Libri contro il fascismo: “Alba nera”, l’ascesa di Mussolini e la cronaca di oggi

di Furio Colombo

Prendete in mano il libro “Alba Nera”, di Antonio Carioti, prefazione di Sergio Romano, Edizioni del Corriere della Sera e andate a pag. 312. È Mussolini che parla, siamo a Bologna, il 21 aprile 1921. La potenza del fascismo è ancora piccola, la prepotenza è grande fin dall’inizio. Si nota subito una certa somiglianza con CasaPound, prima ancora di diventare cerchio magico di uomini di governo.

Ma ascoltiamo il discorso di Mussolini: “Da che cosa è nato il fascismo? È nato da un profondo, perenne bisogno di questa nostra stirpe ariana mediterranea, che a un dato momento si è sentita minacciata nelle ragioni essenziali della esistenza (…). Noi siamo disposti a convertire le piazze delle città d’Italia in tante trincee munite di reticolati (filo spinato,ndr) per vincere la nostra battaglia, per dare l’ultimo colpo a questo nemico interno (…). Noi fascisti abbiamo il coraggio di difendere certe azioni che, col misurino della morale corrente non sono difendibili. Noi fascisti abbiamo un programma ben chiaro. Noi dobbiamo procedere innanzi preceduti da una colonna di fuoco perché ci si calunnia e non ci si vuole comprendere”. L’autore di Alba nera, Carioti, si era prefisso il compito – riuscito bene, come afferma in prefazione Sergio Romano – di dare precise notizie storiche del progressivo mutare di un movimento che ha travolto l’Italia, eliminato la libertà, iniziato la persecuzione razziale e portato alla guerra.

Non poteva immaginare di fare cronaca dei giorni che stiamo vivendo. Con un coraggioso colpo di mano, un fascista dichiarato di oggi (Francesco Polacchi, fascista auto-certificato, militante di punta di CasaPound presente, come editore di Salvini, al Salone del Libro di Torino in violazione di ben tre leggi italiane) ha deciso di smettere la finzione (il fascismo è una idea come tutte le altre) e di confermare il razzismo e l’estrema violenza di Mussolini con una affermazione che segna, d’ora in poi, un punto di riferimento per identificare CasaPound e gli autorevoli sostegni di governo di cui gode: “L’antifascismo è il male d’Italia”.

L’uomo di CasaPound ha visto giusto. Ha capito che l’antifascismo non è una idea come un’altra, diversa dal fascismo. È la condizione morale, culturale, umana e politica che impedisce (o si batte con tutte le forze per impedire) che CasaPound esista, con il suo tetro impegno di umiliare i deboli (vedi le incursioni barbare nelle periferie romane contro i legittimi assegnatari di case) e mettersi al servizio di chi, per una tragica svista, ha preso in mano il governo italiano e si presenta imbracciando un fucile mitragliatore, accanto al filo spinato che è sempre stato il simbolo del fascismo. Troppo grande il fenomeno dall’antifascismo, che ha coinvolto Partigiani, Armate americane, armate russe, più di metà del mondo, milioni di persone, vittime dell’orrore della Shoah e milioni di liberatori di quell’orrore decisi a dire, allora come adesso: “Mai più”. E a mantenere la parola, contro tutti i negazionisti.

Questo articolo è stato pubblicato dal Fatto Quotidiano il 13 maggio 2019

Autore dell'articolo: Amministratore

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