Bologna, un’esperienza decennale di comunicazione antagonista: Zero in condotta

della Redazione di Zic.it

[Bologna ha il privilegio di avere una testata di controinformazione quotidiana, ZIC (“Zero in condotta”, dal titolo che aveva quando usciva in edizione cartacea, ispirato al film di Jean Vigo). È informatissima, aggressiva, irriverente. Narra le molte forme di conflittualità presenti in una città che nessuno è mai riuscito a pacificare del tutto. Il 2 marzo sarà presentato un volume, intitolato appunto Zero in condotta, che riassume un decennio di giornalismo e di azione politica dal basso. Pubblichiamo l’introduzione degli autori. Per acquistare il libro, cui auguriamo meritata fortuna, si vada sul sito di Zic.]

Circa 12.500 articoli, quasi 15.000 fotografie, oltre 900 file audio, più di 400 video, all’incirca 10.000 appuntamenti di natura politica, sociale o culturale segnalati e alcune migliaia di lettrici/ori al giorno. Se bastassero i numeri, ecco dieci anni di Zic.it – Quotidiano on line autogestito @ Bologna, dall’inizio delle pubblicazioni regolari nel marzo 2007 alla metà del 2017. I numeri, però, non bastano. Non ci bastano e, a dirla tutta, neanche sono la cosa che più ci interessa.

Quello che ci interessa, dieci anni dopo, è poterci confrontare (a testa alta, confidiamo sia così) con una sfida che all’epoca ci sembrò non potesse essere ignorata in una città come Bologna: creare uno strumento di informazione antagonista e partigiana che, in modo trasversale e senza vincoli di appartenenza, contribuisse a dare voce alle esperienze di autorganizzazione ed autogestione, a realtà collettive e a singole persone che buona parte della società preferirebbe restassero in silenzio.

Uno strumento libero e indipendente, prima di tutto, ma anche affidabile e in grado di confrontarsi con le trasformazioni del web imposte dalla multimedialità, dalla self-communication e dai rischi connessi a fake news e overload informativo.

Ci siamo riusciti? Ci abbiamo provato! Nonostante i nostri limiti, le difficoltà e qualche amarezza, dieci anni dopo siamo qui a raccontare, con questa pubblicazione, un impegno del tutto volontario ma costante, con il quale contiamo di aver contribuito a sostenere lotte e battaglie che sentiamo nostre e che, giorno dopo giorno, abbiamo vissuto dall’interno mettendo a disposizione di movimenti, collettivi, centri sociali, sindacati conflittuali e teste pensanti un giornale, non una bacheca, nato per promuovere iniziativa politica facendo informazione e per fare informazione promuovendo iniziativa politica.

Una voce insubordinata che porta con sé l’ambizione, ostinata, di offrire un punto d’incontro ad un mondo in continua evoluzione e spesso frammentato. Abbiamo fatto il possibile. Abbiamo fatto la nostra parte. In qualche caso, siamo anche riusciti a costringere l’informazione mainstream a fare i conti con le nostre notizie e inchieste e dunque con il fatto che, come abbiamo già avuto modo di dire in altre occasioni, c’è sempre un’altra storia da raccontare…

Per altre e più approfondite riflessioni, rimandiamo alla seconda parte del libro. In questa sede, invece, vogliamo dire grazie a chi segue Zic.it da tanto o da poco tempo e tutte/i quelle/i che negli anni hanno osservato, raccolto, ricercato, scritto, fotografato, ripreso, programmato, supportato, suggerito. E un grazie speciale non può non andare alle compagne e ai compagni di Vag61 che si fanno in quattro per sostenere, tra i tanti, anche questo progetto.

Perché, da dieci anni a questa parte, la strada è sempre quella e sempre uno l’avvertimento: non rovinarsi la media, mai prendere più di ZERO IN CONDOTTA!

In questo libro

La prima parte ripercorre gli ultimi dieci anni di movimenti a Bologna, dal marzo 2007 al settembre 2017, attraverso un iniziale riepilogo delle principali notizie pubblicate anno per anno e a seguire una selezione di materiali: molti degli editoriali firmati dalla redazione, alcune opinioni e articoli più originali, le comunicazioni e le iniziative più significative che Zic.it ha promosso o attraversato, ed infine un elenco delle inchieste e tanto altro (che avremmo voluto riportare integralmente, ma non è stato possibile farlo).

La seconda parte, invece, è formata dal racconto delle radici cartacee di Zic.it (attraverso l’esperienza delle riviste Mongolfiera e Zero in condotta), da una presentazione del progetto nella sua fase attuale e da un’autointervista collettiva elaborata dalla redazione per approfondire la natura del giornale e ripercorrere come si è evoluta nel corso di questi dieci anni, affrontando una serie di nodi tematici che speriamo possano rivelarsi utili anche a ricavare alcune valutazioni di più ampio respiro sulle potenzialità (e i limiti) dell’informazione autogestita.

Una terza sezione, infine, è costituita dalle fotografie tratte dalla mostra “Bologna in movimento: dieci anni nelle immagini di Zic.it”, pubblicate in parte insieme alla selezione delle notizie e degli articoli, in parte nelle pagine conclusive del volume.

Il materiale utilizzato per questo libro proviene dalle pagine stesse del giornale (possibili refusi compresi…), dal Centro di documentazione dei movimenti “Francesco Lorusso – Carlo Giuliani” e da una tesi di laurea magistrale in Giornalismo e cultura editoriale, dal titolo “Potenzialità e limiti dell’informazione autogestita: il panorama bolognese e l’esperienza di Zic.it”, discussa nel 2017 all’Università degli studi di Parma.

Questo articolo è stato pubblicato da Carmilla Online il 28 febbraio 2018

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