Cartoline di Bologna: saluti da Santa Viola

di Claudio Corticelli, dal 2001 abitante in Via Agucchi

Una mostra di cartoline in bianco e nero, corrispondenze, carte postali, foto, parole di saluto tra parenti e amici, clienti, ricevute e inviate da Santa Viola, borgata della prima periferia di Bologna

Ci sono persone che non ricordano solo con la mente, ma raccolgono da sempre, negli armadi o nei cassetti, testimonianze tangibili, immagini del tempo che passa, in questo caso foto e parole, dai primi del 900 fino ai nostri giorni, delle genti e case della zona dove sono vissuti da sempre, per poi non tenersele per se, ma esporle pubblicamente, per condividere il tempo che fu.



In questo caso, per questa mostra, i raccoglitori-autori sono Francesco Resca e Vero Tagliavini, che si conoscono da sempre, hanno fatto le elementari insieme, ancora vivono a Santa Viola, riconoscendo i mille angoli trasformati del quartiere, le centinaia di storie di suoi abitanti, fanno parte del gruppo “tracce di una storia”, emanazione del Centro Sociale Ricreativo Culturale Santa Viola.

Questa raccolta è anche frutto del loro impegno sociale-politico-culturale che da sempre li ha visti impegnati nelle organizzazioni della sinistra storica radicata a Santa Viola, dove popolo lavoratore-artigiano, conviveva necessariamente con le fabbriche, Panigal, Sabiem, Calzoni, G.D. e altre, dove si intrecciavano imprenditoria illuminata e alta specializzazione delle maestranze.

Nello sfogliare cartoline, foto e fatture dei primi anni del 900, quando Borgo Panigale faceva Comune a sé poi nel ’37 fu annesso al capoluogo, sono rimasto piacevolmente colpito dalla foto di un aereo monoposto con il 3 sul fianco, che volteggia sui prati di Caprara e sullo sfondo il Colle della Guardia, San Luca, poi l’altra immagine della via Emilia, il Pontelungo con sopra il tram che si dirige verso Bologna e la gente e birocci a cavalli e buoi che la percorrono, poi quella fattura che porta l’indirizzo: f.p.s. felice, che voleva dire: fuori porta san felice.

Queste immagini, queste parole mi hanno fatto ricordare mio padre Giuseppe, detto Peppino o Plum, la plumma nelle tasche, che con la famiglia abitava in via Speranza all’angolo di Via Fattori, figlio di Ernesto capomastro, che conobbe mia madre Veglia Salvatori che abitava in Via del Greto di la dal fiume, in un’altra zona, dove rivalità tra confinanti primeggiavano, si incontrarono alla fine degli anni 30 sul ponte delle quattro Sirene, sul Pontelungo a passeggio con gli amici, sul confine del quartiere si innamorarono, forse fui concepito sul greto del Reno, tanto è vero che venni alla luce nel Luglio del ’41, credo che con questa mostra sono ritornato a casa, son tornato con i miei, fuori porta.

Proprio da quelle Sirene, anime d’acciaio e carne di cemento, donne-pesce, ignude belle, con la pinna eretta sulle acque del fiume Reno, una di loro è stata posta come logo del Centro Sociale Ricreativo Culturale SANTA VIOLA, simbolo d’identità sociale e storica delle genti e del territorio, dove le donne i loro nomi primeggiano nelle vie dell’antico insediamento romano, Valeria, Pomponia, Camonia, Licinia, Egnazia, Lemonia, come indica Orlando Pezzoli nel libro storico qui appresso citato.

La mostra di Francesco e Vero, dopo 40 anni, continua e precisa il già documentato e profondo lavoro del 1976, FUORI PORTA PRIMA DEL PONTE, SANTA VIOLA, scritto e corredato di foto e cartoline, dell’allora Delegato del Sindaco del Quartiere Santa Viola, il maestro Orlando Pezzoli, a cui è stata dedicata l’ancor oggi efficiente Biblioteca di Quartiere di Via Battindarno.

Così verranno esposte circa 180 cartoline e documenti, nella sala delle 8 colonne dell’ex Scuola elementare De’ Vigri, che dal 1997 fino ad oggi è Centro Sociale Santa Viola, in via Emilia Ponente al n. 131; una inaugurazione che si terrà venerdì 21 Aprile alle ore 17,00, la mostra dal titolo, anzi dai due titoli semplici e immediati SALUTI DA SANTA VIOLA E DINTORNI ed anche “SANTA VIOLA E DINTORNI NELLA CARTOLINA E IN ALTRE CARTE”, che vede il prestigioso e giusto patrocinio del Comune di Bologna insieme al Quartiere BorgoPanigale-Reno.

Sarà un vero salto nel passato, una riscoperta della nostra storia, a cui siamo legati, fatta di acqua, terra, strade, case e persone.

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