Legge urbanistica: in Emilia-Romagna Lupi ha vinto

di Maria Cristina Gibelli

Il Pd dell’Emilia-Romagna, emulo della peggiore destra urbanistica italiana, fa sue l’ideologia e la prassi di Maurizio Lupi e approva una legge sciagurata. Silenzio tombale degli istituti culturali, ormai facilitatori degli interessi immobiliari.

Con i soli voti favorevoli del Pd è stata approvata ieri dall’Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna la nuova legge urbanistica: 28 voti favorevoli, 14 contrari e 2 astenuti. Compattamente contrari i consiglieri di L’Altra Emilia Romagna, Sinistra Italiana, Art. 1-Mdp e M5S. Si annunciano tempi bui per le amministrazioni locali: espropriate di qualsivoglia competenza regolativa, dovranno imparare a negoziare con il privato per ottenere qualche vantaggio per le loro comunità.

Ne sono consapevoli? Non sembra. Poche ore prima del consiglio i sindaci delle maggiori città (Bologna, Cesena, Ravenna, Forlì, Rimini, Modena, Ferrara, Parma, Reggio Emilia, Imola, Faenza e Carpi) hanno inviato una lettera appello che auspicava una celere approvazione della legge, a loro giudizio caratterizzata da importantissime innovazioni quali una “semplificazione… senza che si perda l’iniziativa, la responsabilità e la regia del governo pubblico del territorio, pur nella necessaria sottoscrizione di accordi operativi con i privati investitori” (appello dei Sindaci emiliano romagnoli).

Complimenti. Una sicura garanzia di tutela del territorio come bene comune e, soprattutto, un autentico baluardo contro la corruzione e le infiltrazioni mafiose. Forse non sanno quello che dicono, ma certamente sanno quello che vogliono fare: privatizzare la città

Questo articolo è stato pubblicato su Eddyburd.it il 20 dicembre 2017

One Response to Legge urbanistica: in Emilia-Romagna Lupi ha vinto

  1. Antonio Bonomi ha detto:

    Ci abbiamo provato, dal 1967 in poi, a partire dagli interventi di Campos-Venuti e di Osvaldo Piacentini, delle Coop. Ing. e Arch. di RE, della C. B. P. di Bologna ecc. a proteggere e amministrare in modo democratico e partecipato il territorio dell’ Emilia-Romagna. Un vasto movimento di amministratori, tecnici e cittadini ci ha provato con il Piano Regionale, i Piani Territoriali, i PRG, i Piani dell’ Edilizia Economica e Popolare, i Piani dei Centri storici ecc. Ci abbiamo provato con tante assemblee di cittadini e con bravi Sindaci e consiglieri comunali di vari partiti e con uomini e donne di cultura e di impegno sociale. C’è andata male, siamo stati sconfitti dal capitale e dalla rendita immobiliare, ma anche dalla ignoranza che ha dilapidato il patrimonio naturale e culturale. L’Emilia-Romagna non è più stata “diversa”, ma sommersa dallo spreco edilizio, come gran parte del resto del Paese e del mondo. Forse addirittura un po’ peggio della media. Pazienza? No. rabbia!

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