Category Archives: Ambiente e territorio

#SardegnaAvvelenata: Portoscuso, soldi pubblici sprecati, inquinamento, salute e paracarri

di Stefano Deliperi

Incredibile. Donatella Emma Ignazia Spano, Assessore della Difesa dell’Ambiente della Regione autonoma della Sardegna, e Tore Cherchi, già parlamentare della Repubblica nonché amministratore locale sulcitano e ora coordinatore del Piano Sulcis, all’unisono magnificano i risultati della recente conferenza di servizi tenutasi presso il Ministero dell’Ambiente sulla bonifica e messa in sicurezza della falda acquifera di Portoscuso: i costi saranno sostenuti dalle aziende che hanno inquinato.

Si tratta della banale applicazione del principio secondo cui chi inquina paga. E’ stabilito dalla legge (art. 3 ter del decreto legislativo n. 152/2006 e successive modifiche e integrazioni) e dalla normativa comunitaria. Nessun regalo, nessuna vittoria, solo l’applicazione della legge. La dice lunga su come vengano affrontati i problemi ambientali, sanitari di un’intera popolazione e della riconversione industriale.

Su connottu. Come si è sempre fatto. Industria pesante e inquinante, fuori mercato e sostenuta da fondi pubblici. Per esempio, ben 74,1 milioni di euro sui 668,6 milioni di euro del Piano Sulcis sono destinati alla ripresa dell’attività dell’Eurallumina. Ampliamento del bacino dei fanghi rossi, “solita” attività inquinante, nessuna certezza di poter vendere sul mercato internazionale l’alluminio primario.

No triv: verso il referendum sostenuto dalle regioni

No triv - Foto di AmbienteQuotidiano.it

No triv - Foto di AmbienteQuotidiano.it

di Enzo Di Salvatore

Cin­que anni fa, a seguito del disa­stro petro­li­fero occorso nel Golfo del Mes­sico, il governo Ber­lu­sconi decise di vie­tare la ricerca e l’estrazione di petro­lio nei mari ita­liani entro le cin­que miglia marine. Que­sta pre­vi­sione non era rivolta solo al futuro, ma – per così dire – anche al passato. Nel senso che il divieto avrebbe tro­vato appli­ca­zione anche ai pro­ce­di­menti in corso: a pro­ce­di­menti avviati, ma non ancora con­clusi con il rila­scio di un per­messo di ricerca o di una con­ces­sione per l’estrazione.

Due anni dopo, il governo Monti inter­ve­niva nuo­va­mente in mate­ria con un decreto-legge (il «decreto svi­luppo»), sta­bi­lendo che quel divieto – concernente ora sia il petro­lio sia il gas – fosse esteso ovun­que alle dodici miglia marine. Con una pre­ci­sa­zione, però. Il nuovo divieto avrebbe riguar­dato solo il futuro e non il pas­sato. Nel senso che non avrebbe tro­vato più appli­ca­zione ai pro­ce­di­menti in corso. L’obiettivo del governo Monti era asso­lu­ta­mente chiaro: occor­reva far ripar­tire i pro­ce­di­menti bloc­cati dal governo Ber­lu­sconi.

Ven­ti­cin­que in tutto, tra i quali quello su «Ombrina mare» in Abruzzo e quello su «Vega B» nel Canale di Sici­lia. Ai quali, nel pros­simo futuro, si aggiun­ge­ranno quelli rela­tivi alle atti­vità di ricerca che ha in serbo la società Spec­trum Geo: un pro­getto enorme desti­nato ad esplo­rare i fon­dali del mare Adria­tico per 30 mila chi­lo­me­tri qua­drati e che, ter­mi­nata la fase della ricerca, verrà ulte­rior­mente spac­chet­tato in nume­rosi pro­getti di estra­zione.

Nasce il Comitato nazionale No biogas

di Massimo Corsini
Il 20 Ottobre 2012, a Bagnarola di Budrio, si è tenuto il secondo e fondamentale incontro del nascente comitato nazionale contro le centrali a biogas. Sarebbe più esatto dire le cattive centrali a biogas, che probabilmente sono anche la maggioranza, purtroppo. Il primo incontro si era tenuto in Piemonte a Bra, in casa Slow Food, mentre ieri, a Bagnarola, si sono dati appuntamento quasi tutti i coordinamenti regionali per scegliere un nome, discutere e darsi uno statuto comune. Quest’ultimo è ancora in corso d’opera, ma il primo c’è. Il comitato nazionale si chiama: “Coordinamento nazionale Terre Nostre. Comitati no biogas e biomasse e per la tutela della salute e dell’ambiente”. Per chi non lo sapesse, anche in Emilia Romagna c’è un neonato comitato regionale, che ha visto la luce circa due settimane fa con un suo statuto e l’adesione di tutti i comitati della regione impegnati in battaglie contro costruttori del biogas e amministrazioni conniventi.

La centrale a biogas di Budrio non ha bisogno di VIA, secondo la Provincia

Non c’è pace per Budrio. La centrale s’ha da fare. Lo dice anche la Provincia che, pur confermando i rilievi dei Vigili del Fuoco, dà il via libera e addirittura esenta l’impianto dalla Valutazione di impatto ambientale. L’aggiornamento di Massimo Corsini

Il Comune incalzato sulla liquidazione di Atc risponde poco e male

Durante l’ultimo Question Time in Comune la vicesindaco Silvia Giannini, sollecitata dal consigliere del Pdl Lorenzo Tomassini, è tornata sulla questione Atc. Qui la trascrizione di domanda e risposta.

Budrio. Retromarcia dei Vigili del Fuoco e via libera alla centrale

Dietrofront dei Vigili del Fuoco sulla centrale a biomasse di Budrio. Via libera, ma i problemi strutturali non sono cambiati. i comitati sul piede di guerra pensano ad azioni legali. L’articolo di Massimo Corsini

INCHIESTA. Atc sosta: la “bad company” che rischia il fallimento

La scissione di Atc per creare Tper ha lasciato indietro il settore Sosta e i suoi 128 lavoratori. Che adesso, per un imbuto normativo, non possono nemmeno più fare il proprio lavoro. Ma il controllo della mobilità serve, e il Comune tira fuori 500mila euro per garantirlo. E se una sola delle cause pendenti fosse persa, Atc rischia il fallimento. La seconda puntata dell’inchiesta di Claudio Magliulo. Qui la prima puntata.

I vigili del Fuoco dicono no al biogas a Budrio, ma nessuno lo sa

I Vigili del Fuoco danno parere negativo sulle centrali a biogas previste a Budrio, ma la Provincia non lo sa e il Comune di Budrio non glielo dice. La denuncia dei comitati. L’articolo di Massimo Corsini 

Intervista ad Andrea Caselli, Forum dell’Acqua

Il popolo dell’acqua e dei beni comuni torna in piazza il 2 Giugno. Il corteo è promosso dal Forum italiano dei movimenti per l’acqua.
L’intervista ad Andrea Caselli, coordinatore regionale del Forum dell’Acqua.

Mani Tese a Finale Emilia, quando la cooperazione internazionale diventa solidarietà locale

C’è un Emilia abituata alla solidarietà che non ha mai smesso di tirarsi su le mani ed aiutare gli altri. Soprattutto in questi giorni faticosi tra scosse e conta dei danni. Lo sanno bene a Finale Emilia, luogo diventato tristemente noto dopo il sisma. Qui ha sede uno dei gruppi più attivi di ManiTese, ong laica da sempre impegnata nella cooperazione internazionale.