“Stessa spiaggia stesso mare”: intervista sulle concessioni demaniali

di Sergio Caserta

“Stessa spiaggia stesso mare” sembra non valere più nella giungla delle concessioni governative. Le clamorose e ingiustificate differenze tra canoni molto bonari e altri di dimensioni esagerate pongono un problema di ingiustizia e di concorrenza sleale. È ora d’intervenire se c’è un governo del cambiamento. Ne parla l’ingegnere Peo Pivi, amministratore delegato di Petroltecnica spa.

Cosa sono i pertinenziali, in cosa si distinguono dagli altri concessionari di arenili e stabilimenti balneari?

I pertinenziali sono una sottocategoria numericamente esigua di concessionari demaniali (250 imprese su complessive 30.000 concessioni demaniali), ma fondamentale per l’economia del turismo italiano, da anni oppressa e martoriata dai cosiddetti maxicanoni. I pertinenziali sono stati “incamerati” dallo Stato nel corso degli anni ’80 e ’90 con atti amministrativi che traevano la loro ratio dai concetti di facile e difficile rimozione e cioè una valutazione assolutamente inattuale anche al momento del suo accertamento tra strutture presuntamente “smontabili” al termine della stagione e altre stabili e cioè inamovibili. Oggi sono tutte inamovibili.

Avete subito una discriminazione economica spropositata, come si è determinata?

Nella Legge Finanziaria del 2007 fu introdotto un nuovo sistema di calcolo dei canoni in sostituzione di quello precedente definito “tabellare”. Il nuovo sistema si basava sui valori OMI (Osservatorio Mobiliare Italiano), senza nessun preavviso da un momento all’altro, che non tiene conto dell’attività esercitata in concessione e introduce una sperequazione mostruosa con attività uguali ma esercitate in regime di concessioni non pertinenziali. I numeri di questa sperequazione sono evidenti: canoni aumentati da un anno all’altro in misura del 4500% in assoluto e casi assolutamente mostruosi come, solo per fare un esempio, sul Porto di Rimini. A parità di strutture ricettive (bar, ristoranti), ad uno viene applicato un canone di 350 € annuali e ad un altro, Pertinenziale, viene richiesto un canone di 100.000€.

In tutte le legislature recenti sono state avanzate proposte di revisione, congelamento, forfettizzazione, sempre ritirate all’ultimo momento, come mai?

Non riusciamo proprio a capire come mai questo stillicidio. Ci sono stati nelle varie legislature dei parlamentari che si sono impegnati nel portare a conoscenza di questa enorme ingiustizia i loro colleghi ed il Governo ma si è soltanto arrivati ad una sanatoria per 3 annualità inserita nella legge 160 del 2016 che ha momentaneamente tamponato la strage di Pertinenziali. Si è anche costituito un Coordinamento Nazionale di Pertinenziali che cerca di essere presente e attivo Nell’ultimo caso della esclusione dalla Finanziaria e dal Decreto Semplificazioni è tornato fuori per l’ennesima volta il concetto che sanando i Pertinenziali si aiuterebbero i mafiosi e i delinquenti di Ostia e altre zone di Italia. Tutto falso non si tiene conto che in ogni emendamento proposto per salvare i pertinenziali, è contenuta l’esplicita esclusione dei soggetti con procedimenti penali pendenti e i comuni commissariati per mafia. Ad ogni mancata soluzione solo una promessa di Riforma dei canoni in una legge successiva.

Alla fine cosa chiedete, qual è la vostra disponibilità a “mediare” sugli importi dovuti e sui prossimi contratti?

Chiediamo una sospensiva dei pagamenti coattivi e delle decadenze forzate delle concessioni in attesa di un riordino complessivo. Chiediamo la possibilità di avere una moratoria che definisca i debiti pazzeschi accumulati negli anni passati. Basti pensare che ci sono concessionari che hanno fino a 1.000.000 di euro di debiti pregressi. Soprattutto chiediamo una legge di riordino complessivo dei canoni demaniali.

In tema di concessioni demaniali di litorali, c’è una direttiva la Bolkestein, inapplicata, è stato deciso un ulteriore rinvio di quindici anni, ma esiste anche una giungla delle concessioni e soprattutto delle gestioni, che ne pensi?

Sono consapevole del fatto che esistono moltissimi concessionari che pagano cifre risibili e, oltretutto, hanno la possibilità di affittare con contratto di azienda ad altri con un margine di guadagno sulle concessioni veramente altissimo. Io ritengo con un criterio di buon senso che a costoro andrebbero aumentati i canoni, mentre ai Pertinenziali dovrebbe essere applicato un principio innanzitutto di giustizia ed equità sociale. Poi c’è il tema degli investimenti fatti in passato che le aste pubbliche cancellerebbero totalmente, a meno che non si inserisca un criterio di compensazione e risarcimento. Il rischio insito nella Bolkenstein è che affluiscano capitali e multinazionali che impongano un modello turistico e di gestione del territorio assolutamente asettico e che quindi scompaia una grande specificità e tradizione di accoglienza turistica italiana che è il nostro petrolio.

In definitiva nessuno oggi è in grado di pagare questi maxicanoni, quindi lo Stato non incassa e gli unici a guadagnarci sono gli avvocati.

Siamo arrabbiati, non siamo mafiosi, subiamo una ingiustizia, siamo pronti a tutto, vogliamo che venga inserita nel maxi emendamento la sospensione, la riforma dei canoni deve essere fatta

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