Angela Pascucci: una storia di passione profonda, lotta e progetti comuni

di Mauro Chiodarelli

Questa notte se n’è andata Angela Pascucci. L’ho conosciuta personalmente solo pochi anni fa; prima era per me solo una delle mitiche firma del mio giornale, Il manifesto. All’inizio forse era un po’ diffidente verso questi pazzi bolognesi che non solo volevano salvare il giornale, ma volevano farne una nuova e più avanzata forma cooperativa. Poi le riserve si sono sciolte ed è stato amore profondo, lotta e progetti comuni.

Angela era una tenace ed allegra combattente. Anche quando la malattia incominciò a tormentarla non si lasciò abbattere. Poi un po’ per necessità, un po’ forse per pudore, ha continuato il suo calvario circondata da chi le era più vicino. Di fronte alla sofferenza divento incerto; così chiedevo notizie della sua salute agli compagni comuni e le scrivevo solo di tanto in tanto, più che altro per ricordarle che c’ero, che c’eravamo, che le volevamo bene.

Ho anche vagheggiato una marcia su Roma, carichi di tortellini, tagliatelle, mortadella per un’azione ricostituente naturale, ma è rimasta solo una fantasia. Mi mancherai, ci mancherai, Angela. Grazie. Che la terra ti sia lieve.

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