Category Archives: Primo piano

Contro l’interposizione nel lavoro, forma estrema di sfruttamento: al via la pubblicazione dei video

di Piergiovanni Alleva

Sulla pagina Facebook dell’Altra Emilia Romagna è iniziata la pubblicazione dei video e degli interventi del convegno Contro l’interposizione nel lavoro, forma estrema di precariato e sfruttamento che si è tenuto a Modena lo scorso 9 giugno. Sono materiali importanti perché, sul tema, l’analisi e la ricerca di soluzioni sono argomenti non più rinviabili.

Europee, il Pd forse apre a sinistra. Ma c’è una sinistra all’altezza della sfida?

Pd - Foto di Orsonisindaco

di Sergio Caserta

Le prossime elezioni europee segnano uno spartiacque per l’attuale governo in carica, retto dal patto-contratto di governo tra M5s e Lega. Se confermeranno l’irresistibile ascesa del partito di Matteo Salvini, allora per Luigi Di Maio & C. la situazione potrebbe diventare insostenibile: piegarsi definitivamente ai diktat del “capitano” o rinunciare alla prosecuzione del governo e anche alla leadership nel Paese, già allo stato presente alquanto usurata? In ogni caso il risultato delle Europee sarà determinante.

Tra i due maggiori competitor però si è reinserito il Partito democratico, dato in buona ripresa dopo l’elezione di Nicola Zingaretti, come in parte hanno indicato le Elezioni regionali in Abruzzo e in Sardegna in cui il centrosinistra, guidato da due candidati non diretta espressione del Pd – Giovanni Legnini e Massimo Zedda -, ha recuperato una parte dei voti persi alle politiche di un anno fa, seppur non si possa certo parlare di successo.

Ora sembra che Zingaretti intenda almeno per le Europee rilanciare la centralità del Pd, ma riesumando l’apertura ad alleanze anche a sinistra. Non è per niente chiaro però in quale direzione, soprattutto per quanto riguarda le politiche del lavoro e ambientali sulle quali si è rotto la testa Matteo Renzi.

Il dopo sisma in Emilia: pulizia etnica del patrimonio

di Tomaso Montanari

Demolizioni di futuro. È questa la perfetta definizione di ciò che continua ad accadere in Emilia, a quasi sette anni dal terremoto del maggio 2012. Edifici storici, tutelati dalla legge e ricchissimi di significati vengono fatti brillare perché fortemente lesionati: una sorta di colpo di pistola alla testa ad organismi fiaccati, ma che sarebbe perfettamente possibile salvare. Una pulizia etnica del passato dovuta non alla povertà, ma alla ricchezza senza cultura di una regione che pensa già a nuovi capannoni e si prepara alla “secessione dei ricchi”, insieme a Veneto e Lombardia.

Nell’immediato dopo terremoto a saltare in aria furono i campanili (indimenticabili le immagini dell’esplosione di quello di Poggio Renatico), municipi (come quello di Sant’Agostino, nel Ferrarese, anch’esso minato con la dinamite), case antiche (a Mirandola, per esempio): uno scempio che trovò poi una giustificazione ideologica negli stand del ministero per i Beni Culturali al Salone di Ferrara nel marzo 2013. Il loro titolo, stampato a caratteri di scatola, era: “Dov’era ma non com’era”.

Una provocazione, rincarata dalla presentazione stampata sui pannelli, in cui il vertice del sistema italiano di tutela del patrimonio culturale affermava: “Di considerare questo evento drammatico come un’opportunità. L’opportunità di affermare una cultura architettonica della ricostruzione capace di prendere le mosse dalla reale situazione e consentire la coesistenza tra le preesistenze e gli edifici contemporanei, l’attualizzazione del bene culturale laddove era, dando ad esso nuovi significati vitali”.

Quale politica uscirà dall’uovo?

di Salvatore Settis

Una strana epidemia affligge l’Italia. Partito dai politici, il contagio si è esteso dappertutto. Il morbo passa inosservato perché non è mortale, ma produce danni irreversibili. Si chiama miopia. Comporta un’ossessiva concentrazione sul presente, l’incapacità di elaborare progetti di lunga durata, il ripudio di ogni visione strategica, l’indifferenza ai dati di fatto, il rigetto di ogni soluzione. Insomma, il lento suicidio di chi corre verso il precipizio ma non ci crede, e non cambia strada né mette il piede sul freno. Nasce così quel che con metafora ciclistica si chiama surplace: la tecnica di star fermi, in equilibrio sulle ruote, spiando l’avversario. Ma se tutti i ciclisti fanno surplace, la gara non parte mai. Questo flusso d’incoscienza pervade la scena politica. In luogo dei disastri sempre imminenti e sempre rinviati, genera stagnazione.

Calamandrei diceva che la Costituzione è presbite, perché guarda lontano; ma le istituzioni di governo sono in preda alla miopia. Il suo contrario è la chiaroveggenza: la capacità, o almeno il tentativo, di prevedere quel che accadrà, e non solo nell’immediato futuro. Il quadro di Magritte Clairvoyance è una vera lezione di lungimiranza. Un pittore siede davanti alla tela, pennello in mano, e fissa il suo modello, un uovo posato sul tavolo. Ma il pittore, chiaroveggente, dipinge l’uccello che nascerà: anticipa i tempi, “vede” il futuro che cova dentro il presente. Il suo sguardo a raggi X ‘legge’ nell’uovo il Dna, ‘sa’ se ne nascerà uno sparviero o un piccione.

Le violenze maschili contro le donne: l’insoddisfacente logica della punizione

di Maria (Milli) Virgilio

Ha suscitato immediate proteste la riforma in senso favorevole al condannato della sentenza nei confronti di un uomo che aveva assassinato la sua compagna per “gelosia”. Così aveva motivato il suo gesto. Da 30 a 16 anni di reclusione il salto è forte.

Il Giudice della udienza preliminare di Rimini aveva condannato a 30 anni. A questa pena era arrivato ritenendo l’assassino responsabile di omicidio, aggravato per aver agito per motivi abietti o futili. La pena prevista per questo caso è quella dell’ergastolo, ma l’imputato aveva chiesto di procedere con il giudizio abbreviato, e questo comporta che l’ergastolo sia sostituito per legge dalla reclusione a trenta anni.

È una specie di sconto/premio che viene attribuito a chi chiede di procedere senza dibattimento, cioè più velocemente, sulla base dei soli atti di indagine. Era stata solo chiesta dalla difesa una perizia psichiatrica per valutare se l’imputato fosse al momento del fatto incapace di intendere e di volere, e dunque non imputabile e non punibile. Il perito psichiatra forense nominato dal giudice aveva escluso ogni causa di non punibilità, anche se aveva affermato che l’assassino aveva agito in preda a una “soverchiante tempesta emotiva e passionale”. Tale condizione era stata del tutto irrilevante per il giudice della prima sentenza, ma non è stato così per la Corte d’assise d’appello di Bologna.

La questione migranti: Italia incivile, Europa incivile

di Luigi Ferrajoli

Una politica disumana e illegale

Il principale segno di cambiamento manifestato finora dall’attuale sedicente “governo del cambiamento”,nato dall’alleanza tra la Lega e ilMovimento 5 Stelle, è la politica ostentatamente disumana e apertamente illegale da esso adottata nei confronti dei migranti. Il primo atto governativo è stato uno dei più vergognosi della storia della Repubblica: la chiusura dei porti inaugurata con il respingimento dell’Aquarius sul quale erano stati salvati dalla Guardia costiera italiana629 migranti, di cui 123 minori non accompagnati, 11 bambini e 7 donne incinte.

Il senso dell’operazione è stato quello di premere sull’UnioneEuropea, prendendo i migranti in ostaggio e costringendoli a una lunga e sofferta traversata fino al porto di Valencia dove il governo spagnolo, per ragioni umanitarie, aveva infine consentito l’approdo. Ha fatto seguito il blocco opposto ad altre navi, lasciate a vagare in mare con il loro carico sofferente di centinaia di persone, e poi la vicenda, in agosto, della nave Diciotti, dove la presa in ostaggio per dieci giorni di177 migranti è stata una chiara lesione del principio della libertà personale stabilito dall’articolo 13 della nostra Costituzione e perciò, come ha ritenuto la Procura di Agrigento, un sequestro di persona e un abuso d’ufficio.

L’aspetto più grave e chiaramente eversivo di questo reato è stato peraltro la sua aperta rivendicazione compiuta dal ministro, il quale ha per di più dichiarato di voler perseverare nella sua commissione, con l’evidente intento di alterare i fondamenti del nostro stato di diritto: non più la legalità costituzionale, ma il consenso elettorale quale fonte di legittimazione di qualunque arbitrio, persino se delittuoso.Siamo dunque di fronte a una gigantesca omissione di soccorso e alla violazione di principi elementari di diritto interno e di diritto internazionale sulla protezione dovuta alle persone in mare in pericolo di vita.

Prove di estrema destra

Fascismo - Foto di Ian M.

di Gianfranco Pagliarulo

In Abruzzo vince il centrodestra a trazione leghista, con l’annunciato boom del partito di Salvini, perde in modo pesante il Movimento 5Stelle, ottiene un risultato segno di una qualche ripresa l’alleanza di centrosinistra. Una parziale conferma di questo trend proviene dal recente sondaggio sulle elezioni europee che dà la Lega oltre il 32% e il M5S a meno del 26%. Questo è l’essenziale; vedremo se in qualche misura tali prospettive verranno confermate dai ravvicinatissimi ulteriori appuntamenti elettorali. In ogni caso val la pena la pena soffermarsi su alcune questioni.

Inesorabilmente il baricentro del governo, già fortemente sbilanciato a favore della Lega in barba all’esito delle elezioni politiche e dei conseguenti rapporti di forza in Parlamento, si sta spostando verso il partito di Salvini. Le scelte del ministro-segretario del partito e degli altri ministri e sottosegretari leghisti indicano che in Italia c’è oggi un governo di estrema destra che non ha alcun riscontro dal dopoguerra e che può portare il Paese ad una forma moderna di Stato autoritario. Altro che scomparsa della destra e della sinistra!

Questo governo non ha mai speso una parola (e tanto meno dato vita ad un fatto) per contrastare l’azione dei gruppi neofascisti, che è sempre più diffusa e pericolosa; c’è il web, dove alla tradizionale debordante presenza di pagine “nere” si aggiunge – come dimostrato da un’interessante inchiesta di Left in via di pubblicazione – il moltiplicarsi di gruppi “segreti” della stessa matrice, che sguazzano nell’odio, nella violenza e nel razzismo e in cui sempre più spesso si fa richiamo all’uso delle armi da fuoco.

Bologna, Prati di Caprara: il comitato si prepara a far camminare il bosco

di Radio Città Fujiko

“Il bosco che cammina”. Come nel Macbeth di Shakespeare, Rigenerazione No Speculazione si prepara per la marcia del bosco spontaneo dei Prati di Caprara, prevista il 16 marzo. La battaglia è sempre quella: salvare il bosco dall’urbanizzazione. Laboratori a Làbas e Mercolello per costruire maschere silvestri. Il 28 febbraio un’assemblea pubblica.

A qualcuno potrà ricordare la battaglia raccontata da Tolkien ne “Il Signore degli Anelli”, ma il riferimento letterario evocato dal comitato Rigenerazione No Speculazione è un altro, il Macbeth di William Shakespeare. In particolare la scena in cui il barone ribelle Macduff e il figlio del defunto re Duncan muovono con l’esercito contro Macbeth e, per nascondere la moltitudine dei soldati, li occultano dietro rami tagliati dalla foresta di Birnam, così da sembrare che il bosco stesso avanzi.

Il 16 marzo, invece, sarà il bosco spontaneo dei Prati di Caprara ad avanzare e muoversi verso il “centro del potere”, piazza Maggiore, sede di Palazzo D’Accursio. Ad “animarlo” saranno sia il comitato che tutte le associazioni e i gruppi di cittadini che negli ultimi anni si sono battuti per preservare quel polmone verde della città ed opporsi ai progetti urbanistici del Comune.

Democrazia indivisa: la storia del Movimento dei Finanzieri Democratici e del loro ’68

di Loris Campetti

Del biennio rosso si conoscono con ragionevole approssimazione le date d’inizio. L’anno degli studenti, il ’68, inizia il 27 novembre a Torino con una votazione di 500 ragazze e ragazzi assiepati nell’aula magna dell’Ateneo, palazzo Campana, che ne decide l’occupazione. L’autoritarismo baronale è sottoposto a un processo di massa destinato a modificare prima i rapporti di forza e poi le relazioni all’interno delle università e delle scuole.

L’anno degli operai, il ’69, inizia anch’esso con qualche anticipo, il 19 aprile del ’68, quando durante una manifestazione contestuale a uno sciopero che coinvolge 6 mila lavoratori in lotta per il salario, la salute e l’occupazione, viene abbattuta la statua del padre-padrone, il conte Marzotto, nella piazza di Valdagno. L’unità operaia-popolare – così si è raccontato quel movimento – ha spezzato il sistema feudale di Marzotto e ha fondato un sistema di forze nuove”.

Decisamente più difficile sarebbe invece fissare le date conclusive del movimento antiautoritario. Per molte ragioni, la principale delle quali è che il contagio partito dalle scuole e dalle fabbriche non è stato archiviato dalle bombe di piazza Fontana, anzi si è esteso progressivamente all’intera società, dalla scienza alla religione, alla famiglia, ai rapporti di coppia, fino a ribaltare ritualità e regole persino nei luoghi più separati di un’Italia già messa a soqquadro dal boom economico.

Governo, parlamento e inosservanza della Costituzione: una deriva pericolosa

di Carlo Smuraglia

Non ho alcuna intenzione di procedere ad una verifica delle scelte politiche del Governo e del Parlamento, sulle quali avrei – magari – non poche osservazioni da fare, ma non in questa sede. L’intento è invece quello di verificare il livello di “rispetto” della Costituzione da parte della maggioranza di Governo, intendendo per tale non solo l’osservanza puntuale delle regole scritte nella Carta, ma l’aderenza, o meno, in concreto, a quello che molti definiscono, al di là delle singole disposizioni, “lo spirito” della Costituzione. A questo fine, occorre una brevissima premessa, solo per chiarezza.

Secondo l’art. 1 della Costituzione, la nostra è una Repubblica democratica fondata sul lavoro; la sovranità popolare appartiene al popolo, che la esercita attraverso lo strumento parlamentare. Implicita, in questa disposizione e in altre, la necessità di una reale partecipazione dei cittadini, in altre parole di un serio ed effettivo esercizio della sovranità popolare. Da ciò, il fondamentale rilievo della rappresentanza e della funzionalità rigorosa del sistema parlamentare, fondato sulla centralità del Parlamento.

Ma accanto a questi “pilastri” essenziali, c’è un sistema fatto non solo di princìpi, di regole e di valori, ma – come accennato – anche di un complesso di elementi che sono considerati lo “spirito della Costituzione” (il valore della persona, la dignità, il lavoro, la solidarietà, l’uguaglianza, la legalità e l’etica, l’antifascismo e l’antirazzismo, per limitarsi all’essenziale).