Lo spettro di Marx torna ad aleggiare

di Sergio Caserta

Metti due ottimi film in programmazione ravvicinata e un week end post elettorale senza riunioni. Capita di vedere “Il giovane Karl Marx” di Raoul Peck, film storico di grande impatto emotivo, sugli anni giovanili del grande filosofo economista e dell’incontro con Friedrich Engels, la nascita di un sodalizio destinato a cambiare il mondo. Un film che lascia senza parole per quanto riesce a proiettarci con realismo e passione nel turbine del periodo che prelude alle grandi trasformazioni della prima rivoluzione capitalistico industriale, agli albori della nascita del movimento operaio e dell’anelito alla giustizia sociale.

Un film romantico e nello stesso tempo asciutto che inquadra in modo puntuale, attraverso la descrizione delle vite dei protagonisti e dei diversi personaggi storici in campo, la furiosa dialettica, all’interno del pensiero socialista che si andava diversificando e l’affermazione impetuosa “sturm und drang” delle idee comuniste che in modo stringente indicavano nella lotta di classe, per l’uguaglianza economica, la liberazione del mondo del lavoro e quindi dell’intera umanità dalla servitù.



Si esce dal cinema leggeri, quasi sollevati, perché chi quegli ideali non li ha gettati alle ortiche, ha assaporato tutto il pregnante sapore di verità del film. Così ci si imbatte quarantottore dopo in Cineteca comunale, in un altro bel film, della rassegna nuovo cinema francese “La casa sul mare” di Robert Guèdigujan che presente in sala con la moglie Arianne Ascaride celebrata attrice protagonista, dialogano con il pubblico dopo la proiezione, sul senso di questo piccolo gioiello di sentimenti, dolori e passioni, in cui gli ideali di gioventù e il senso della vita che passa, fanno da sfondo ad una storia molto intensa.

Una vicenda dei giorni nostri, nella cornice di un borghetto marinaro Petit Mejan, nel golfo di Marsiglia, microcosmo familiare in cui tre fratelli, una donna e due uomini ormai maturi, si ritrovano a confrontarsi con i loro vissuti, nella circostanza della malattia del vecchio padre, quando le esistenze entrando nell’età dei bilanci e si misurano con sconfitte e disincanto. E però anche in questa trama i valori anticonformisti di libertà, fratellanza e uguaglianza, gli ideali di giovinezza, se non abbandonati possono riprendere forma e la vita può tornare a coltivare un corso di speranza. In questo caso rappresentata dall’incontro finale della famiglia con un trio equivalente di fratellini immigrati scampati ad un naufragio.

Così i due film, pur molto diversi per narrazione e contesto, segnalano un risveglio che forse si coglie di più in questa ancor incerta primavera, nonostante che globalizzazione, sovranismo e individualismo siano ancora la cifra prevalente delle nostre esauste comunità. Ci sono fortunatamente tanti giovani e meno giovani che in sale affollate, emozionati si alzano ad applaudire, quando le corde dei valori forti suonano le note di ideali di una sinistra mai morta, per cui vale la pena di continuare a combattere.

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