Pierre Carniti, un Sindacalista

di Gianni Rinaldini, presidente Fondazione Claudio Sabattini

Nei giorni scorsi è morto Pierre Carniti. Un Sindacalista che è stato uno degli artefici decisivi della stagione dei Consigli di Fabbrica e della F.L.M. (Federazione Lavoratori Metalmeccanici). L’unica vera esperienza democratica di costruzione di un sindacato unitario che scompaginava il rapporto tradizionale tra rappresentanza sociale e rappresentanza politica, tra partiti politici di riferimento e sindacato.

I delegati di reparto eletti su scheda bianca, iscritti e non iscritti alle organizzazioni sindacali, componevano i Consigli di Fabbrica e, la pratica delle assemblee decisionali, erano l’espressione di un Sindacato Democratico che rappresentava in questo modo, il punto di vista delle lavoratrici e dei lavoratori Metalmeccanici.

Il cambiamento “qui ed ora” non delegato alla politica, al governo del paese, ha segnato la stagione delle lotte operaie dal 68′- 69′ alla metà degli anni Settanta. Rimane sospesa la domanda – che non ha una risposta – di cosa sarebbe successo se la scelta coraggiosa della F.L.M. fosse diventata la scelta di tutto il sindacato.

Così non è stato per ragioni sociali e politiche, perché nacque la Federazione Cgil-Cisl-Uil, costruita su base paritetica, che di fatto isolò l’esperienza dei Metalmeccanici e dei Consigli di Fabbrica. Pierre Carniti, insieme a Bruno Trentin e Giorgio Benvenuto, difesero fino all’ultimo spazio possibile di agibilità, quell’esperienza, che si avviò inevitabilmente al suo esaurimento.

Successivamente, negli anni Ottanta si aprirà un’altra storia, quella della divisione sindacale e della negazione della democrazia nel rapporto con l’insieme dei lavoratori. Noi lo vogliamo ricordare in questo modo, anche nelle sue spigolositá e nelle angosce di questi ultimi anni, sulla crisi profonda del Sindacato, di cui abbiamo avuto modo di discutere.

Pietre Carniti, un vero Sindacalista.

Autore dell'articolo: Amministratore

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