Category Archives: Discussioni di filosofia

Le conseguenze della filosofia: liberarsi dalle illusioni per avvicinarsi alla vera conoscenza

Filosofia - Foto di Eco Dalla Luna

di Ermelinda Valentina Di Lascio

L’edificio del tuo orgoglio deve essere smantellato.
E questo è un processo che terrorizza.

L. Wittgenstein

Nella Grecia del V sec. a.C. vi erano delle figure itineranti il cui mestiere consisteva nel recitare, perlopiù in occasione di competizioni pubbliche, famosi brani poetici e, secondo le più persuasive analisi interpretative, nell’offrire poi un discorso elogiativo del lavoro del poeta del quale si facevano interpreti. Questo elogio riguardava principalmente la correttezza delle cose dette dal poeta. Tali persone erano chiamate ‘rapsodi’ e solitamente ogni rapsodo era specializzato in un poeta. Per la loro estesa conoscenza dei testi poetici erano considerati sapienti, così come lo erano considerati i poeti stessi: basti pensare che lo studio dei poemi omerici era parte fondamentale dell’educazione primaria in quanto considerati una sorta di manuali dai quali era possibile acquisire conoscenza in tutte le discipline.

Nel dialogo platonico intitolato Ione, Socrate (470-399 a.C.), la figura filosofica probabilmente più nota dell’antichità e protagonista di quasi tutti i dialoghi scritti dal suo allievo Platone, chiede ad Ione, che con boriosa fierezza vanta fama di eccellente rapsodo di Omero, quale sia il suo ambito di conoscenza in quanto rapsodo. Ione gli risponde di conoscere tutto ciò che Omero riporta nei suoi poemi. Egli non intende affermare semplicemente che conosce a memoria i versi di Omero o il loro significato ma che, come Omero stesso, possiede conoscenza delle varie discipline delle quali Omero parla nelle sue opere, dall’arte del calzolaio a quella del generale, alle cose divine, conoscenza d’altronde necessaria per poter tessere l’elogio di Omero. Ma, nel corso del dialogo, Socrate, interrogando Ione, lo induce a contraddirsi rispetto alla sua dichiarazione di conoscenza (cioè mette in atto un elenchos, una ‘confutazione’) o ad ammettere conseguenze assurde.

Il bisogno umano di fare filosofia

Filosofia - Foto di Sam Moorhouse

di Ermelinda Valentina Di Lascio

La soluzione del problema che vedi nella vita è
un modo di vivere che fa scomparire ciò che è problematico.

L. Wittgenstein, MS 118, 17r-17v (27.8.1937)

Di mestiere faccio la filosofa o, più precisamente, la storica della filosofia antica greca e romana. Come tale, anche quando mi ritrovo in compagnia di amici che non appartengono alla cerchia accademica parlo spesso di filosofia. La reazione della maggior parte di essi tradisce la loro percezione della filosofia come di una disciplina esclusivamente accademica; se ne dicono affascinati e ricordano, con un briciolo di malinconia, i tempi della scuola quando si potevano permettere di dedicare parte del proprio tempo a vane speculazioni metafisiche o ontologiche, ma giudicano la segregazione della filosofia dalla società odierna e la sua esclusiva relegazione all’accademia come giustificata essendo la filosofia priva, a loro avviso, di qualsiasi risvolto pratico attuale.

In tali occasioni, ad un certo punto, vengo invitata a porre fine ai discorsi di stampo filosofico, e si passa a parlare di altro, di temi cari a tutti i presenti. Parliamo, tra altre cose, della nostre frustrazioni, insoddisfazioni, conflitti interiori, di traguardi di vita che vorremmo raggiungere o che ci rammarichiamo di non aver raggiunto. Parliamo di arte, di religione, di politica. Abbiamo spesso opinioni divergenti e l’esito della conversazione lascia ognuno della propria idea, ma capita anche che ci sia chi si dica persuaso dell’idea di qualcun altro.

Ebbene, ciò che i miei amici ignorano è che su tutti gli argomenti oggetto delle nostre chiacchierate i filosofi antichi hanno riflettuto, avanzato risposte; difatti ciò di cui non si accorgono è che non siamo passati a parlare di ‘altro’, che io–pur non chiamando in causa nomi celebri–non ho smesso di parlare di filosofia e che loro stessi si sono cimentati in una sorta di esercizio filosofico.