Bologna: Basket city è anche per le donne?

di Silvia R. Lolli

A due anni di distanza la squadra femminile di basket di Bologna, Basket Progresso Matteiplast, ha raggiunto, per meriti sportivi, la serie A1. Un plauso fortissimo a questa squadra che ha messo in mostra doti di pazienza e resistenza nel mantenere fisso l’obiettivo. Mentre le ragazze raggiungevano una meta importante ad Empoli, dopo la partita contro l’alto Basket di Villanfranca, fra l’altro trasmessa su Sportitalia, il presidente Gianfranco Civolani intervistato da radio Nettuno affermava: “Oggi c’è la finale per la A1 ma io ho già detto che l’anno prossimo la Matteiplast non farà né la A1 né la A2. Poi magari le ragazze balleranno e penseranno che a quel cretino del presidente debba venire un colpo. Magari mi verrà ma comunque io queste non le voglio più vedere”.

Affermazione ripresa sul giornale online Bologna Basket sul quale si ricordano i conflitti interni sembra poi sfociati sui social come sempre in modo critico e inconsulto; noi non sappiamo le cause delle diatribe dell’anno e non vogliamo perciò entrare in merito ad esse.
Siamo d’accordo con gli autori di Bologna Basket quando chiedono di trovare una svolta positiva, dopo che due anni fa i meriti sportivi furono negati per l’impossibilità di trovare sponsor. Ci ricordano che nel 2017 il sindaco si fece garante nel caso di nuova promozione: l’amministrazione avrebbe fatto la sua parte. “Fossimo negli States, la storia della squadra che continuava a vincere malgrado avverse condizioni economiche ed ambientali diventerebbe un blockbuster. “Ragazze vincenti”, magari senza Madonna nel cast come nell’omonimo del 1992. Eppure loro vincono, fanno girare sguardi che altrimenti mai avrebbero saputo della loro esistenza, e fanno parlare”, sottolinea ancora il giornale online.

A questo punto staremo a vedere cosa succederà, ma come abbiamo più volte affermato Basket city ha un problema di genere se non si trovano sponsor per riportare in serie A il basket femminile. Ma la questione è più ampia; non è soltanto limitata alla difficoltà di reperire risorse economiche private per le squadre sportive di questa città, ma anche a quella di trovare luoghi pubblici non troppo onerosi per fare allenamenti e partite.

Ricordiamo per esempio che la squadra di Civolani quando militava in A giocava e si allenava al Tanti anni fa finché le esigenze, soprattutto di tipo politico, non hanno dato in concessione ai privati i grandi impianti pubblici; per esempio l’ex società Fortitudo ebbe in concessione il PalaDozza e, dopo lavori di smantellamento di spazi adibiti ad altri sport, atletica e scherma, è stato utilizzato faticosamente da un basket maschile più interessato a recuperare la serie A1. In questo lasso di tempo l’amministrazione, oltre a non aver avuto i corrispettivi pattuiti, ha dovuto più recentemente rimettere mano ad una manutenzione straordinaria ancora in fase di finitura.

Gli aiuti del sindaco Merola e del tuttofare Lepore, comunque anche assessore allo sport (forse più amministratore delegato viste le decisioni sulle linee aziendali del Comune), vedremo come verranno proposti. Chissà se potranno invertire la tendenza per la Matteiplast a dover uscire dal Comune di Bologna e soprattutto dal PalaDozza per fare gli allenamenti e le partire con la 1^ squadra (ci auguriamo in serie A1)? Le squadre giovanili potranno poi accedere più facilmente alle palestre di proprietà comunale, in orari più consoni all’età delle squadre?

Al di là dunque degli sponsor, comunque da trovare in una città che ha ormai investitori “stranieri” (su tutti Zanetti-Segafredo per il basket e Saputo per il calcio) auspichiamo che ci possa essere una presa di coscienza dell’amministrazione per invertire la rotta di questi ultimi anni, cioè mantenere la possibilità pubblica di aiutare veramente tutte le società bolognesi che, nonostante le tante difficoltà riescono ad arrivare ai vertici dei vari sport.

Ricordiamo che è stata trovata presto una soluzione per una polisportiva cara a Merola e Lepore, ma che sta facilitando la soppressione della piscina all’ex CRB/CSB per l’ennesimo supermarket, la polisportiva Pontevecchio, che sta poi trovando molti spazi anche in altri impianti e quartieri.

Mantenere la capacità politica di aiuto a tutte le società, senza fare figli e figliastri, vorrebbe dire poter avere, da parte dell’amministrazione, ancora voce in capitolo sull’uso dell’impiantistica. Non siamo troppo convinte che possa succedere nella situazione attuale, perché quando si delega al sistema sportivo, sempre più privatistico, la gestione anche molto lunga degli impianti pubblici costruiti su suoli pubblici, l’amministrazione difficilmente potrà aiutare direttamente squadre completamente dilettantistiche a trovare gratuitamente o a bassi costi gli spazi e dunque a calmierare le spese per mantenersi ai massimi livelli.

Civolani, da presidente della Matteiplast, sa che il prossimo campionato sarà molto dispendioso e comunque dovrà preoccuparsi di trovare un impianto consono alla serie A1. Siamo certe che non potrà essere più il CRB/CSB, perché pensiamo che non ci siano più gli estremi richiesti dalle norme federali. Normi federali che poi aumentano i costi annuali di iscrizione al campionato, di tesseramento delle giocatrici…Infine costi che aumenteranno se si vorrà fare una squadra un minimo competitiva. Nel basket femminile di serie A1 non si applica ancora la legge sul professionismo (dove i contratti con giocatori, tecnici e dirigenti aumenterebbero più del doppio), ma le richieste delle giocatrici saranno certamente più alte e comunque anche le spese federali aumentano.

Proviamo a fare due conti, sperando di non sbagliare la lettura del sito FIP; per il campionato appena concluso l’iscrizione alla serie A2 era per due rate (la prima e la quinta) di € 9.500, l’iscrizione a quella A1 era di € 25.100. Una quota uguale di € 2.000 nella sesta rata ed un rinnovo di affiliazione uguale per tutte le società € 110,00, l’iscrizione al campionato in A2 € 225,00 in A1 € 900,00. Per l’A1 femminile infine si prevedeva un contributo NAS (per le Nuove Atlete Svincolate, cioè per chi viene tesserata e proviene da altra società, contributo visto come indennità di preparazione per atlete con più di 20 anni) di € 4.000,00. In A2 il contributo era minore.

Molti di questi sono costi fissi ai quali poi si devono aggiungere i costi fissi per le altre squadre giovanili che devono fare i campionati.
Sono costi che probabilmente per il prossimo anno sportivo aumenteranno; sarà il consiglio federale FIP a decidere. Ricordiamo poi che il mondo sportivo sta aspettando, e probabilmente ad agosto molte società dovranno cambiare gli statuti per le nuove norme di attuazione della riforma del terzo settore, che avrà comunque definizioni diverse per un mondo sportivo detto ancora “dilettante”.

Intanto ci complimentiamo e diciamo GRAZIE alla società e soprattutto alle ragazze che hanno riportato la Bologna dei canestri al femminile ancora in alto.

Autore dell'articolo: Amministratore

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