Bologna, lettera aperta al sindaco Virginio Merola: prima educare, poi punire

di Claudio Corticelli, ambientalista

Le recenti contravvenzioni ai ciclisti mi hanno sorpreso, in un primo tempo condivise, poi le ho considerate inadeguate, cosi le scrivo un po’. Sono pedone, ciclista elettrico, passeggero-bus, trenista, automobilista, quindi mi muovo per la città, la provincia e la regione, conoscendo e applico le regole della buona mobilità e vedo in generale comportamenti corretti ma anche molto scorretti da parte di tutte le categorie, generi. Età.

Sindaco, le sanzioni non andrebbero rivolte solo ai ciclisti, anche se una parte di essi compiono parecchie infrazioni: passano con il rosso, vanno sotto i portici, in contromano, di notte senza luci e catarifrangenti, ecc. ma le infrazioni, sono di TUTTI gli utenti della strada, ma mi chiedo, le domando, perché solo ai ciclisti? Perché i ciclisti possono fare ciò che vogliono non avendo la targa? Perché lei non vuole tanta libertà di circolazione per la città? Perché a lei sono antipatici solo i ciclisti? Perché loro non utilizzano appieno le ciclabili che ha fatto costruire?

So già che Lei risponderà che sono perché un po’ sciocchi, sarà vero, eppure se leggiamo i dati sugli incidenti nella Città Metropolitana, sulle strade e sui marciapiedi, migliaia di incidenti in questi ultimi 10 anni, con migliaia di feriti e centinaia di morti, di auto-camion-furgoni contro bici, bici contro pedoni, di bus contro pedoni, bici, moto. Una bolgia.

La libertà di circolare, diventa vera anarchia individuale della mobilità, non rispetto delle regole del Codice della strada, né tanto meno dell’elementare educazione e cortesia, e tutti si lamentano degli altri, pedoni contro ciclisti ed essi contro autisti bus e privati, moto contro automobilisti, uno contro tutti gli altri.

Lei Sindaco a ottobre spazientito che fa? Zitto zitto inquadra un gruppo di vigili senza divisa e multa solo i ciclisti. Bravo bene. Ma poi che risultato otterrà Lei e la Città? I bolognesi staranno meglio sulle strade e sotto i portici? No non credo, che sia questa la modalità giusta per far rispettare le regole agli utenti a due ruote. Ma inoltre mi ridomando e le ridomando a lei Signor Merola? Non sarebbe stato meglio effettuare Prima Prima, una bella campagna mensile si educazione stradale, impegnare vigili, ausiliari e volontari, senza verbali sanzionatori, casomai con una paletta ed opuscoli sulle regole, dialogando con gli utenti, i cittadini e rileggere a VOCE alta, le norme di comportamento giuste indicate dal Codice della strada?

Sarebbe semplice, per un mese usare il Crescentone di Piazza Maggiore, approntare un mini percorso simulato, con strade,marciapiedi, portici ed istruire alle regole, tot i dè, piccoli, ragazzi, adulti e anziani, del buon muoversi a piedi e sulle ruote nella città. In una fase storica di consumo e scarto, in cui la Memoria è vacua, non riconosciuta osteggiata, non si vuole ricordare NULLA, è difficile che chi inforca una moto o bici ne tanto meno un pedone, si vada a leggere le norme per andar per strada. Invece è doveroso che le ricordi ai suoi cittadini il Sindaco.

Signor Merola, riveda queste disposizioni odiose, quasi uno sgombero dei senzatetto, faccia prima prima educazione alla viabilità, poi poi dopo per i trasgressori irriducibili le sanzioni pecuniarie. Così le giudicheremo più tollerante, un buon padre di famiglia che prima educa con pazienza i sui figli, poi alla fine punisce, valutando ciò che è più efficace per la famiglia, della nostra città.

Ho fiducia che ci ripenserà.

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