Category Archives: Primo piano

Manifesta 2018: un bilancio tra dibattiti e confronti (con tanto di Marx visto da Vauro)

di Sergio Caserta

Si è svolta a Bologna dal 6 all’8 luglio, la quinta edizione della Manifesta, la festa promossa dalla nostra associazione, il manifesto in rete, che propone in alcune giornate incontri, eventi culturali e gastronomia, per sostenere l’attività del blog d’informazione “il Manifesto Bologna” che da circa sei anni ininterrottamente fa informazione di attualità e approfondimenti, su temi di carattere locale e generale, cercando di fornire un servizio informativo su molti temi che non trovano normalmente spazio sui media o lo trovano in misura inadeguata o peggio ancora distorta.

Essendo la nostra una piccola associazione che vive con il lavoro volontario dei suoi militanti e dell’autofinanziamento dei soci e di coloro che ci sostengono con modeste sottoscrizioni, bisogna dire che non è poco faticoso “tirare avanti”, però non mancano anche le soddisfazioni: com’è avvenuto in questi tre giorni in cui ai nostri incontri ha partecipato un pubblico numeroso e attento. Abbiamo intitolato la festa “la vacanza di Marx” in omaggio ai duecento anni dalla nascita del filosofo di Treviri, volendo indicare nel doppio significato di “vacanza” l’aspetto estivo e festoso dell’evento ma soprattutto l’assenza del grande filosofo nel disorientamento generale della sinistra.

Infatti abbiamo sviluppato le giornate in due filoni d’incontri, il primo “dopo la tempesta… calma piatta (sinistra non pervenuta) dedicato al tema della grave crisi che attanaglia ormai in modo che sembra inestricabile le diverse sinistre, un incontro in una sala affollatissima che ha visto un ampio ed interessantissimo confronto tra Nadia Urbinati, Ivano Marescotti, Stefano Fassina e Vincenzo Vita, moderati da Marina D’Altri di Coalizione civica, un dibattito in cui molti molti aspetti che hanno determinato la sconfitta storica del 4 marzo, sono stati approfonditamente e nitidamente esposti. A seguire si è discusso di migranti e lavoro dopo la proiezione del docufilm “Torino 63” di Noemi Pulvirenti, sul fenomeno migratorio italiano degli anni sessanta, per ricordare da dove veniamo e come siamo fatti.

Bologna e l’urbanistica: a cosa servirà la partecipazione?

Stadio Dall'Ara

di Silvia R. Lolli

Dal 2° incontro in commissione urbanistica svolto il 27 giugno 2018 e dalle successive comunicazioni giornalistiche sulle scelte del Bologna FC non possiamo che continuare a ragionare e a tener vivo un dibattito che, nonostante il movimento di cittadini creato da Rigenerazionenospeculazione, ci pare ancora troppo spesso l’espressione di un pensiero unico.

Oltre a ciò che si legge sui giornali che impone la ricerca della ristrutturazione dello Stadio e il passaggio quasi di proprietà, certamente di usucapione alla società di calcio per ben 99 anni. E’ un pensiero unico quello scaturito dalle conclusioni del temporaneo presidente della commissione (la presidente Leti aveva impegni familiari) e portavoce del PD consigliare Claudio Mazzanti. Anche questo secondo incontro con vari gruppi ed associazioni di cittadini è stato ricco perché la loro contro-informazione si è rivelata all’altezza della situazione, anzi molto più avanzata delle poche risposte ricevute. Del resto il processo partecipato concluso in aprile 2018 ha prodotto competenze notevoli.

Così al termine della commissione, alla stregua degli interventi delle assessore Orioli e Pillati, Mazzanti ha ritenuto doveroso rispondere ricordando che non si può oggi essere contro un POC che è stato approvato nel 2015 dopo due anni di discussioni nei quartieri e in consiglio e che ha previsto ai Prati la nuova scuola.

La presidente di Msf Italia: “Eravamo angeli, ora ci insultano e ci chiamano vicescafisti”

di Francesco Anfossi

“Purtroppo l’avverto questa cosa. C’è molta più ostilità nei nostri confronti rispetto al passato. Eravamo gli angeli del Terzo Mondo, ora siamo i vicescafisti. Anche se in fondo definirci angeli era un po’ troppo anche per noi: siamo persone normali, con una professione e un’esperienza alle spalle, che hanno deciso di intraprendere questa vita: salvare e assistere la gente in difficoltà laddove ce n’è bisogno, come appunto nel Mediterraneo”. Claudia Lodesani, 46 anni, modenese, medico infettivologo, è la presidente di Medici senza frontiere, la sezione italiana dell’organizzazione non governativa Medecins sans frontiéres, nata in Francia nel 1971 e presente in 72 Stati.

Ogni anno partono alla volta di Paesi devastati dalla guerra, dalle carestie e dalle epidemie 3 mila operatori tra medici, infermieri e altro personale, solo dall’Italia 400. Sono 42 mila gli operatori Msf includendo lo staff assunto localmente. Dal 2015 Msf opera anche nel Mediterraneo centrale, in particolare con navi proprie o in collaborazione con altre organizzazio0ni, dopo lo smantellamento della missione della Marina Italiana Mare Nostrum”.

La vicenda della nave Aquarius, la vostra nave di salvataggio in collaborazione con Sos mediterranée con 630 naufraghi a bordo, cui il ministro degli Interni italiano Salvini aveva impedito l’approdo nei nostri porti, infine accolta dalla Spagna, si è conclusa felicemente. Cosa ricorda di quei giorni?

Non è vero che c’è un’invasione di migranti in Italia

di Annalisa Camilli

Secondo un sondaggio condotto da Demos nel novembre del 2017, l’ostilità nei confronti dei migranti in Italia alla fine dello scorso anno era in aumento: un italiano su due diceva di considerare gli immigrati un pericolo e di esserne spaventato. Non si era mai raggiunta una percentuale così alta nel paese.

Durante la campagna elettorale per le legislative all’inizio di quest’anno, il leader della Lega Matteo Salvini, oggi ministro dell’interno, aveva promesso una linea dura sull’immigrazione, usando slogan come “Aiutiamoli a casa loro” e “Prima gli italiani”, che si sono imposti nel discorso pubblico. E nei primi giorni del suo incarico di governo, Salvini ha ribadito la volontà di ridurre gli arrivi e aumentare i rimpatri.

Eppure i migranti arrivati nel 2018 sulle coste italiane sono quasi l’80 per cento in meno di quelli dello stesso periodo dell’anno precedente. Secondo i dati dello stesso ministero dell’interno, nei primi sei mesi del 2018 sono arrivate in Italia via mare 14.441 persone, mentre nello stesso periodo dell’anno precedente ne erano arrivate 64.033. Il fatto è che l’ostilità verso i migranti è stata alimentata da discorsi che incitano all’odio, notizie false, luoghi comuni e stereotipi che in alcuni casi si sono trasformati in veri e propri miti. Proviamo ad analizzarne quattro con l’aiuto di dati ed esperti.

In ricordo di Piero Pesce, morto il 4 luglio all’età di 63 anni

di Sandro Padula

A Roma ti vedevo spesso, anche una volta alla settimana, durante gli anni della tua adolescenza: a piazzale Clodio con “Valpreda è innocente, la strage è di Stato”; al corteo studentesco fra viale della Primavera e l’enorme cancello da buttare giù davanti ad uno stabile inutilizzato di via Aquilonia; nello stanzone fumoso degli anarchici a via dei Campani o presso il ciclostile della redazione del settimanale “Umanità Nova”, a via dei Taurini.

In seguito, fra il 1974 ed il 1976, nel periodo di crisi di tutti i gruppi della nuova sinistra, le cose cambiarono. Ti vedevo di meno rispetto a prima ma di sicuro ti vidi a Campo de’ Fiori per protestare contro il regime franchista spagnolo che, addirittura con la garrota, aveva ucciso l’anarchico catalano Salvador Puig Antich.

Era il tempo in cui la compagneria, specie dopo l’occupazione delle case a San Basilio e l’uccisione di Fabrizio Ceruso da parte delle “forze dell’ordine”, cercò di radicarsi meglio nel territorio. Era il tempo della “disobbedienza civile” con l’autoriduzione delle bollette del telefono e della luce. Era il tempo dell’Assemblea Cittadina della variegata area dell’Autonomia.

La Manifesta 2018: si parte domani alle 18 con l’edizione “La vacanza di Marx”

Inizia alle 18 di domani, 6 luglio, l’edizione 2018 della Manifesta, la manifestazione dell’Associazione il manifesto in rete. Per tre giorni, fino all’8 luglio, a Bologna si susseguono dibattiti, proiezioni e cene. Dove? Al centro sociale e culturale Giorgio Costa di via Azzo Gardino 44. Segnatevi gli appuntamenti, c’è bisogno di tutti per andare alla ricerca delle origini e del nuovo pensiero critico sotto il tema di quest’anno: “La vacanza di Marx”.

Napoli, la città obbediente di De Magistris

di Bruno Giorgini in collaborazione con Amalia Tiano

Quando dopo mezz’ora di discussione (25 giugno 2018), a Luigi De Magistris chiedo di Napoli città ribelle, che è, tra l’altro, il titolo di un suo libro, risponde a sorpresa: sì ho coniato io questa definizione, ma oggi, beh oggi direi piuttosto Napoli città ubbidiente.

Con Amalia siamo in città da un paio di giorni, per cercare nei limiti del possibile di capire, o almeno guardare, come si svolgono le dinamiche di strada, specie nella parte più popolare: i quartieri spagnoli. Uscendo da casa scendiamo in via della Pignasecca, col suo mercato dove trovi di tutto, aggirandoci nell’intrico dei vicoli. Dove la criminalità camorristica è ben visibile, ma anche molti turisti si muovono, tutti stranieri. Il rinascimento culturale di Napoli, anch’esso ben visibile, porta infatti in città molti turisti soprattutto non italici coi relativi soldi al seguito, e là dove arriva il denaro la camorra si dispiega.

Turisti che conoscono Gomorra, e non hanno paura, anzi la camorra se la vanno a cercare, nei luoghi di Gomorra, e/o dell’Amica Geniale, la quadrilogia di Elena Ferrante. Camorra che produce anche innovazione tecnologica: un microcellulare, leggerissimo, piatto, lungo pochi centimetri, intestato a ignare utenze straniere, con pochissimo metallo, perciò invisibile ai metal detector, che si può nascondere nelle suole di un paio di scarpe da tennis. Lo si trova completo di scheda per 150 euro al mercatino della Duchesca, e si dice sia stato inventato a Poggioreale da qualche detenuto di genio per le comunicazioni dei boss con l’esterno.

La Manifesta 2018: da venerdì a domenica a Bologna tre giorni di incontri e dibattiti

Da venerdì 6 a domenica 8 luglio. Ecco le date della Manifesta 2018, la manifestazione dell’Associazione il manifesto in rete: tre giorni di dibattiti, proiezioni e cene. A cui non mancano sentimenti, ricerca delle origini e nuovo pensiero critico. Il tutto al Centro sociale e culturale Giorgio Costa di Bologna (via Azzo Gardino 44).

La Manifesta 2018 a Bologna: il programma completo della manifestazione del 6 all’8 luglio

Dal 6 all’8 luglio. Segnatevi le date della Manifesta 2018, la manifestazione dell’Associazione il manifesto in rete. Come annunciato, eccolo qua: tre giorni di dibattiti, proiezioni e cene. A cui non mancano sentimenti, ricerca delle origini e nuovo pensiero critico. Il tutto al Centro sociale e culturale Giorgio Costa di Bologna (via Azzo Gardino 44).

Lampedusa. Aisha, 8 anni, contro l’Italia

di Antonello Mangano

In pochi giorni Aisha è svenuta per la fame e la sete in una barca alla deriva partita da Sfax; ha visto un balordo provare a stuprare la madre davanti ai suoi occhi; ha subito un colpo all’addome durante una violenta carica della polizia italiana. Vive in uno stato di paura costante che la porta a perdere i sensi. Adesso è il tempo del risarcimento. In questi giorni il suo caso arriva a Strasburgo presso la Corte europea dei diritti umani. Da un lato una bambina tunisina di otto anni e la madre. Dall’altro​,​ il governo italiano.

“Eravamo in 40 su una barca e ci siamo persi”, racconta la madre. “Abbiamo incontrato un peschereccio. Gli abbiamo chiesto di riportarci in Tunisia. I pescatori hanno rifiutato”. Tre giorni senza mangiare e bere. Poi una luce in lontananza e altre nove ore per arrivare alla salvezza, cioè l’isola di Lampedusa. Sono le due di notte del 15 febbraio. Aisha sviene e viene portata via in ambulanza.

Squallido e trasandato

La famiglia vuole chiedere asilo. Ma non può. “Per tutto il tempo della permanenza non hanno ricevuto alcun documento attestante la ricezione della domanda di protezione”, dice Giulia Crescini, legale della famiglia.