Italia 2018: Fatima è di colore e non la vogliono a prendersi cura degli anziani

di Sergio Sinigaglia

Purtroppo da tempo le cronache quotidiane ci propongono episodi di intolleranza e razzismo nei confronti dei migranti. Diversi di questi accadono nei luoghi di lavoro. L’ultimo esempio ci viene da Senigallia. Fatima Sy ha 40 anni, viene dal Senegal, ha due figli che vivono in Africa. Abita a Senigallia dove è arrivata 15 anni fa. Attualmente è dipendente nella cooperativa “Progetto Solidarietà”, che opera nell’assistenza agli anziani.

Da alcuni giorni si trovava a lavorare in prova in appartamenti di proprietà dell’Opera Pia Mastai Ferretti, ma la sua permanenza è durata poco. Motivo? Alcuni utenti non hanno gradito la sua presenza “perché nera”. La cosa sarebbe caduta nel silenzio, come capita spesso, se non che Fatima ha avuto il coraggio di rivolgersi alla stampa locale, e il Corriere Adriatico è uscito a titoli cubitali con il titolo “Cacciata dai vecchietti razzisti. È nera non la vogliamo”.

Ma da cittadini educati (e razzisti) non hanno esternato direttamente all’interessata, ma le lamentele sono arrivate alla cooperativa che gestisce direttamente il servizio di assistenza in una serie di appartamenti affittati dalla proprietà ai privati. Fatima ovviamente non nasconde la sua profonda amarezza. Negli ultimi mesi avrebbe perso tre lavori. Almeno in due casi il sospetto di un’analoga discriminazione sarebbe forte. In un albergo le hanno preferito un’italiana, mentre in una impresa di pulizie non è riuscita a restare perché alcuni del condominio non avrebbero gradito l’impiego di personale straniero.

Fatima è diplomata in ragioneria, iscritta a scienze politiche. È stata per anni rappresentante della locale Associazione Multietnica. È piuttosto conosciuta. La vicenda ha generato indignazione e imbarazzo. La presidente della cooperativa da noi contattata cerca di ridimensionare l’accaduto. Prima sottolinea che la frase incriminata non fosse “ecco un’altra nera”, ma “eccone un’altra”, intendendo “un’altra nuova”. Poi ci tiene a precisare che “i vecchietti non sono razzisti”.

Ma incalzata ammette che in effetti “l’episodio è increscioso”, ma se “fosse venuta prima da noi, le avremmo spiegato…”, invece si è rivolta “direttamente ai giornalisti”. Insomma il tutto non sarebbe emerso. Ancora dalla cooperativa fanno sapere che Fatima verrà destinata ad altra attività e non perderà il lavoro (a tempo determinato…).

Ogni commento è superfluo. Una sola domanda: ma cosa è diventato questo Paese?

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