Il primo maggio a Milano, Torino e Bologna sarà il giorno dell’«orgoglio rider»

di Roberto Ciccarelli

Per la prima volta i ciclo-fattorini che lavorano per le piattaforme digitali parteciperanno in maniera organizzata al primo maggio a Milano, Torino e Bologna. A Milano i «rider» del sindacato sociale che opera in città – Deliverance Milano – apriranno il corteo del pomeriggio, a Bologna la «Riders Union» faranno una critical mass al mattino e una festa al pomeriggio. E anche a Torino i rider si stanno organizzando.

Le rivendicazioni, ribadite domenica scorsa nella prima assemblea nazionale a Làbas a Bologna, sono: riconoscimento dello status di lavoratori mentre oggi sono considerati «freelance»; abolizione della paga a cottimo e dei sistemi di valutazione aziendale; riconoscimento di un’assicurazione per la salute e contro gli incidenti; dotazione di biciclette e di attrezzatura aziendale come gli elmetti.

Il primo maggio dell’«orgoglio Rider» sarà anche europeo. Negli ultimi due anni, infatti, con lo sviluppo tumultuoso delle piattaforme digitali nel settore della consegna a domicilio sono emerse le prime lotte e i tentativi di auto-organizzazione del nuovo lavoro digitale dei fattorini. La connessione europea tra i gruppi e i sindacati auto-organizzati, dalla Spagna all’Italia fino all’Inghilterra, potrebbe essere uno degli obiettivi della giornata.

Tra le ipotesi discusse nell’assemblea bolognese c’è anche «CoopCycle», una piattaforma francese di consegna utilizzabile dalle cooperative di ciclo-fattorini. Al momento è in fase di prova e la si può testare sull’omonimo sito. Si tratta di «un bene comune digitale». Diversamente dagli algoritmi proprietari che oggi eterodirigono le prestazione dei rider per conto delle aziende private (Deliveroo, Foodora ecc) CoopCycle apparterrebbe a tutti coloro che vi contribuiscono (sviluppatori) e che la utilizzano (corrieri, ristoratori). Il software è concesso dalla Peer-to-peer Foundation e il suo uso commerciale è limitato alle cooperative di lavoratori.

A Bologna il comune ha siglato con la «Riders Union» e i sindacati confederali una «Carta dei diritti del lavoro digitale nel contesto urbano». In questi giorni sta contattando le piattaforme per sottoscrivere il documento. Vedremo quante e quali aderiranno al primo esperimento di «negoziazione metropolitana» nella «gig-economy» in Italia. Per il primo maggio i rider bolognesi stanno studiando varie forme di astensione dal lavoro.

Questo articolo è stato pubblicato dal quotidiano Il manifesto il 17 aprile 2018

Autore dell'articolo: Amministratore

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