo a questi eventi traumatici e mortiferi. Sulla manutenzione degli edifici scolastici emerge un paese a tre velocità: ad investire di più sulla manutenzione ordinaria è la Lombardia (in media quasi 119mila euro), meno la Puglia (non si arriva ai 3mila euro); la verifica di vulnerabilità sismica è stata effettuata solo nel 2% delle scuole calabresi e nel 59% di quelle umbre, il certificato di prevenzione incendi è presente nel 69% degli istituti del Trentino Alto Adige e solo nel 6% di quelli laziali.

Il sud arranca, poiché solo il 17% delle scuole ha il certificato di prevenzione incendi, il 15% quella igienico-sanitaria, il 15% quello di agibilità, il 18% il collaudo statico; un pò meglio al Centro, dove il 19% ha il certificato di prevenzione incendi, il 18% quella igienico-sanitaria, il 22% quella di agibilità e il 21% il collaudo statico.
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