La condizione dello straniero nel Cie

Non è infrequente che lo straniero giunto al centro di identificazione ed espulsione, dopo aver vissuto l’esperienza carceraria, definisca la condizione di detenuto migliore e meno mortificante rispetto a quella che si trova a vivere da trattenuto. Ciò è dovuto principalmente al fatto che l’esperienza carceraria, per quanto definita come dolorosa e crudele e nonostante il sovraffollamento ed il disagio che la caratterizzano, rientra in una dimensione effettivamente “culturale”, essendo la punizione che quella società infligge a chi ha infranto le leggi, mentre, con il trattenimento all’interno di un Cie viene meno, da parte del trattenuto, la consapevolezza dei passaggi che legano l’azione alla punizione.
Il commento di Franco Pilati, responsabile del Progetto Sociale interno al Cie di Bologna
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Cie: le istituzioni totali sono dure a morire

La prima cosa che viene in mente proposito del Cie sono gli studi di Foucault sui luoghi del “grande internamento”. Infatti il Cie è una istituzione totale nata, come è ovvio,  per recludere migranti (poveri). Il percorso che dobbiamo avviare per demolirlo è simile a quello attuato dai movimenti di lotta contro le istituzioni totali: i secoli passano, i metodi cambiano, ma non sono meno nocivi. Noi sosteniamo con forza il pari diritto alla salute, alla vita ed alla sicurezza per tutti e dunque non possiamo accettare l’esistenza del “reato di povertà” né possiamo accettare che una illegittima privazione della libertà sia gravata da ulteriori discriminazioni.
Intervento di Vito Totire
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Università e ricerca

Sapere è potere

Il  Senato Accademico dell’Università di Bologna ha nominato gli otto componenti del Consiglio di Amministrazione di sua competenza (5 dipendenti dell’Alma Mater e tre esterni). Con questo atto si completa la formazione degli Organi di governo dell’Ateneo bolognese, formazione conseguente all’approvazione del nuovo Statuto, avvenuta alla fine del luglio 2011. Giova ricordare che il nuovo Statuto è stato emanato a seguito della cosiddetta riforma Gelmini dell’Università e a giudizio di chi scrive ne recepisce appieno la cifra tecnocratica e anti-repubblicana (in altri termini la sostanziale incostituzionalità, vedi a questo riguardo Roberta Calvano, Problemi costituzionali della riforma dell’Università di cui alla legge 240 del 2010, in “Diritto e Società”, 4, 2011, pp. 765-801).
Intervento di Maurizio Matteuzzi, professore di Filosofia del linguaggio dell’Università di Bologna
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Voci da una terra di nessuno chiamata Cie

Entrare nel Cie di Bologna è come varcare la soglia di una terra di nessuno. Un luogo in cui esisti, perché sei vivo e vegeto, ma in cui, non avendo in tasca un documento, è come se non ci fossi. Non c’è nazione che ti reclami o abbia fretta di rimpatriarti, spesso non c’è famiglia che venga a trovarti (i tuoi familiari se sans papier come te rischiano la stessa sorte) e anche se hai un letto, tre pasti al giorno e tutto sommato medici, infermieri, psicologi e mediatori culturali che in caso di bisogno o crisi emotiva si prendono cura di te, sai che lì non ci dovresti stare perché non hai fatto del male a nessuno. Anzi, al contrario, sei in Italia perché cercavi una vita migliore.
Reportage di Alessandra Testa

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Lombardo, direttrice del Cie Bologna: «La legge va riformata: le donne non ci devono entrare»

Per anni ha dovuto vestire i panni della «cattiva». L’hanno accusata di tutte le colpe di «una legge imperfetta» con cui anche lei si trova a dover fare i conti e, soprattutto, di gestire i Cie più costosi di Italia: Bologna e Modena. Ma Anna Maria Lombardo, direttrice della Confraternita della Misericordia e con un passato da operatrice all’interno di una struttura per donne maltrattate, non ci sta. E ora che il suo incarico è in scadenza (salvo sorprese, il gong suonerà alla mezzanotte del 30 luglio) si toglie qualche sassolino dalle scarpe.
L’intervista di Alessandra Testa Leggi di più a proposito di Lombardo, direttrice del Cie Bologna: «La legge va riformata: le donne non ci devono entrare»

Moretto: “No allo smantellamento della scuola pubblica. Via il progetto di Fondazione”

“Occorre chiedere con forza che il documento sulla “Fondazione dei servizi educativi” venga cestinato al più presto e che si apra in questa città, come negli anni 60, un dibattito culturale e politico aperto a tutti sul futuro della nostra scuola e della nostra società. La proposta di referendum cittadino promossa dal Comitato art. 33 in questi giorni sull’uso delle risorse comunali oggi destinate alle scuole materne private (1.055.000 euro all’anno) vuole andare in questa direzione”.
Il commento di Bruno Moretto, segretario del Comitato bolognese Scuola e Costituzione Leggi di più a proposito di Moretto: “No allo smantellamento della scuola pubblica. Via il progetto di Fondazione”

Budrio, vince Pierini. A Comacchio trionfo 5 stelle

A Budrio la spunta per un soffio il candidato del centrosinistra. A Comacchio i cittadini scelgono Marco Fabbri del Movimento 5 stelle, umiliando il candidato del Pd Alessandro Pierotti con un sonoro 69,2%. Il centro-centro-centro-sinistra ha molto su cui riflettere.  Leggi di più a proposito di Budrio, vince Pierini. A Comacchio trionfo 5 stelle

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