Gli ipocriti e i fascisti: razzisti contro la giovane Anna Frank

di Claudio Corticelli

Alle figurine razziste con Anna Frank, appiccicate con i colori giallo-rossi al colletto, tutti – dico tutti – si sono scandalizzati. Il calcio di serie A, ma anche di B e oltre, gli stadi, le curve, sono usati da fascisti, nazisti, razzisti e imbecilli, da decenni per propagandare le loro vacue idee intolleranti. Ma ripeto, sono decenni che questi ultras, codesti gruppuscoli (dove albergano diversi pregiudicati) fanno il saluto mussoliniano, come il noto calciatore capitano laziale Di Cagno, cantano canzoni e slogan razzisti, ululano verso giocatori avversari di colore.

Ultras di destra sventolano in tutti gli stati, non solo per la società calcistica Lazio, bandieroni neri, inneggianti alla morte, alla razza, con teschi, fasci. Ma gli ipocriti governi, i comandi delle polizie italiane che fanno? Nulla. La magistratura? Nulla. E la Fgci, Federazione Gioco Calcio? Poco, molto poco.

Eppure c’è la Costituzione repubblicana, ci sono ben tre leggi che colpiscono questi abusi, questi reati, mentre i razzisti possono scorrazzare indisturbati negli e stadi e fuori come vogliono. Scrivono svastiche e bestemmie sui muri degli stadi e fuori, aggrediscono tifosi delle altre squadre, notizie che possiamo seguire in questi decenni, con scazzotature, accoltellamenti, con feriti e morti.

Intanto ancor oggi questi individui possono calcare con le loro bandire, cori, mani alzate, figurine razziste le gradinate degli stadi, e lo stadio Dall’Ara di Bologna non è immune da queste infiltrazioni, e la curva Bulgarelli purtroppo tiene dentro anche bandieroni neri, inneggianti alla morte, come mercoledì 25 ottobre nella partita con la Lazio, un lembo nero con un leone rampante, nel calcio c’è bisogno di leoni? E sui muri della Certosa leggere “Bologna Fascista”. Ma che fa la società F.C.B. tace.

Basterebbe guardare, ascoltare e applicare la Costituzione, le leggi, ma le istituzioni preposte dormono. Ma perché preferiscono chiudere gli occhi per decenni, per poi scandalizzarsi quando viene colpita una figura immacolata come è la giovane Anna Frank? Me lo domando, non so rispondere, sono amareggiato, perché considero questa parte del popolo del cacio italiano, molto malata, immatura e qualunquista. Sbaglio?

Chiedo: si potrebbe fare in modo, come cittadini italiani ma soprattutto come autorità, affinché si operi, dentro e fuori dagli stadi, per una società giusta, democratica, inclusiva dove si condanni l’odio e si operi per la serena convivenza? Lo sport, soprattutto quello milionario del calcio della A, che quindi ha le risorse per trasformarsi positivamente, non può e on deve deve essere veicolo di violenza e di intolleranza, ma sia luogo di sportività, amicizia, e rispetto. Chiedo molto?

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