Category Archives: Ambiente

Sardegna, nel futuro di Portoscuso ancora veleni: senza valore la salute degli abitanti

di Paola Correddu, vicepresidente Isde Sardegna

Parrebbe imminente la chiusura delle pratiche autorizzative per il riavvio dello stabilimento di Eurallumina, fermo da oltre 8 anni. Al favorevole buon esito della procedura, se ci sarà, un contribuito determinante lo avrà dato il Senatore Silvio Lai, firmatario di un emendamento al D.L. n 91/2017, convertito nella L. 123/2017, che porterà al raddoppio del bacino dei fanghi rossi di Portoscuso, con innalzamento dell’esistente di 10 metri, per un totale di 46 metri d’altezza e 178 ettari di superficie.

Con l’emendamento Lai si sottraggono dal relativo regime, con effetto retroattivo, le aree gravate da uso civico che siano state destinate, in violazione di legge, alla realizzazione di interventi industriali per il perseguimento “dell’interesse generale dello sviluppo economico della Sardegna”.

L’emendamento, strumentalmente poco comprensibile visto che non indica le reali implicazioni conseguenti alla rimozione dei vincoli, non “dichiara impossibile la presenza di usi civici nelle zone industriali”, come affermato erroneamente dal Sen. Lai nel suo articolo pubblicato sulla Nuova Sardegna del 25 settembre, ma riconosce retroattivamente la validità e l’efficacia di atti adottati in violazione di legge. In pratica una sanatoria per le azioni che improvvidamente hanno spogliato le comunità locali di un diritto collettivo, generando condizioni di grave compromissione dell’ambiente.

Parliamo degli impianti sportivi a Bologna (seconda parte)

di Silvia R. Lolli

Esaminiamo quello che ancora sui documenti comunali viene definita “Associazione dilettantistica Nettuno Tennis Club” (ultimo in ordine di tempo PG 26954/17 N. odg 86/17, atto del Consiglio Servizi per l’Edilizia). Se guardiamo il sito dell’Osservatorio Regionale, il centro, che come vedremo si è espanso molto nel corso degli anni, è menzionato tra gli spazi adibiti al tennis con due campi di tennis ed anche con spazi per il calcio: sono censiti qui due campi di calcio, di cui uno dovrebbe essere adibito a calcetto.

Se guardiamo però la relazione dell’ingegnere, che accompagna la richiesta per l’ultimo ampliamento, ci sembrano indicati più campi di tennis e meno di calcio; non sappiamo se questa mappa proviene da google, oppure dai dati di catasto indicati nel documento. Cambiamenti comunque si notano: i campi di tennis ci sembrano almeno 4, vengono anche richiamati nella relazione quando si prospetta l’uso dei palloni pressostatici, relazione che all’inizio richiama appunto il catasto di Bologna.

Dai rilevamenti fotografici, presi dal parco Nicholas Green – orti di Villa Contri, si possono osservare vari edifici, uno dei quali in costruzione proprio in questi mesi, ed uno spazio/parete per il tennis che supponiamo già in essere e costruito con precedenti manutenzioni del centro. Ricordiamo per esempio che è da almeno vent’anni che questa associazione dilettantistica fa richieste di ampliamento e vengono tutte puntualmente soddisfatte. Forse solo quella di incorporare uno spazio di parco per costruire un campo di beach volley pensiamo sia stata bocciata dal quartiere all’inizio del 2000.

Parliamo degli impianti sportivi a Bologna (prima parte)

di Silvia R. Lolli

Continuiamo l’approfondimento sullo sport da queste pagine cercando di dare, non solo agli addetti ai lavori, qualche informazione sullo stato di alcuni impianti sportivi di proprietà comunale, cioè pubblica, al fine di conoscere meglio la situazione complessiva, cercando di fornire ipotesi per una diversa politica. Partiamo dal riconoscere che negli ultimi trent’anni si è creata una situazione nuova, per noi paradossale, in nome dell’impossibilità del Comune di gestire direttamente il patrimonio pubblico.

Con l’attuale amministrazione emerge un’ulteriore lettura del sistema sportivo: la suddivisione dell’impiantistica fra impianti di terra e di acqua come se la politica dovesse avere sguardi diversi rispetto al proprio patrimonio nello stesso settore. Già lo sport è un fenomeno complesso e la divisione della sua gestione non può che rendere tutto più difficile, confuso ed opaco.

Non vorremmo essere solo contro qualsiasi decisione presa dal Comune di Bologna o dalla nostra città metropolitana, ma vogliamo rendere più trasparente, cioè conosciuto da tutta la cittadinanza, ciò che succede in campo sportivo, al di là dei resoconti giornalistici, spesso chiacchiere da bar e magari dare suggerimenti per un nuovo corso politico. Solo a volte troviamo informazioni un po’ interessanti sul sistema sportivo come per esempio martedì 12 settembre.

Bologna, lettera aperta al sindaco Merola: Venti Pietre contro il progetto ai Prati di Caprara

di Venti Pietre

Gentile Sindaco Merola, in qualità di associazione che ha aderito formalmente al comitato Rigenerazione no Speculazione, sentiamo il desiderio e il dovere di rispondere nel merito alle dichiarazioni da lei rilasciate nel video promozionale sulla “riqualificazione” dell’area Prati di Caprara. Vogliamo affermare ancora una volta che Prati di Caprara deve restare libera da nuovi inutili insediamenti abitativi e commerciali perché è un bene pubblico della città.

In particolare, Prati di Caprara Est sarà un meraviglioso parco di Bologna, indispensabile per la nostra città, in una zona avvelenata dall’inquinamento anche più di altre che non può resistere al vostro ennesimo progetto di “nuovo quartiere della città” che qui nessuno vuole, come ben dimostrano le firme di più di 3000 cittadini che le verranno presto presentate. Anche lei la pensava così solo un paio di anni fa; ricordiamo bene le sue parole:

“Sarà un’enorme foresta di alberi, grande più dei Giardini Margherita… ma davvero selvatica, senza panchine o giochi per bambini: un bosco da lasciare in eredità a chi verrà dopo di noi”.

Consumo di luogo: c’erano una volta i comuni rossi dell’Emilia

di Enzo Scandurra

Ironia della sorte (ma non troppo); l’Emilia Romagna, un tempo regione modello per l’urbanistica italiana, si appresta ad approvare una legge regionale (Disciplina regionale sulla tutela e l’uso del territorio, n° 4223), che basandosi sulle parole d’ordine di rigenerazione/riqualificazione nelle città storiche, conclama la definitiva mutazione genetica di questa disciplina. Che da sapere finalizzato a limitare e contenere gli effetti negativi di uno sviluppismo, si trasforma in fiancheggiatrice del più bieco sfruttamento del territorio e delle città storiche.

L’elemento cardine dello sviluppo del territorio non spetta infatti più al piano regolatore comunale, ma agli accordi operativi derivanti dalla negoziazione fra l’amministrazione comunale e gli operatori privati che presentano al comune un’apposita proposta da approvare in 60 giorni, tempo proibitivo per i comuni. Altro contenuto inaccettabile della nuova legge urbanistica riguarda il contenimento del consumo del suolo. Ogni comune può prevedere un consumo di suolo pari al 3% del territorio urbanizzato.

Quest’espansione – ingiustificata e fin troppo generosa – è destinata a opere d’interesse pubblico e a insediamenti strategici “volti ad aumentare l’attrattività e la competitività del territorio”. Ed a conti fatti, tra eccezioni, deroghe e salvataggio di diritti acquisiti, è lecito supporre che il consumo di suolo consentito sarà di gran lunga superiore, fino al doppio o al triplo, del previsto 3% della superficie urbanizzata.

Il consumo di suolo e l’impiantistica sportiva (terza parte)

Stadio Dall'Ara

di Silvia R. Lolli

Riprendiamo l’analisi della legge sullo sport, sapendo che in termini politici dobbiamo far riferimento ad alcune situazioni. In Regione la delega allo sport non è stata assegnata a nessun assessore; è ancora in capo al Presidente Bonaccini. Il 30 maggio, alla conferenza stampa di presentazione della legge, così si esprimeva:

“Abbiamo voluto mettere lo sport al centro della nostra azione politica- afferma il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini- perché è un elemento di forte coesione sociale. Abbiamo puntato sul rapporto con la salute per la promozione di corretti stili di vita e del benessere delle persone e sul rapporto con le comunità e i territori attraverso il sostegno agli enti locali per la realizzazione, la gestione e il miglioramento degli impianti sportivi, in modo da favorire la pratica sportiva per tutti. E ancora, puntiamo sulla scuola con un cambio di paradigma, per promuovere la pratica motoria a partire dalla primaria e, infine, sul turismo sportivo, con la promozione di eventi in grado di favorire l’attrattività dell’Emilia-Romagna. Sport e attività motoria anche per riportare i ragazzi a una realtà vera e meno virtuale, per crescere in gruppo, coi compagni di squadra, anche solo tornando a inseguire i sogni dietro un pallone in un prato verde o dentro un palazzetto di periferia. Il tutto- chiude il presidente della Regione- senza escludere nessuno. Per questo abbiamo praticamente inaugurato il mandato aumentando i fondi per lo sport e quest’anno metteremo 20 milioni di euro per l’impiantistica e gli spazi sportivi nell’ambito della programmazione dei Fondi europei per lo sviluppo e la coesione, per un investimento complessivo di 25 milioni di euro nell’ambito della legislatura”.

Il consumo di suolo e l’impiantistica sportiva (seconda parte)

Stadio Dall'Ara

di Silvia R. Lolli

Fin dalla prima lettura della proposta di legge regionale sullo sport, troppo velocemente diventata legge, l’avevamo intitolata legge per lo sport turistico. Come si può definire altrimenti? Leggendo l’art. 1 un filo rosso economico-turistico appare e rimane per tutta la legge, anche se dobbiamo dire che alcune migliorie ci sono state dalla prima stesura, ma non, come detto, all’art. 11 che speravamo rimanesse intatto.

    “Art 1

  • 1. La Regione Emilia-Romagna, in coerenza con i principi dell’Unione europea, riconosce il valore sociale della pratica sportiva in ogni sua forma espressiva come strumento per la realizzazione del diritto alla salute e al benessere psico-fisico delle persone, il miglioramento degli stili di vita, lo sviluppo delle relazioni e dell’inclusione sociale, la formazione dell’individuo fin dalla giovane età, la promozione delle pari opportunità e del rapporto armonico e rispettoso con l’ambiente nonché per la valorizzazione sociale ed economica dei territori, anche attraverso lo sviluppo della wellness valley, di cui all’articolo 10, comma 4, lettera e) della legge regionale 25 marzo 2016, n. 4 (Ordinamento turistico regionale – Sistema organizzativo e politiche di sostegno alla valorizzazione e promo-commercializzazione turistica. Abrogazione della legge regionale 4 marzo 1998, n. 7 (Organizzazione turistica regionale – Interventi per la promozione e la commercializzazione turistica).
  • 2. La Regione persegue gli obiettivi della politica sportiva di promozione del diritto allo sport per tutti attraverso il coordinamento degli interventi per il benessere e la diffusione della pratica sportiva, anche in un’ottica interculturale. Ne favorisce l’integrazione con gli interventi di politiche della salute finalizzati al superamento del disagio sociale, anche attraverso l’attuazione delle strategie sull’attività fisica per la Regione europea elaborate dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), con quelli delle politiche educative, formative, di genere, culturali, turistiche e ambientali.
  • 3. La Regione favorisce un’equilibrata distribuzione e congruità degli impianti e degli spazi aperti al fine di garantire a ciascuno la possibilità di partecipare ad attività motorie e sportive in ambienti sani e sicuri.
  • 4. Per le finalità di cui ai commi 1, 2 e 3 la Regione:

Il consumo di suolo e l’impiantistica sportiva (prima parte)

Stadio Dall'Ara

di Silvia R. Lolli

Gli interventi di Tomaso Montanari, di Paola Bonora e di Piergiovanni Alleva tengono alta l’attenzione sulla riapertura dei lavori del consiglio regionale. Il consiglio tenterà di emanare la legge sull’urbanistica in tempi brevi, nonostante i pochi consiglieri di minoranza, le molte associazioni e i tanti cittadini siano contrari.

Accanto ai vari “gridi di dolore” di tutti gli esperti e dei consiglieri regionali, Alleva per l’AER i “pentastellati” e Silvia Prodi che si dissocia dagli altri democratici, aggiungiamo la preoccupazione derivante dall’approvazione della recente legge regionale sullo sport. Una legge passata in sordina e molto in fretta, grazie alla maggioranza bulgara del nostro consiglio regionale; contiene importanti ripercussioni anche sul versante urbanistico che dovrebbero essere maggiormente conosciute: potrà facilitare l’aumento di consumo di suolo prima dell’approvazione della legge da discutere.

C’è l’occasione di riempire di impianti sportivi un territorio che non è certamente deficitario. La stessa regione Emilia-Romagna poteva stabilire che i nostri standard impiantistici erano quasi a livello europeo quando creò l’Osservatorio regionale dello sport; anche se ci sono stati errori di rilevazione da parte dei Comuni, l’obiettivo principale di questo strumento rimane il censimento degli impianti sportivi e contemporaneamente la conoscenza per i cittadini dell’offerta di sport in regione.

Ancora sulla legge urbanistica dell’Emilia Romagna: interviene il consigliere Alleva

di Tomaso Montanari

Ricevo dal professor Piergiovanni Alleva, consigliere di opposizione dell’Assemblea Regionale dell’Emilia Romagna.

Occorre dare atto all’Assessore alle infrastrutture della Regione Emilia-Romagna di essere un interlocutore affabile e dialogico, infatti il più delle volte (non proprio sempre) non si sottrae al confronto. Egli è anche intervenuto al primo convegno “Fino alla fine del suolo” – promosso in Regione dall’Altra Emilia Romagna, insieme al M5S, nello scorso mese di marzo -, dopo aver ascoltato gli interventi degli eminenti urbanisti e studiosi che hanno mosso argomentate critiche alla proposta di legge della Giunta “disciplina regionale sulla tutela e l’uso del territorio” numero 218 del 27 febbraio 2017.

Anche in quell’occasione, come nella recente risposta all’articolo di Tomaso Montanari (la Repubblica, 8 agosto scorso) che riprende la sua prefazione al libro promosso da AER Consumo di luogo (ed. Pendragon, curato da Ilaria Agostini, ricercatrice di urbanista presso l’Università di Bologna), egli evita accuratamente di entrare nel merito degli argomenti che evidenziano le vistose incoerenze e contraddizioni che pongono radicalmente in discussione gli enunciati obiettivi della proposta di limitazione nel consumo di suolo, di semplificazione delle procedure, di difesa della legalità e di sviluppo economico attraverso la riqualificazione urbana. Una legge che mette in allarme non folle di esagitati contestatori, ma il meglio della cultura urbanistica di una Regione che fu all’avanguardia in Italia per la capacità di preservare il territorio dalle offese inflitte in tante altre parti del Paese.

Angelo Vassallo: cercando la verità

Angelo Vassallo

di Sergio Caserta

Sette anni fa con sette colpi di pistola a segno, fu posta fine alla vita di Angelo Vassallo, primo cittadino di Pollica, ridente comune del Cilento in Campania, luogo dedicato alla vacanza, al riposo, al diporto, all’agricoltura e alla cultura. Luogo consacrato con riconoscimento dell’Unesco alla ricerca della lunga vita attraverso la dieta mediterranea, in cui s’impegnò Ancel Keys, eminente economista e fisiologo statunitense che vi si stabilì per viverci fino a poco prima della morte avvenuta a Minneapolis nel 2004, a cento anni compiuti. Luogo insolito per le peculiarità ambientali ed antropologiche che lo rendono insieme a tutto il Cilento un’eccellenza unica nella costa tirrenica.