Alghero: ambiente, cultura e turismo finiscono nei liquami

di Stefano Deliperi

Alghero, serata d’agosto, turisti a passeggio lungo i Bastioni sul mare, residenti che preparano la cena sulle terrazze che s’affacciano su uno dei paesaggi urbani più ricchi di storia e di ambiente del Mediterraneo. Un clima e un’atmosfera che invogliano il turista a ritornare appena possibile. Si sa, Alghero per il suo ambiente, la sua storia, la sua cultura è una delle mete turistiche più rinomate. All’improvviso irrompe, violento, un pesante tanfo di liquami a devastare clima, atmosfera e narici…

Un mare di liquami sotto gli storici Bastioni. È quello che è successo, ancora una volta, l’ennesima, qualche settimana fa, per la gioia degli algheresi e dei tanti turisti presenti nella città catalana. L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ha, quindi, inoltrato (13 agosto 2018) una specifica istanza di accesso civico, informazioni ambientali e adozione di provvedimenti al Ministero dell’ambiente, al Comune di Alghero, all’A.R.P.A.S., al locale Ufficio circondariale marittimo, ai Carabinieri del N.O.E., informando nel contempo la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Sassari.

Le risposte pervenute hanno delineato un folle quadro di una tipica vicenda italiana, dove ambiente, salute e attenzione per la risorsa turistica sono destinati al guardaroba dei Cani. Senza offesa per i Cani, naturalmente.

Pur in pieno periodo feriale, il Comune di Alghero (Ufficio complesso Igiene e Sanità) ha richiesto (nota prot. n. 64604 del 16 agosto 2018) ad Abbanoa s.p.a., gestore unico regionale di forniture idriche e depurazione, quale fosse la “causa dell’evento” e se vi fosse “un malfunzionamento degli impianti di sollevamento fognari”, mentre all’A.R.P.A.T., agenzia regionale dei controlli ambientali, ha richiesto i dovuti campionamenti.

L’Ufficio comunale algherese ha, poi, completato la propria risposta (nota prot. n. 66994 del 28 agosto 2018) dopo aver accolto ulteriori elementi: “presso il Centro Storico, così come del resto nella quasi totalità della città, non è presente un sistema di raccolta distinto delle acque, ovvero la rete fognaria è costituita da un unico sistema di tubazioni che raccoglie sia le acque nere che quelle di pioggia” (situazione confermata da Abbanoa s.p.a.).

Così, la presenza di liquami del giugno 2017 sarebbe “da ricondursi alla presenza di un sistema di scarico di reflui fognari, probabilmente uno scolmatore in funzione per sopperire a criticità strutturali della rete”, mentre la presenza di liquami dell’agosto 2018 sarebbe dovuta a “evidenze di perdite fognarie”.

Con ordinanza sindacale n. 7 dell’1 marzo 2018, il Comune “ha offerto il proprio supporto” ad Abbanoa “al fine di individuare possibili allacci non autorizzati presso i canali prospicienti le stazioni balneari di San Giovanni e Carducci”.

Le analisi microbiologiche svolte dall’A.R.P.A.S. hanno evidenziato una “elevata contaminazione di natura organica biologica” riferito a “E. coli”, coliformi fecali (nota prot. n. 41758 del 26 giugno 2017) nel giugno 2017, mentre nell’agosto 2018 hanno evidenziato “nel punto denominato Torre Sulis, una significativa contaminazione di natura batteriologica di presumibile origine fognaria. In tale punto di prelievo la concentrazione relativa al parametro Escherichia coli supera i limiti indicati nel D.M. 30 marzo 2010, attuativo del D. Lgs. 116/2008 relativo alle acque di balneazione (1203 MPN/100 ml)” (nota prot. n. 66475 del 27 agosto 2018).

Insomma, una melma di liquami, ma niente paura: l’ordinanza sindacale n. 160 del 20 giugno 1997 vieta permanentemente la balneazione e così tutti sono sereni e tranquilli.

Il quadro viene completato da Abbanoa s.p.a., gestore della rete fognaria cittadina, che fornisce (nota prot. n. 41963 del 29 agosto 2018) elementi fondamentali per comprendere come il pestilenziale inconveniente non abbia vita breve: “la sera del 13 Agosto … il personale di questa Società ha accertato l’uscita di liquami a mare dallo scarico di emergenza situato fuori dai bastioni in prossimità della Piazza di Santa Croce. Infatti, nelle condotte fognarie, a suo tempo realizzate dal Comune, è presente un sistema di sfioro che in caso di portata eccessiva o ostruzione invia i liquami sulla condotta di scarico che da Piazza Molo trasporta gli stessi sul vecchio scarico a mare noto come ‘solaio’ e posto in prossimità di Piazza Santa Croce”.

Nel caso specifico, è stata verificata “l’ostruzione della c.d. condotta fognaria ‘Sud’ nel tratto di Piazza Molo” dove “è presente una variazione di sezione del collettore fognario … dovuta alle scelte in fase costruttiva a suo tempo adottate dal Comune”. L’intervento condotto con autospurgo il giorno 14 agosto 2018 ha consentito l’eliminazione dell’ostruzione della condotta fognaria.

In parole povere, ad Alghero, per quasi tutta la città, “la rete fognaria è costituita da un unico sistema di tubazioni che raccoglie sia le acque nere che quelle di pioggia” e, “in caso di portata eccessiva o ostruzione”, i liquami finiscono direttamente in mare, sotto i Bastioni. Questo nel 2018, in una città dal grandissimo richiamo turistico per il suo ambiente, la sua storia, la sua cultura. Qualsiasi commento è superfluo.

Questo articolo è stato pubblicato dal Manifesto Sardo il 1 settembre 2018

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