Con i migranti e contro la politica dei muri e delle espulsioni

di Bologna No Borders, Lazzaretto Csoa-Cimsp, Coordinamento Migranti, Unione Sindacale Italiana

Il 20 febbraio, giorno in cui i migranti europei e extraeuropei daranno vita in Inghilterra a una “giornata senza di noi” in risposta alla retorica della discriminazione che ha sostenuto la Brexit e a sostegno della raccolta firme contro la visita di Donald Trump in Uk, si mobiliteranno a Bologna migranti e solidali che non accettano di rassegnarsi allo sfruttamento e all’impoverimento.

Se per i migranti quest’occasione rappresenta anche uno strumento di denuncia e di lotta contro le specifiche condizioni di vita imposte e gli abusi subiti proprio qui a Bologna nel corso degli anni e negli ultimi mesi, per tutti e tutte si tratta di una presa di posizione contro le politiche razziste italiane e europee che anticipano e seguono l’ascesa di Trump negli Stati Uniti: scelte che mirano a incrementare le disuguaglianze sociali, ad aggravare lo sfruttamento economico della popolazione migrante e autoctona, mentre sulla scena mediatica si fa leva su paure indotte per giustificare provvedimenti che ledono sempre più gravemente la dignità e la libertà di ognuno.

Quali sono le politiche che combattiamo? L’apertura dei nuovi Cie e le espulsioni, che negano con violenza il diritto di scegliere dove vivere; il regime dei confini, che produce ogni giorno nuove vittime, gli accordi tra gli stati europei e paesi dove i diritti umani non sono garantiti, come la Libia, il Sudan, la Turchia, che consentono soprusi e massacri ai danni delle persone in viaggio in cambio di armi e denaro; il legame che vincola il permesso di soggiorno al lavoro, che ora si ripropone nello scambio tra lavoro gratuito e diritto di asilo, perché questi provvedimenti vogliono rendere i lavoratori disponibili al lavoro a qualsiasi costo e sulla base di questo ricatto peggiorare le condizioni di vita di tutti e tutte.

Siamo contrari allo sfruttamento dell’immigrazione per creare consenso politico perché questo porta, come per la Brexit o l’elezione di Trump, ad ammettere sempre di più il razzismo come ideologia e impedisce di riconoscere e rifiutare la guerra tra poveri a cui siamo costretti.

Per opporci a tutto questo supportiamo la protesta dei migranti, che subiscono con particolare intensità il cinismo e l’ipocrisia dei governanti e vedono le politiche europee imporre nelle loro vite effetti violenti: l’altissimo numero di dinieghi alla richiesta di asilo li costringe alla clandestinità, la macchina economica dei centri di accoglienza li obbliga a trascorrere lunghi periodi di isolamento in cui la loro semplice esistenza genera profitto per le cooperative ma la loro autonomia è fortemente limitata.

Il 20 febbraio saremo in piazza perché vogliamo costruire un percorso unitario verso lo stesso obiettivo: non accettiamo l’Europa delle espulsioni, che si accanisce sui migranti mentre continua a portare la maschera dell’accoglienza, mentre tutti e tutte siamo sottoposti ai ricatti della precarizzazione e dell’impoverimento. Insieme alziamo la voce contro lo sfruttamento.

Per adesioni e informazioni: 3275782056 – coo.migra@gmail.com

Autore dell'articolo: Amministratore

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