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Angela Pascucci: ciao, compagna, questa mostra ti sarebbe piaciuta

di Sergio Caserta

Avrei voluto e dovuto essere presente, in rappresentanza del circolo, sabato scorso all’ultimo addio ad Angela Pascucci. Purtroppo sono rimasto bloccato in un maxi ingorgo, causa incidente sull’A1, di quelli che quotidianamente attentano ai nostri viaggi. Angela ha terminato la sua intensa esistenza dopo una difficile e dolorosa malattia. È stata stata una giornalista ed intellettuale di primo piano per il manifesto e per la sinistra, una persona “di senso” ovvero che andava a fondo delle cose, che si poneva domande impegnative sul presente, sempre incredula che la sinistra stesse cosi velocemente declinando verso il nulla.

Angela è stata un’appassionata sostenitrice del manifesto in rete. La sua analisi corroborata da una profonda cultura e dalla elevata conoscenza del quadro politico globale ed in particolare di quello della Cina, le forniva argomenti razionali all’indagine sulle conseguenze della globalizzazione e della crisi. Ebbi la fortuna di poterla visitare non tantissimo tempo fa, a casa sua, in un momento in cui la malattia le concedeva una pausa alle sofferenze e le dava la forza di esporsi al dialogo, un incontro doloroso e bellissimo in cui ancora ci confrontammo sulle deludenti vicende politiche della nostra cara e “sfrantummata” sinistra.

Angela Pascucci: con la Cina nel cuore

di Claudia Pozzana e Alessandro Russo

Salutiamo la cara amica Angela Pascucci che se ne è andata dopo aver resistito a lungo al male che l’aveva colpita. Angela è stata una grande giornalista e studiosa della Cina contemporanea, che ha svolto un vasto lavoro di inchiesta militante. Ci siamo incontrati per molti anni attorno a una serie di interrogativi sulla possibile universalità della politica cinese del Novecento, nonché sulle conseguenze contemporanee della «negazione integrale» (dal governo cinese in primis) di ogni loro valore.

Abbiamo fatto insieme viaggi, seminari, incontri, conferenze e tante lunghissime telefonate per mettere a fuoco reciprocamente gli interrogativi e le piste di lavoro. Angela era informatissima sulle ricerche di punta a livello internazionale sull’economia, oltre che sulla politica contemporanea cinese. Nei suoi vari viaggi in Cina non smetteva di fare inchiesta su ciò che lei considerava un «essere parlante», Talkin’ China come si intitola uno dei suoi libri più belli.

S’intende, una molteplicità illimitata di soggettività, che lei cercava di ascoltare con attenzione e umiltà per imparare da chiunque qualcosa di essenziale sulla Cina come crocevia delle principali questioni politiche contemporanee. Dedicava una speciale attenzione agli operai della «fabbrica del mondo», figure di un passaggio epocale che era per Angela un tema centrale della sua intelligenza politica: le centinaia di milioni di giovani migranti, non più contadini ma destinati a non diventare mai veramente popolazione urbana.

Angela Pascucci: una storia di lotta e di operai cinesi che ti sarebbe piaciuta

di Loris Campetti

Quando se ne va una persona cara che ha sofferto troppo a lungo, la tua razionalità ti fa dire che è bene così, ha smesso di soffrire, soprattutto se da tempo aveva smesso di essere presente. E dopo che l’hai detto o per pudore soltanto pensato, resta l’amaro in bocca per un vuoto che nessuno colmerà e resta il dolore che la razionalità non sa curare. Angela Pascucci se n’è andata. Ha combattuto contro la malattia con la stessa forza con cui aveva combattuto contro le ingiustizie, quelle del mondo e anche quelle più piccole da lei stessa subite.

Dalla metà degli anni Settanta ho discusso molto con Angela di comunismo, di lotta di classe in Italia e, sempre di più con il passare del tempo e la crescita della sua conoscenza, di lotta di classe in Cina. Era una Cina diversa dai luoghi comuni quella che raccontava parlando più della vita e delle lotte e delle sofferenze degli operai che non del “quadro politico”. Angela li intervistava gli operai, restituiva loro il diritto di parola, cosa che non va più di moda in Cina come in Italia.

Ne parlavamo al manifesto finché ci siamo rimasti, io e lei e tanti compagni troppo legati allo spirito originario del giornale per resistere ai tempi nuovi; ne parlavamo passeggiando nell’acqua che ci arrivava alla vita nei mari di Sardegna, di Serapo o, ultimamente, di Salto di Fondi, finché la pelle non ci si raggrinziva per il freddo; ne parlavamo attraversando l’Iran o la Siria truccati da turisti; ne parlavamo a cena in divertenti sfide a base di pesce crudo e cotto. Da Angela ho imparato molte cose, sulla Cina e sulla pajata. Cosa da piangere e cose da ridere.

Angela Pascucci: una storia di passione profonda, lotta e progetti comuni

di Mauro Chiodarelli

Questa notte se n’è andata Angela Pascucci. L’ho conosciuta personalmente solo pochi anni fa; prima era per me solo una delle mitiche firma del mio giornale, Il manifesto. All’inizio forse era un po’ diffidente verso questi pazzi bolognesi che non solo volevano salvare il giornale, ma volevano farne una nuova e più avanzata forma cooperativa. Poi le riserve si sono sciolte ed è stato amore profondo, lotta e progetti comuni.

Angela era una tenace ed allegra combattente. Anche quando la malattia incominciò a tormentarla non si lasciò abbattere. Poi un po’ per necessità, un po’ forse per pudore, ha continuato il suo calvario circondata da chi le era più vicino. Di fronte alla sofferenza divento incerto; così chiedevo notizie della sua salute agli compagni comuni e le scrivevo solo di tanto in tanto, più che altro per ricordarle che c’ero, che c’eravamo, che le volevamo bene.

Ho anche vagheggiato una marcia su Roma, carichi di tortellini, tagliatelle, mortadella per un’azione ricostituente naturale, ma è rimasta solo una fantasia. Mi mancherai, ci mancherai, Angela. Grazie. Che la terra ti sia lieve.

Addio ad Angela Pascucci: la sua cronaca di un’estate torrida in Cina

Questa notte è mancata Angela Pascucci, giornalista e scrittrice che lavorò a lungo al Manifesto e che è stata una nostra collaboratrice. Qui sotto riproponiamo un suo lungo reportage pubblicato su questo sito il 1° settembre 2015. Sabato 28 aprile, alle 13, si terrà la cerimonia funebre nella chiesa romana di Santa Maria dell’Ospitalità (via del Torraccio, 270).

Anche quando si marcia in gruppo, come facciamo noi, può capitare di perdere di vista qualcuno che si è concesso una sosta per assaporare un particolare che lo ha colpito, che ha rallentato il passo per un momento di stanchezza, o semplicemente per la voglia di un attimo di solitudine. Allora tieni il sentiero ma rallenti ed aspetti il momento in cui ricompare; quando succede tiri un sospiro di sollievo e riprendi il passo ed il ragionamento sospeso, senza domande, senza aver mai dubitato che potesse aver abbandonato. E ti senti meglio. Così ci sentiamo oggi con questo nuovo articolo di Angela Pascucci, che ci torna a parlare della Cina, come solo lei sa fare, che stringiamo in abbraccio a distanza. P.S. Avviso a quelli che ancora si attardano: qui davanti, per ingannare il tempo intanto che ci raggiungete, abbiamo quasi finito i viveri (l’Associazione il manifesto in rete).

di Angela Pascucci

Alla fine è arrivato Capitan America sfoderando un tasso di crescita dell’economia Usa che nessuno si aspettava e il rinvio dell’aumento dei tassi di interesse, e i foschi cinesi sono rientrati nei ranghi facendo quello che tutti si aspettavano dovessero fare, pompare soldi nel loro sistema spompato. Le Borse mondiali hanno rimbalzato di sollievo agguantando i rialzi, la “tempesta perfetta” si è dissolta. Fino al prossimo round che, a leggere bene le cronache economiche rosa del giorno dopo, è acquattato dietro l’angolo.

Ragion per cui l’immagine più vera di questa torrida estate di crisi finanziaria resta una sola. Quella di un mondo che, entrato nella seconda fase della grande crisi economica deflagrata nel 2008, non ha ancora capito a che santo votarsi per arginarla. Il disorientamento globale è tale infatti da far apparire surreale, anche alla luce del poi, il raccomandarsi spasmodico alla Cina che nella circostanza è apparsa anch’essa come una Pizia traballante sul suo trespolo fumoso, dal quale nei momenti più critici ha lanciato rimedi, senza apparentemente rendersi conto di dove sarebbero andati a parare.

Cina e potere: i video della presentazione bolognese di Angela Pascucci / 4


Angela Pascucci: replica finale – prima parte


Angela Pascucci: replica finale – seconda parte


Angela Pascucci: replica finale – terza parte

Dopo aver pubblicato i primi video della presentazione del volume firmato da Angela Pascucci, Potere e società in Cina. Storie di resistenza nella grande trasformazione, ecco altri interventi ripresi nel corso della serata. Si tratta di uno degli appuntamenti di fine 2013 della rassegna Un libro e un menu ideata dall’Associazione Il Manifesto in Rete.

Cina e potere: i video della presentazione bolognese di Angela Pascucci / 3


Prima domanda


Seconda domanda


Terza domanda


Quarta domanda


Quinta domanda


Sesta domanda

Dopo aver pubblicato i primi video della presentazione del volume firmato da Angela Pascucci, Potere e società in Cina. Storie di resistenza nella grande trasformazione, ecco altri interventi ripresi nel corso della serata. Si tratta di uno degli appuntamenti di fine 2013 della rassegna Un libro e un menu ideata dall’Associazione Il Manifesto in Rete.

Cina e potere: i video della presentazione bolognese di Angela Pascucci / 2


Intervento di Claudia Pozzana


Intervento di Amina Crisna

Dopo aver pubblicato i primi video della presentazione del volume firmato da Angela Pascucci, Potere e società in Cina. Storie di resistenza nella grande trasformazione, ecco altri interventi ripresi nel corso della serata. Si tratta di uno degli appuntamenti di fine 2013 della rassegna Un libro e un menu ideata dall’Associazione Il Manifesto in Rete.

Cina e potere: i video della presentazione bolognese di Angela Pascucci / 1


Introduzione di Roberto Bonezzi


Intervento di Annamaria Russo e Amina Crisma


Intervento di Amina Crisma e Angela Pascucci


Intervento di Angela Pascucci

In attesa del prossimo appuntamento della rassegna Un libro e un menu ideata dall’Associazione Il Manifesto in Rete, in programma per il prossimo 20 dicembre con il libro “Note di storia dell’alimentazione del Mezzogiorno” di Emilio Sereni, iniziamo con la pubblicazione dei video della presentazione del volume firmato da Angela Pascucci, Potere e società in Cina. Storie di resistenza nella grande trasformazione. È avvenuta lo scorso 22 novembre e gli interventi comprendono, oltre quello dell’autrice, quello di Roberto Bonezzi, Annamaria Russo e Amina Crisma.

Wars on demand: il triangolo fatale delle isole Diaoyu-Senkaku / 3

Wars on demand - Guerre nel terzo millennio e lotte per la libertà

Wars on demand - Guerre nel terzo millennio e lotte per la libertà

di Angela Pascucci

Gli Stati Uniti di Obama

Come dimostrato ampiamente dall’esposizione precedente, il convitato di pietra americano è presente in tutti i dossier che i vertici cinesi considerano di “interesse vitale” e li condiziona pesantemente. Un’analisi pubblicata da “Foreign Affairs” ha messo bene in rilievo come gli Usa sono “l’attore esterno più invadente negli affari interni cinesi, il garante dello status quo di Taiwan, la più grande presenza navale nei mari della Cina orientale e meridionale, l’alleato militare formale o informale di molti vicini della Cina e il primo artefice e difensore delle leggi internazionali.

Tale onnipresenza significa che la comprensione che la Cina ha dei motivi americani determina come i cinesi hanno a che fare con la maggior parte delle loro questioni di sicurezza”. [23] Comprensibile dunque l'”ossessione” americana che Xi Jinping ha ereditato dai suoi predecessori. Ma anche qui si assiste a un cambiamento di toni e di discorsi. Quelli imposti all’opinione pubblica mondiale da Xi in risposta al “pivot asiatico” annunciano la ricerca di una parità strategica sinoamericana in Asia orientale, tradotta al solito da uno slogan: la realizzazione di “un nuovo tipo di relazioni fra grandi potenze”, lanciato in grande stile dal vertice “in maniche di camicia” che nel giugno del 2013 in California ha visto un lungo faccia a faccia fra Xi e Obama.