Bologna: prioritari mobilità, bosco urbano, salvaguardia degli impianti sportivi e ambiente

di Mariangela Balestra

Sono orgogliosa di rappresentare questo comitato nato per la difesa di alcuni diritti dei cittadini bolognesi, di questi cittadini bolognesi che ammiriamo sinceramente per quello che sono, per quello che fanno in silenzio, con amore e costanza per la cura dei beni comuni e il bene di Bologna.

Nel 2016, 400 cittadini residenti del quartiere Porto di Bologna hanno firmato una petizione per l’attraversamento ciclo pedonale della via Gandhi in corrispondenza delle vie Piave e Sacco e Vanzetti. Queste 2 strade prima comunicanti sono state interrotte senza prevedere almeno un passaggio pedonale. La petizione è arrivata al Sindaco, ma dopo due anni nessun intervento è stato realizzato; eppure noi contiamo nella realizzazione dell’attraversamento per evitare incidenti e per consentire il passaggio pedonale in sicurezza.

Si badi bene: si tratta di installare un semplice semaforo per nulla costoso, non chiediamo una inutile e faraonica sopraelevata, non funzionale alla mobilità delle persone disabili, anziane e in bici (il progetto presentato dal comitato in consiglio di quartiere c’è già). Il comitato, oltre a sostenere la petizione, si è attivato per difendere le sorti del Cierrebi (che vediamo in queste foto, con campi da tennis, piscine, verde e i classici tetti rossi). Il
Cierrebi è un impianto sportivo d’eccellenza con una storia prestigiosa negli internazionali di tennis. Tuttora si allenano e vi competono campioni nazionali di tutte le discipline. Il centro è un punto di riferimento sportivo e formativo per i giovani e meno giovani e anche i disabili di questa prima periferia di Bologna.

La struttura oggi ha ritrovato la sua vocazione pubblica, con una ricca offerta di corsi ed è ogni giorno frequentata da centinaia di bambini e ragazzi. Quando un centro sportivo è gestito con competenza, in una città che ha fame di sport e carenza di strutture, i bolognesi rispondono con entusiasmo.

Malgrado ciò, l’attuale proprietà progetta lo smembramento del Cierrebi con la demolizione delle piscine e dei campi da tennis per costruirvi un supermercato medio fino a 2500 mq con relativo parcheggio. Si sono levate più voci contro questo progetto. Tra l’altro, su Repubblica del 6 luglio 2018 è stato scritto: “Cierrebi? Un supermercato lì proprio non ce lo vedo, si cambi e si trovi un progetto più idoneo per la collettività”. Secondo voi, chi l’ha detto? A. un leghista. B. un grillino C. l’assessore Lepore. La risposta esatta è: il sig. Lepore, assessore.

Pertanto, il comitato si associa alla dichiarazione di un assessore di questa amministrazione e richiede ufficialmente a questa amministrazione di fare in modo che il Cierrebi rimanga integro nella sua struttura storica, di forte utilità sociale. E ciò, anche in considerazione del rispetto che si deve, oltre che ai Bolognesi, anche ai luoghi. Il Cierrebi difende infatti dal degrado e la sua quinta alberata si sposa con il patrimonio dell’arte e del culto bolognese che si trova dall’altra parte della strada: il cimitero monumentale della Certosa. Certosa che è un Cimitero Significativo d’Europa – ed è riconosciuto anche come Itinerario Culturale europeo.

Il Cierrebi è un esempio virtuoso di collaborazione fra pubblico e privato. L’amministrazione comunale dell’epoca favorì la sua creazione in un quartiere popoloso ma carente di impianti sportivi, rispettando il valore paesaggistico e monumentale della Certosa, proteggendo l’area dall’inquinamento acustico ed atmosferico. Così questa zona della città si è dotata, con grande lungimiranza e senza oneri per il contribuente, di una Convenzione che prevedeva anche l’utilizzo degli impianti, della piscina e del verde pubblico da parte della cittadinanza. A beneficio Di tutti noi.

I vincoli di destinazione di tutto il Cierrebi a impiantistica sportiva e di uso pubblico sono tuttora integralmente validi. La Convenzione dell’85 è indicata nell’atto notarile di acquisto del Cierrebi da parte della proprietà Maccaferri, in data 9 ottobre 2017. Non solo. L’area del Cierrebi, negli strumenti urbanistici attuali (PSC e RUE), è destinata ad “Impianti sportivi privati ad uso pubblico” che consente di fare interventi sì diversi, ma solo se complementari alla destinazione principale ad impianti sportivi.

Tuttavia, anche se teoricamente è possibile una quota accessoria di spazio commerciale, la valutazione va fatta in concreto sulla base della situazione di fatto esistente ed in ragione della compatibilità con la destinazione sportiva principale. Come può essere ritenuta ragionevolmente complementare o compatibile la costruzione di un supermercato con parcheggio, che distrugge impianti sportivi esistenti (piscine per bambini e di 25 metri, campi da tennis)? Come può un tale intervento essere compatibile, senza aggravare le già attuali precarie condizioni di salubrità dell’aria?

Noi crediamo che non ci sia spazio per il supermercato con parcheggio, visto che il Cierrebi deve essere e rimanere adeguato allo svolgimento della pratica sportiva di bambini, disabili e adulti. Un tale intervento contrasterebbe con le stringenti norme regionali del 2017 PAIR 2020 sulla tutela e l’uso del territorio e la qualità dell’aria, in particolare negli spazi sportivi e ricreativi.

Siamo fiduciosi che l’attuale proprietà del Cierrebi che ama il bello, sostiene l’arte e che è protagonista anch’essa della storia di Bologna, possa anch’essa riconsiderare i suoi progetti commerciali per il Cierrebi. Siamo anche convinti che i vincoli pubblici sul Cierrebi non siano di ostacolo a fare impresa. Così come insegna la gloriosa storia di Bologna e dei suoi portici, fatti, voluti dai privati ad uso pubblico, con beneficio di tutti.

Noi vogliamo dunque salvaguardare l’uso pubblico, la piscina scoperta da 25 metri e quella per i bambini, entrambe ristrutturate due anni fa per 400.000 euro messi dall’ex proprietà Carisbo, soldi, che, sono circa il 6% in più del budget di 7 milioni di euro pubblici destinati a ristrutturare il patrimonio sportivo della città. Lo ripetiamo: se il Cierrebi dovesse essere smembrato, i suoi impianti sportivi nuovi del valore di almeno 400.000 euro sarebbero distrutti.

Senza contare che la zona ha la maggiore densità di supermercati di Bologna: questo è il sesto nel giro di poche centinaia di metri di cui uno, in via Bergami, quasi ultimato. E quindi ci riallacciamo all’intervento dell’Arch. Cavalcoli di mercoledì scorso: perché il sesto supermercato in quell’area? Perché disperdere l’impegno delle associazioni sportive, dei piccoli e grandi atleti del Cierrebi? Perché trascurare la vita, gli sforzi, il valore sociale del commercio di vicinato?

Lo sappiamo che governare una città è complesso. Tuttavia, stiamo da tempo chiedendo e non ci stancheremo mai di chiedere risposte più articolate, più ponderate, più meditate. Bologna è una città dal palato troppo fine, dove lo sviluppo si è sempre coniugato con la ricerca della migliore qualità della vita, con la partecipazione attiva dei cittadini e l’innovazione economica e sociale.

Noi chiediamo di trovare davvero le risposte migliori, le più nuove e le più coraggiose, che tengano conto:

  • 1) della riconnessione del territorio, in una zona tagliata in due da uno “stradone” e priva di adeguati attraversamenti pedonali e ciclopedonali;
  • 2) dell’integrale salvaguardia degli impianti sportivi esistenti al Cierrevi, preservandone l’utilità pubblica;
  • 3)dell’attenzione alla qualità dell’aria e dell’ambiente per i nostri figli, con il mantenimento del bosco urbano dei Prati di Caprara.

Per finire: tanti, troppi cittadini di Bologna stanno consacrando il loro tempo, stanno donando la loro arte e la loro competenza, stanno dimostrando nei fatti tutto il loro amore alla città di Bologna, come hanno fatto tutte le generazioni che li hanno preceduti nella salvaguardia dei beni comuni e dei diritti di cittadinanza.

Cari consiglieri, è venuto il momento di ricambiare, concretamente, il dono e l’onore che avete ricevuto. Cari consiglieri, tanti cittadini, e tra essi Patrizia, Silvia, Vincenzo, Federico, e tanti tanti altri, la tradizione e le sfide future di Bologna, attendono una risposta positiva da voi ed esigono rispetto. Rispetto. Rispetto!

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