I racconti di Victor: “II ghiacciolo, ovvero la mia estate più calda”

Pubblichiamo il primo di tre racconti che Victor ha voluto donare a questo sito

di Victor

Era lì con le gambe a ciondoloni, l’aria assonnata e svogliata di chi non sa come far passare il tempo, il 7 luglio, giornata particolarmente calda, non finiva più. Si alzò, aprì il vano finestra e con un gesto lungo, muovendo le dita da destra a sinistra e viceversa, mi trovò scegliendomi tra gli altri. Mi ritrovai così, nudo e gocciolante, in quell’atmosfera surreale e afosa del cortile di un maledetto pomeriggio d’estate.

A un tratto sentii la sua lingua umida scorrermi lungo tutto il corpo, con guizzi afferrava le mie gocce bagnate e le ingurgitava una dietro l’altra; dopo mi capovolse pensando a altro e rimasi a testa in giù, terrorizzato, penzolante, temetti che da un momento all’altro mi lasciasse cadere. Non so quanti interminabili istanti (od ore) passarono così: mi ero ridotto alla metà, dopo mi risollevò e con volgarità lussuriosa mi strofinò sulle sue gambe ossute, ancora dopo mi rotolò sul suo collo sudato e infine mi leccò ancora con avidità.

Ero stremato, sconvolto, sentivo le forze mancarmi, ormai ero certo di essere giunto alla fine, sentivo i suoi denti prima leggermente, quasi con dolcezza, poi sempre più violentemente attaccare i miei poveri fianchi, ancora quella orribile lingua insinuarsi tra le mie parti più sensibili, infine afferrò la povera anima mia, di legno, e con un sol colpo mi spezzò in due, gettandomi con disprezzo per terra.

Ero morto, mi restava qualche goccia di vita che se ne stava andando in vapore: che triste fine in un afoso pomeriggio di luglio.

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