I migliori anni delle loro vite: a Bologna il Biografilm Festival al giro di boa

di Silvia Napoli

Il Biografilm, uno degli appuntamenti culturali più attesi del ricchissimo palinsesto festivaliero bolognese, torna puntuale a sancire l’inizio della bella stagione e ad invadere le strade con l’iconico rosso che veste il giovanissimo e motivato Guerrilla Staff di assistenti factotum pronti a reggere la pressione di un pubblico sempre più vasto, esigente e pieno di aspettative.

Per la precisione, questo articolatissimo contenitore di storie, formati, percorsi, ambizioni, compie 15 anni portati benissimo e, nello snodarsi della conferenza stampa di lancio, già preceduta da quella inerente le attività del Bioparco, ho modo di riflettere che prima o poi sarebbe interessante realizzare un biopic sul suo vulcanico inventore, quell’Andrea Romeo che, lasciando leggermente increduli i numerosissimi giornalisti presenti, conferma l’avvicinarsi di un passaggio di consegne alla guida della kermesse.

Si capisce però che in apertura dei giochi, Romeo non abbia tanta voglia di parlare di sé, dei suoi destini e della curatrice Lena Pasanen, che prenderà il suo posto. Del resto al tavolo della conferenza ci sono entrate recenti e altri illustri che dovranno passare la mano, come ad esempio l’Assessore regionale alle Politiche Culturali, Massimo Mezzetti, uno dei grandi sostenitori della manifestazione, che racconta con molta franchezza la decisione scientemente presa, in forza delle opportunità di finanziamento offerte dalla nuova legge sul cinema di investire in Biografilm anche attraverso la ER film commission.

Sono in tanti e di peso a credere e ormai non più come scommessa, ma come dato acquisito da implementare su una cosa che, ci viene ribadito da ognuno dei relatori, non è una rassegna cinematografica come le altre, ma, per l’Assessore ubiquo e smart Matteo Lepore, per esempio, una frontiera di nuove ambizioni, ovvero quelle della creazione di una filiera cinematografica vera e propria che si doti anche di spazi produttivi, attingendo alle tanto discusse aree dismesse cittadine, oggetto di vari contendere.

Iniziativa privata e pubblica si appaiano e incrociano virtuosamente in quelli che vengono considerati i gioielli di famiglia del l settore audiovisivo nella loro pubblica manifestazione, cioè Cinema ritrovato per la Cineteca di Bologna e Biografilm come pendant che strizza l’occhio ai festival internazionali di novità e di concorso, presentandone qualche chicca qui in anteprima. Attività, conservazione, valorizzazione, come mission istituzionali in cui Biografilm sta dentro, ma anche contenuti che celebrando tutte le sfumature dei prismi biografici, si plasmano sulle necessità d’immagine dei main sponsor, ovvero Gruppo Hera e Unipol, come elegantemente spiegano gli uomini comunicazione dei due colossi, ovvero rispettivamente Giuseppe Garigliano e Vittorio Verdone.

Dunque vengono sposati due diversi filoni di un festival mai così diversamente percorribile come quest’anno, in cui la celebration of lives, più che assumere contenuti tematici ricorrenti e trendy, cerca di scavare nelle relazioni che tutte queste tematiche chiamano in causa tra loro e con il mondo. Pertanto multiutilty Hera, promuove l’anteprima di un film dedicato all’ex sindaco di Bogotà,matematico e filosofo, Nijolè e un film sull’ultimo maschio, che non è naturalmente un remake da Ferreri, ma un discorso sulle specie animali in via di estinzione, riferendosi in particolar modo al rinoceronte bianco.

Unipol, che per mission aziendale, con le incognite e i casi della vita per come storicamente si evolve, ci deve pur fare i conti ogni giorno, sceglie lo charme francese veramente senza tempo di Binoche con questo atteso Quel che voi credete, o cosi è se vi pare, reso più plasticamente in italiano:Il mio profilo migliore, perché non di prospettica fotografica o quantomeno non solo si parla, ma di identità multiple celate e/o rivelate dai nuovi invasivi social media. Riusciranno gli ineffabili francesi a far trionfare l’amour fou di loro competenza anche tra un fake e l’altro? Il galante e spiritoso Verdone, rammaricato di non trovare la fascinosa Juliette, in data 6 giugno per l’inaugurazione mondana all’auditorium Unipol di Stalingrado, offre un assist a Romeo per illustrare una partnership con il cinema francese e in particolare le ultime sofisticate commedie, che va a riguardare la branca produttiva della creazione Biografilm, ormai una sorta di macchina industriale in grado di dare lavoro a diversi addetti tutto l’anno, vale a dire quella I wonder pictures che esordi clamorosamente con il pluripremiato biopic su Sixto Rodrigues, moderno picaro della musica da strada.

Da allora e da quella suggestione musicale che è altra magnifica ossessione del Biografilm, di strada se ne è fatta molta e sempre nelle direzioni più premianti, come appunto il focus sul french touch, che è frutto di un ragionamento in termini di geopolitica dell’immaginario, degli investimenti, dei motivi di vicinanza e competizione da Moretti in avanti, che la dice lunga sulle caratteristiche di idealismo in chiave pop e pragmatica del suo direttore artistico, uno che aveva già capito in quale trip cultural antropologico ci si stava infilando in tempi non sospetti e che dopo aver studiato i Cahiers, ha deciso però di sporcarsi le mani e uscire in mare aperto ad affrontare queste mutazioni sociali e culturali lanciando la sfida identitaria che sempre pongono le storie di vita, i docufiction, le biografie. Dal particolare, ai grandi sistemi, inglobando per esempio anche lo sport tra le grandi questioni di costume del nostro tempo.

Si attende pertanto il discusso biopic su Maradona, per esempio, condito di aspettative su una presenza in città del Pibe de oro, che potrebbe galvanizzare i tifosi bolognesi recentemente miracolati da San Sinisa, o ancora il film di Anton Fuqua su Muhamad Ali, proprio ora che nella cronaca provinciale si tuona di palestre concesse agli islamici. Ci si potrebbe chiedere cosa troviamo di italiano e di italian:, troviam intanto lo storico fotografo del Biografilm; Francesco inglese,che propone un’analisi del fenomeno Maurizio Sarri, o gli amiici p’artigiani della video camer, la a premiata ditta Rossi e Mellara, alle prese con una delle tante eccellenze scientifiche bolognesi, la figura dell’oncologo epidemiologo Cesare Maltoni o, per tornare ai grandi sistemi, un’intervista a tutto campo a Romano Prodi, confezionata da Conversano-Grignaffini. Italia a tutto rock, significherà anche l’omaggio alla casa di produzione Fandango di Domenico Procacci, che non sarebbe tale senza la presenza di Luciano Ligabue.

Del resto, il Biografilm è abituato nella sua emanazione scaldamuscoli e openair a ospitare tutti i followers del buon cibo e delle ultime novità musicali nel catino più cool della Città il Cavaticcio live che diventa per la bisogna Biioparco e propone in sinergia con Locomotiv concerti che modaioli è dire poco assolutamente for free in tutto il mese di giugno con annesse reiterate polemiche di residenti incapaci di usare i tappi per le orecchie. A proposito di bio parchi, attendiamo come sorta di ottava meraviglia, questa ricreazione artificiale e artificiosa di giungla urbana nella via Monte grappa trasformata in piazza verde(sic!): chissà cosa ne pensano i comitati a difesa del bosco urbano dei Prati di Caprara.

Ma è da star certi, che una via di accesso partecipato a questo festival, che è diverso forse perché molto meno pensato per addetti di nicchia, ognuno potrà sempre trovarla, proprio intanto in virtù di questa mole di 109 proiezioni che intimorisce persino i cronisti, ma non spaventa Romeo, del resto direttore anche del Festival of festival, tanto da suonare retorica per lui la domanda sull’eccesso di offerta bolognese in termini di kermesse e rassegne di varia natura.

Persino la non voluta ma di nuovo fatale coincidenza con i succulenti eventi della Repubblica delle idee non spaventa il nostro, la cui filosofia è collaborazione, sinergia, partenariato: insomma tanti incastri concettuali, tanta diplomazia, barra dritta sulle idee ma massima flessibilità in sede attuativa e dunque appuntamenti site specifico ma ascrivibili alle tematiche che celebrano le vite, anche a Mambo e s Filippo Neri, per dire, per un weekend infuocato da trascorrere rigorosamente in città.

Il festival però termina il 17 giugno, con code di riproposizioni, appendici convegnisti che, focus particolari sul documentarismo locale e riserva un vero colpo da maestro, che ci rimanda ad una repubblica di idee planetaria, che è la compresenza di Herzog e Gorbaciov per la presentazione addirittura in piazza Maggiore di un documentario che si annuncia senza retoriche, imperdibile, sulle drammatiche vicende del padre della Perestroika, una temperie su cui gli storici dovrebbero sentirsi ormai chiamati a valutazioni e analisi a freddo. Se qualcuno dovesse poi trovare che il tema femminile sia poco rappresentato, dovrà riferirsi alla scelta di non parlare sulle donne e fornirne un’immagine vittimistica, ma di dedicare un focus alla straordinaria figura di intellettuale, fotografa e cineasta di impegno civile LetiziaBattaglia di cui si racconta il suo Shooting the mafia.

Qualcuno potrebbe osservare che tra un omaggio e l’altro, non ultimo quello al regista cileno Patricio Guzman, che svolge sofisticate analogie tra sistemi della politica e protostoria ambientale, tra sprazzi di glamour transalpino, per esempio la presenza della adorabile madrina Dora Tilliers direttamente dalla Croisette, mancano forse, in questa abbuffata vitalista, links operativi concreti da offrire ai più giovani.

Errore, perché ci sono due situazioni che si rivolgono a loro in diverse possibili fasce d’età e di maturazione di percorso:la prima la Biografilm School, che funziona come borsa di studio per 30 giovani tra i 18 e 30 e che permette giornate di creative lab, masterclass, percorsi di visione e che si arricchisce quest’anno di 5 borse di studio per richiedenti asilo e l’altro è il percorso Bio to B, di cui mentre scrivo non è ancora stata indetta la conferenza stampa di presentazione e che si presenta come una tre giorni di networking tra operatori e compratori europei di documentari e biopic volto a selezionare 18 opere in fase di taglio e montaggio da portare poi a compimento e di cui poi si vedranno nell’anno seguente alcuni esiti. Appartengono a questa categoria, il film di Edoardo Gabbriellini, per esempio, su Lindsay Kemp e la storia in progress sullo Stato Sociale, la band più rappresentativa di una certa idea di bolognesità in questo momento letta attraverso il suo rapporto con la Piazza :tranquilli i fans più propriamente musicali che potranno vederli al Bioparco come cameo dei Bluebeaters.

Dunque, gracias a la vidas e all’indefettibile assertivismo del Biografilm e del suo fondatore:staremo a vedere se dopo il prossimo anno di codirezione tra Romeo e la finnica Pasanen in scadenza di mandato per il prestigioso festival Dok di Lipsia, quando la nuova dirigenza andrà a regime, il regime sarà anche dimagrante. Si tratterà di vedere se oltre alle idde forti e alle indiscusse competenze, chiunque arrivi saprà integrarsi qui, che storicamente si è sempre dimostrata una carta vincente. L’idea biografica era un tempo sotto i nostri cieli abbastanza esotica, più una tipica forma di approccio anglosassone allo studio della storia culturale che un bisogno di autenticità narrativa ed oggi è viceversa un perno quasi filosofico, con il nostro sbandierato:prima le persone e un modo nuovo di fare inchiesta partendo dall’interiorità e dalle scelte individuali che possono fare la differenza, nonché una fetta di mercato produttivo e di scambio internazionale sempre più appetibile e capace sulla carta di abbattere barriere linguistiche e comunicative di ogni genere.

Autore dell'articolo: Amministratore

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